Si è fatta moltissima disinformazione sull’incidente nucleare (gravissimo) di Fukushima. Adesso, dopo oltre dieci anni, l’evento è nuovamente tornato alla ribalta delle cronache per l’annunciata intenzione del governo giapponese di versare, dopo averla filtrata e depurata dai nucleotidi radioattivi, l’acqua usata per raffreddare i tre reattori andati in meltdown della centrale.
Ovviamente una ricca occasione per il clickbait! Ma diamo la parola agli esperti per capire se è davvero così pericoloso oppure no…
geoPOP
A dieci anni dall’incidente nucleare, il governo giapponese riverserà in mare 1.2 milioni di metri cubi di acqua radioattiva adoperata per il raffreddamento della centrale di Fukushima.
Tokyo annuncia che lo sversamento avverrà tra due anni, scatenando le proteste degli ambientalisti e generando divisione nell’opinione pubblica.
La domanda che tutti si pongono è: il rilascio dell’acqua radioattiva di Fukushima nel Pacifico che conseguenze comporta? La reazione internazionale è chiara e mentre gli Stati Uniti hanno scelto una linea morbida, Cina e Corea del Sud hanno criticato con forza la decisione del Giappone.
C’è tanta disinformazione e in questo video capiremo come stanno veramente i fatti e analizzeremo i valori di radioattività di quest’acqua.
Adesso quello che è in pericolo non è il nostro account FaceBook, ma proprio noi. Mi spiego meglio. Con i dati trafugati nel 2019 a FB ma resi integralmente di pubblico dominio a marzo del 2019, è possibile in molti casi ricostruire la nostra identità, fino (in alcuni casi) al codice fiscale.
Le e mail di Fishing potranno così essere tanto dettagliate da indurci più facilmente all’errore, e con un po’ di social engineering gli operatori di call center di banche e altri servizi potranno essere ingannati da terze parti che ci volessero impersonare!
Una buona spiegazione di overVolt, ma vi suggerisco di scorrere la pagina fino in fondo!
ed una ulteriore spiegazione da parte di Matteo Flora
ATTENZIONE: stanno proliferando siti che vi danno la possibilità di verificare se siete compromessi da questa perdita di informazioni oppure no. Alcuni sono FALSI e quindi usandoli spargete voi stessi i dati in giro.!
Ecco un sito con una buona reputazione che vi suggerisco di usare:
l’Italia, fanalino di coda nella connessione internet ad alta velocità.
“La Commissione Europea ha pubblicato la comunicazione “Bussola per il digitale 2030” con la quale intende spingere la trasformazione digitale dell’UE. Gli obiettivi sono ambiziosi e, per arrivare alla trasformazione digitale delle imprese e alla digitalizzazione dei servizi pubblici su larga scala, entro il 2030 la Commissione vuole dare a tutti i cittadini europei una connettività Gigabit e arrivare alla copertura 5G di tutte le zone abitate. Cosa implicano questi nuovi obiettivi? Ma soprattutto, saremo in grado di raggiungerli?”
Tutto questo clamore è probabilmente solo l’eco della più importante guerra commerciale sanitaria del secolo, un conflitto finanziario silenzioso ma che coinvolge una quantità di persone e Stati maggiore di ogni altra guerra. La battaglia è sul prezzo e su quello che in economia si chiama “costo marginale“.
In economia, il costo marginale misura il costo che si sostiene per produrre un’unità aggiuntiva di un prodotto o il costo di un’unità maggiore di servizio. Questo concetto va ben compreso attraverso approfondimenti in quanto assume un significato rilevante nei modelli economici. Il costo marginale unitario corrisponde quindi al costo di un’unità aggiuntiva prodotta, cioè alla variazione nei costi totali di produzione che si verifica quando si varia di un’unità la quantità prodotta. Matematicamente corrisponde alla derivata del costo totale rispetto alla quantità prodotta.
Chi si è cimentato con qualche testo di micro-economia sa bene che in un sistema economico equilibrato, e quindi razionale, le differenze tra il prezzo e il costo marginale dovrebbero tendere allo zero, ma l’escamotage del profitto distoglie l’attenzione e ci fa illudere che quando c’e’ un alto margine il benessere generale migliori. Ma è abbastanza lapalissiano, e ben visibile ai giorni d’oggi, che ognuno di noi viva in un’illusione economica, e sociale, che è molto difficile smascherare.
Per questo motivo sembra che i prezzi dei vaccini siano troppo alti, e l’unica trattativa a prezzi calmierati, o politici, sembra essere stata fatta solo ad Oxford, non a caso l’università piu’ prestigiosa del pianeta.
Ma quanto costano le dosi?
