DROGATI DI SUSSURRI
ASMR: droga digitale o rimedio per conciliare il sonno?
“Neanche si faceva di droga, si faceva di gente (Begbie)! Lo mandava fuori di testa, gli scatenava i sensi”
L’overload diventa sensoriale e le persone cercano sempre più lo “sballo” in rete: la digital life sembra esser fatta così di eccessi più o meno riconosciuti, più o meno denunciati.
Non bastava l’overload informativo oggi l’eccesso s’impossessa dei nostri sensi…
“Pow”, “bang”. “wow” i suoni con il loro forte potere evocativo venivano riprodotti nella poesia ricorrendo a figure retoriche come l’onomatopea e che, per gli appassionati di fumetti, invece, andavano a riempire “nuvolette” di muto ma estremamente efficace immaginario sonoro.
Oggi tutti quei suoni escono dalla poesia, dalle vignette, dai cd, dagli ipod (se ne esistono ancora), per entrare nelle nostre orecchie in un modo nuovo stimolando la nostra percezione nel profondo.
Chi avrebbe mai detto che il rumore amplificato di unghie su di un tavolo o di una tavoletta di cioccolato che viene spezzata, il tamburellare, il masticare, il sussurrare avrebbero spopolato in rete…
Ma di certo è da riconoscere che il suono con il suo senso prediletto, l’udito, è un aspetto fondamentale nella nostra esistenza e oggi la sua stimolazione definita erotica da alcuni, per chi la prova, invece, sembra essere una questione ben diversa e con nulla a che veder con il sesso.
Scavando nel profondo di coloro che si abbandonano all’ascolto di suoni e rumori ammalianti, infatti, la sessualità sembra essere l’ultimo dei pensieri tanto che, leggendo tra le centinaia di migliaia di commenti in rete, tutti quei video che vanno sotto la dicitura “ASMR”, rivelano d’avere un aspetto in comune e riconosciuto: far dormire.
Un tempo c’erano i libri o la tv per conciliare il sonno oggi, invece, il ritorno ad un atavico mondo fatto di sensi primordiali passa attraverso l’aiuto del web così in grado di rievocare sensazioni dimenticate di quando, per esempio, si era piccoli ed è proprio in questo che sembra risiedere il successo degli youtuber ASMR: per lo più ragazze in grado di portarci indietro in un subconscio di pace dove lo stress rimane fuori dalle cuffie.
Artigiani del suono capaci di disegnare il nostro subconscio liberandolo dalle tensioni cullandoci con il rumore di una matita o sfregando le dita o accarezzando spazzole o masticando con delicatezza o sussurrando grazie a microfoni super-sensibili che possono raccogliere i rumori delicati e ripetitivi facendoli diventare ipnotici ed è proprio così che il suono vince le più intime e refrattarie resistenze.
Per alcuni Chiara Asmr mentre tamburella su una tavoletta di cioccolato è orgasmo mentale e per te?
ASMR: noi che abbiamo dimenticato l’importanza dell’ascolto
Un ambito delicato da affrontare quello delle dipendenze che richiede cautela tanto più se consapevoli del fatto che i media dello sballo sono prismatici e più numerosi di quelli che possiamo immaginare; non solo eroina, cocaina, acidi, sigarette, alcol, gioco d’azzardo quindi e perché no anche l’incapacità di staccarsi dai social network ma oggi l’interrogativo è un altro e ci si chiede se aggiungerne uno di nuovo e dal nome “scientifichese”: autonomous sensory meridian response (“risposta sensoriale apicale autonoma””), ASMR.
Sensazioni di formicolio in varie parti del corpo accompagnate da uno stato di rilassamento mentale da parte di chi la prova; un vortice di stimoli cerebrali che stuzzicano con esponenziata maestria una sensibilità intorpidita ma ora risvegliata e rilassata dal suono in grado di evocare altri sensi come quelli di natura visiva, uditiva, tattile ma percepiti da un soggetto in modo passivo concretizzano in tutti coloro che dicono di provare la ASMR una impareggiabile sensazione di piacere e relax.
Sensazioni inebrianti reali e ben descritte da chi le prova ma ancora difficili da dimostrare con dati scientifici, dove le stesse parole sembrano non bastano a descrivere e a dare ordine ad un’esperienza che ricordare l’ineffabilità dei deliri mistici ed è così che proliferano nomi diversi per indicarla nel tentativo di trovare un termine in grado di definirla: “orgasmo cerebrale”, “formicolio alla testa”, “orgasmo mentale”, “braingasm” nel tentativo di trovare un termine univoco che ora sembra esistere per un fenomeno affascinante e in continua ascesa che giorno dopo giorno attrae e suscita consensi.
