Le truffe Covid resistenti: #PINGCALLS
(+216) Tunisia
(+373) Moldavia
(+678) Vanuatu
(+383) Kosovo
(+375) Bielorussia
(+371) Lettonia
(+255) Tanzania
(+44) Gran Bretagna
Sicuramente a più di qualcuno e non solo nell’ultimo periodo sarà capitato di trovare nel registro delle chiamate perse dei numeri “strani” con prefissi stranieri e sempre più di qualcuno avrà anche provato il desiderio di conoscere “chi” e il “perché” di quel tentativo di contatto decidendosi, così, a richiamare finendo però in una vera e propria trappola.
Questo infatti è ciò che avviene quando si abbocca al Wangiri, il nome tecnico della truffa che utilizza il sistema del ping call.
Una truffa ormai conosciuta ma che ancora riesce a mietere vittime tra ignari cittadini che decidono di capire cosa possa volere da loro una potenziale voce dietro quel numero.
Dietro la “truffa dello squilletto” dal copione internazionale standard, infatti, si cela un meccanismo perverso che sfrutta la curiosità umana e la paura di perdere chissà quale chiamata importante.. un tranello creato da un team di truffatori che sembrano pure essere dei profondi conoscitori della psiche umana e che si sono organizzati per spillare, a tutti coloro che richiamano, la bellezza di 1-1,5 euro al secondo.
Telefonate che non danno la possibilità di rispondere immediatamente e che arrivano nelle ore più disparate della giornata rappresentano l’abbocco per agganciare potenziali vittime come persone con superficiale conoscenza delle minacce del mondo anche della semplice telefonia.
Ma è proprio con la semplicità, che queste truffe riescono ad aggiudicarsi delle belle cifre..
Con le ping calls, infatti, la richiamata degli ignari utenti viene trasferita su una linea a pagamento ed è con questo passaggio che i truffatori sono in grado non solo di scalare cifre funamboliche per ogni secondo di “silenzio in linea” ma anche, in alcuni casi, di attivare abbonamenti dal valore di 5-6 euro alla settimana (ma disattivabili rivolgendosi al centro assistenza del proprio operatore telefonico e magari anche aggiungendo il barring SMS, in modo da stroncare sul nascere l’attivazione di qualsiasi abbonamento non richiesto) ed è così che ci si rende conto di quanto la sprovveduta curiosità possa essere una cattiva consigliera arrivando a costare anche parecchio.
Nel dubbio quindi meglio non farsi prendere dalla foga della curiosità e magari, prima di compiere “richiamate avventate”, assicurarsi con una veloce ricerca in internet di capire di cosa si potrebbe trattare.
In questo modo l’open source del world wide web potrebbe rivelarsi un validissimo alleato per fugare i dubbi su possibili trabocchetti e che si va ad aggiungere ad app mirate alla prevenzione come TrueCaller che permettono di bloccare le chiamate in entrata da parte dei call center ma anche di numeri-truffa e disponibili sia su Google Play che sull’App Store ma non solo, infatti, un altro modo per bloccare le chiamate anche insistenti dei truffatori è quello di creare all’interno del proprio smartphone una blacklist con i numeri “ambigui” che si vogliono evitare.
- non richiamare il numero sconosciuto con prefisso estero;
- non inviare messaggi al numero in questione da cui si è stati contattati anche se più volte;
- non aprire link inviati con SMS o app come WhatsApp, si tratta di truffe phishing;
- bloccare il numero chiamante sconosciuto con prefisso estero;
- utilizzare applicazioni come TrueCaller che bloccano sul nascere le chiamate truffaldine, anche quelle dei call center.
La prevenzione diventa così la prima difesa nelle nostre mani..
Che più di qualche volta farebbero meglio a starsene ferme soprattutto di fronte ad una curiosità che non sempre paga.. ma rischia di truffarci profumatamente…