In Europa i prezzi delle singole dosi sono stati negoziati attraverso accordi secretati tra l’Unione europea e ogni singola farmaceutica. Gli accordi sono stati stipulati in segreto da Bruxelles e i termini sono riservati. Da questo video del canale IndyWREP che qui pubblichiamo, notiamo che il vaccino AstraZeneca sviluppato all’ Università di Oxford, con la collaborazione si una farmaceutica italiana, è quello meno caro di tutti e probabilmente il suo prezzo è di soli 2 dollari.
Un prezzo anche di 9 volte inferiore a quello degli altri; 7 volte meno di quello Pfizer-BioNTech che costa circa 15 dollari. Moderna costa 18 dollari, mentre il Johnson & Johsnon sarà venduto probabilmente a “soli” 8.50 dollari mentre lo Sputnik sembra possa costare intorno ai 10 dollari.
Inoltre c’e’ da considerare che al costo va aggiunto il rischio di mantenimento di alcuni di questi vaccini, che devono essere tenuti a temperature bassissime con conseguenti elevati costi di gestione. I vaccini per prevenire il Covid sono principalmente di due classi, una di tipo tradizionale, come quelli di Oxford, che non necessitano di temperature proibitive e si possono trasportare anche con semplici frigoriferi e la classe di ultimissima generazione, mRNA, come quelli Pfizer e Moderna, che attualmente devono essere trasportati e conservati a temperature molto piu’ basse di quelle di un qualsiasi refrigeratore industriale.
Il vaccino Oxford-AstraZeneca (codice AZD1222) è un vaccino tradizionale che utilizza un vettore virale depotenziato ed è stato formulato presso il Jenner Institute dell’Università di Oxford in collaborazione con la società AstraZeneca e l’italiana Irbm Science Park. Questo vaccino ha un costo inferiore rispetto a quelli con la nuova tecnologia mRNA ed è un tipo di vaccino già utilizzato da tempo e non basato sull’emergente tecnologia a mRNA che di fatto si sta utilizzando in massa sull’uomo per la prima volta nella storia.
I vaccini “tradizionali” necessitano di un procedimento di produzione già in uso per numerosi vaccini presenti da anni sul mercato e risulta concettualmente molto più semplice e collaudato rispetto a quelli ad mRNA, fosse solo per la documentazione scientifica a disposizione e dal fatto che, ripetiamo, può essere conservato a temperature facilmente gestibili.
Il vaccini mRNA non sfruttano un vettore virale, ovvero un altro virus o parti di esso prodotto in vitro, ma di fatto costringono le nostre cellule a produrre esse stesse, ed esporre, parti del virus da combattere in modo che il sistema immunitario impari a riconoscerle. Non abbiamo ancora trovato delle documentazioni che ci possano spiegare esattamente come queste parti vengano esposte e quali siano le conseguenze a lungo periodo visto che è la prima volta che tale metodo viene utilizzato in larga scala sull’uomo.
Non sappiamo con precisione neppure se in larga scala i costi di produzione dei vaccini di nuova generazione siano inferiori o superiori a quelli tradizionali, possiamo solo immaginare che probabilmente i nuovi vaccini possano essere prodotti in larghissima scala in maniera molto più semplice di quelli a vettore virale in quanto non necessitano di “coltivare” e “modificare” alcun virus trasportatore. Pertanto possiamo solo continuare ad indagare per cercare di comprendere quale sia il vantaggio delle Farmaceutiche in relazione al vantaggio umanitario nello sviluppare e diffondere questo tipo di nuove tecnologie farmaceutiche a mRNA.
Il prezzo di vendita del vaccino sviluppato ad Oxford è di gran lunga il più basso in commercio e anche i costi di distribuzione e stoccaggio, ovvero di gestione, sono attualmente notevolmente ridotti rispetto ai “nuovi vaccini”.
Ted e TedX, una risorsa di conoscenze inesauribile. Ecco una sessione curata dalla fisica Gabriella Greison.
“Bruxelles, 29 ottobre 1927. Si è appena concluso il V Congresso Solvay della Fisica, che ha visto riuniti i fisici più illustri dell’epoca, gli stessi che ora si apprestano a partecipare a una cena di gala, ospiti dei reali del Belgio. Storia e storie, realtà e fantasia, fisica e pettegolezzi. Partendo da un fatto storico, Gabriella Greison ci conduce a quella tavola, facendoci ascoltare le chiacchiere che si intrecciano da una sedia all’altra, e soprattutto l’acerrima discussione sulla fisica quantistica tra Einstein e Bohr, punto cruciale nella storia della disciplina”
This talk was given at a TEDx event using the TED conference format but independently organized by a local community. Learn more TED.COM
Il contributo di GeoPop in collaborazione con GEOchannel per fare un po’ di chiarezza sullo scottante quanto grave problema dei rifiuti radioattivi.