Sensazioni di torpore simile a quando si sta per dormire hanno nella maestria della youtuber Chiara ASMR un risultato che sembrerebbe assicurato ma la ASMR ha il suo precursore in un ignaro pittore e personaggio tv statunitense, Bob Ross: video dall’effetto rilassante grazie al rumore di pennelli su tela accompagnati dalla sua voce.
Stimoli uditivi, visivi, tattili chiamati in linguaggio tecnico “triggers”, veri e propri attivatori sonori come scricchiolii, soffi, fruscii emessi dai “creatori” attraverso microfoni super sensibili e condivisi in rete.
ASMR, però, non è solo triggers ma anche soft-speaking (parlare a bassa voce e dolcemente), o musiche che “mettono i brividi” o osservare gesti particolari o assistendo a dei veri e propri giochi di ruolo.
“Eccitazione” dall’effetto calmante ecco come si potrebbe provare a descrivere la ASMR, con un ossimoro che ne ricomprenda le sfumature più disparate, in due parole: intime e personali
Scientificamente non ci sono prove esatte dell’esistenza dell’orgasmo mentale e l’ASMR non è stato ancora oggetto di indagini specifiche per esempio con l’utilizzo di risonanze e stimolazioni magnetiche in grado d’esaminare la differenza tra il cervello di chi dice di provare l’orgasmo cerebrale e chi invece non lo sperimenta.
Sound & triggers per dormire, bye bye pecorelle
Sussurri che assomigliano alle fusa degli amici pelosi, sensi dilatati che ricordano l’ipersensibilità di CatWoman, gli YouTuber per provocare un orgasmo mentale sussurrano (il cosiddetto “whispering”); parlando con un’intonazione dolcissima che ai più sarcastici dissacratori potrebbe anche ricordare il serpentese di Lord Voldemort; guardando dentro una telecamera e molto spesso servendosi di microfoni o strumenti di registrazione e amplificazione vocale, gli youtuber ASMR si cimentano in pratiche di rilassamento per le proprie audience non solo con sussurri ma anche “role-plays” (giochi di ruolo) in cui il creatore-sensoriale simula gestualità quali il taglio dei capelli, sedute di psicoterapia, trattamenti di cura del corpo o qualsiasi altra figura professionale associata al relax fisico e mentale.
Benessere reale o meno dai feedback degli appassionati di ASMR si può tranquillamente notare come questi dichiarino di aver risolto con queste pratiche di rilassamento-digitale problemi legati a stati d’ansia, attacchi di panico e insonnia.
Sembrerebbe, così, che l’ASMR sia in grado di favorire veramente il rilassamento più profondo tanto da portare ad addormentarsi o comunque a provare degli effetti percepiti come piacevoli.
A sfondo non sessuale i formicolii che percepiscono alcune persone quando ascoltano i video ASMR sono poi stati oggetto di distinzioni sensoriali infatti in accordo con quanto dichiarato dalla rivista musicale britannica New Musical Express una cosa sarebbe l’ASMR altro la pelle d’oca infatti, sebbene i fenomeni evocati possano essere considerati molto simili, gli stati emozionali e psicologici dell’osservatore risultano essere diversi, infatti secondo David Huron, docente nella Scuola di musica dell’Università statale dell’Ohio, l’ASMR, per lui poteva essere paragonata con il grooming dei primati che, stando alle sue parole, trarrebbero enorme piacere (se non quasi euforia) quando ricevono le attenzioni di un partner intento nella toilettatura pratica svolta non solo per rendersi più puliti ma anche per stabilire un forte legame sociale.
Benessere percepito vs scetticismo metodologico, milioni di visualizzazioni, canali in crescita verticale, nuove star e un’immancabile controversia dilagante sussurro dopo sussurro: ASMR NON FAMILY FRIENDLY.
Proprio YouTube, infatti, ha iniziato a classificare i video ASMR come contenuti non adatti a tutti ritenendo che questi video possano rientrare nella categoria di contenuti con riferimenti sessuali nonostante i creators affermino che i content condivisi non abbiano nulla a che vedere con feticismi sessuali se non fosse che una certa ambiguità la danno i role playing e triggers che di certo possono far pompare qualche vena come nel caso di video dedicati a “ispezioni linguali” della superfice di un microfono che, anche non mettendoci la più infida malizia, di certo, possono prestarsi ad alternative interpretazioni e anche ad una sorta di gioco erotico a cui se aggiungiamo il fatto non da poco che i creators di questo genere sono per lo più ragazze e se la matematica non è un’opinione…1+1=2…
Una cosa è certa leccatine e grattini virtuali a parte, il marketing 4.0 è anche questo: invogliare con l’esperienza sensoriale del suono che evoca vibrazioni positive e l’acquolina in bocca, BeefChef e counter delle views docet.