[NDA,: in coda un video di aggiornamento con una intervista al dott. Fabio Chiaravalli di SOGIN]
GeoPop:
GEOchannel:
Rifiuti radioattivi in Italia. Intervista al direttore di Sogin, la società dello Stato italiano responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare. (a cura di GeoPop)
L’altro giorno stavo leggendo le moltissime email, purtroppo principalmente di spam, che giungono quotidianamente in redazione, con segnalazioni di autori, video e richieste.
Una email a prima vista già catalogata come spam, ha però ripensandoci colpito la mia attenzione, suggerendomi di dargli una seconda occhiata.
La mail riguardava un servizio di cui io, a livello personale, avevo avuto bisogno proprio nei giorni precedenti: tra tutti i canali che abbiamo a disposizione dove trovo il film/la serie che cerco? Inoltre a che condizioni?
È possibile che lo stesso prodotto sia gratuito su Disney+ ma a pagamento su Netflix ed a pagamento ma a un prezzo diverso su Amazon Prime Video!
Ho visitato il sito; lo ho trovato completo, funzionale e senza trappole nascoste e a questo punto ho chiesto a un esperto di darmi la sua valutazione.
Giusto l’altro giorno a scuola da mio figlio hanno dato come compito la visione di “Glory Road”. Tralasciando la didattica, mi sono messo a cercare sulle varie piattaforme a cui sono abbonato, se era disponibile… alla fine l’ho trovato, ma ci ho messo un quarto d’ora, per la cronaca ero al quarto tentativo.
Poi è arrivata “la luce”: JustWatch.com.
Il classico uovo di colombo: vai sul sito, metti il nome del film o della serie e ti esce la disponibilità su tutte le piattaforme disponibili in Italia e l’eventuale costo (se in abbonamento, se in noleggio, se in acquisto).
Tempo 1 minuto scarso e soprattutto la possibilità di levarti delle voglie improvvise. Che so… Arma Letale mi piacerebbe rivederlo… opla’ su Netflix.
Oppure mi hanno parlato bene della serie Fleabag… Prime Video.
Bastava pensarci e ora che ci hanno pensato noi ne possiamo sfruttare a pieno la potenzialità.
Ora vi lascio e mi metto a vedere immediatamente Dragonball, sì perché ci sono anche gli anime censiti.
Valerio Salvi
Valerio Salvi nasce come critico cinematografico agli albori di internet, ma non è stato abbastanza furbo da diventare un influencer quando non c’era concorrenza, quindi -dopo aver fondato due siti di cinema- si dedica alla consulenza per le distribuzioni cinematografiche, tiene un blog e collabora per terzi solo quando gli va di farlo.
Dalla nuova rubrica settimanale (ogni Lunedì pomeriggio, alle 19:00) di Matteo Flora, Garantismi.
Colloqui con Guido Scorza, del collegio del garante della privacy.
Cosa è successo con Whatsapp e la Privacy? Cosa c’è di vero nelle dichiarazioni e i messaggi che sono circolati? Cosa cambia per i cittadini europei? E cosa ha detto il Garante in questo riguardo? Facciamo oggi il punto della situazione insieme a Guido Scorza nella seconda puntata di #Garantismi!
Garante Per la Protezione dei Dati Personali (GPDP)
Avvocato, giornalista pubblicista, professore a contratto di diritto delle nuove tecnologie.
Già responsabile degli affari regolamentari del team per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e, poi, Consigliere giuridico del Ministro per l’innovazione.
Insegna diritto delle nuove tecnologie presso l’Università europea, diritto dei contratti ad oggetto informatico presso il Master in informatica giuridica e diritto dell’informatica dell’Università degli Studi di Bologna e privacy nelle comunicazioni elettroniche presso il Master in protezione dei dati personali dell’Università Roma Tre.
Ha fondato lo Studio ELex del quale è stato partner fino all’assunzione dell’incarico di componente del Collegio e l’Istituto per le politiche dell’innovazione dalla cui Presidenza si è egualmente dimesso a seguito dell’assunzione a componente del Collegio. È rappresentante vicario del Governo italiano presso il Government advisory Board dell’ICANN.
È blogger su L’Espresso e Il Fatto Quotidiano e scrive su Mashable Italia, il Corriere delle Comunicazioni e Agendadgitale.eu.
È autore di alcuni libri, gli ultimi dei quali sono “Processi al Futuro”, 2020 Egea e “Intelligenza artificiale. L’impatto sulle nostre vite, diritti e libertà”, 2020, con A. Longo, Mondadori.
Prima ha, tra gli altri, scritto “Internet, i nostri diritti” con Anna Masera per Laterza e “Meglio se taci” con Alessandro Gilioli per Baldini&Castoldi.