“Intelligenza Artificiale, vita, diritti e Libertà” con Alessandro Longo e Guido Scorza
Il problema che genera l’intelligenza artificiale viene affrontato da Matteo flora con una duplice intervista a Alessandro Longo e Guido Scorza.
Alessandro Longo e Guido Scorza sono anche gli autori di un libro appena uscito:
Intelligenza artificiale. L’impatto sulle nostre vite, diritti e libertà
Alessandro Longo,Guido Scorza
Editore: Mondadori Università
Collana: Saggi
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 4 giugno 2020
Pagine: XII-244 p.
EAN: 9788861848085
Qui riporto uno stralcio dell’intervista con un intervento che condivido e ritengo particolarmente importante di Alessandro Longo [AL] e di seguito il video.
[AL] “Nel libro sono probabilmente due i principali rischi connessi all’intelligenza artificiale.
Il primo è quello della sorveglianza di massa perché, per la prima volta, c’è una tecnologia che, sfruttando una grande mole di dati che sono disponibili, può veramente capire chi siamo, cosa vogliamo, dove andiamo non in termini filosofici ma in termini più pragmatici, quindi permette a un qualsiasi apparato economico/politico di capire cosa vuole la massa e così anche governare le loro intenzioni, la volontà della massa, eventualmente anche evitare che ci siano delle divergenze rispetto alla norma e alla massa.
Quindi potrebbe essere uno strumento un fondamentale massificazione del pensiero.
Questo è un primo rischio; l’altro rischio è l’aumento delle diseguaglianze delle sperequazioni economico sociali.
Anche questo è un tema molto vissuto al momento negli Stati Uniti, ad esempio, dove sappiamo che tutta la protesta contro il razzismo, è molto forte lì il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale come strumento di polizia per esempio o anche come strumento modo più generico per assumere certe persone invece che altre.
Ci sono molti studi secondo cui intelligenza artificiale al momento tenda a perpetuare le discriminazioni quindi a sfavorire i ceti meno svantaggiati le minoranze etniche sfavorirle in vari modi nei confronti del controlli di polizia per esempio nei confronti del sistema giudiziario, ma anche quando si tratta di scegliere chi assumere e quanto pagare: anche le donne vengono sfavorite da molti algoritmi dell’intelligenza artificiale, secondo diversi studi che citiamo, perché l’algoritmo porta spesso a questo difetto che tende a perpetuare un ciclo libertà, ripercorrere e ripetere il passato.
Se il passato è un passato di discriminazione quello lo ripete e lo applica in modo sistematico”
[MF] ”Gli studi parlano addirittura di esasperare i bias proprio, esasperare quelli che sono all’interno i pregiudizi del campione che viene dato.”
[AL] “Fa dei pregiudizi che sono la base della discriminazione, che sono alla base delle sperequazioni, anche economiche, non solo le discriminazioni aumentano le sperequazioni; nel nostro libro raccontiamo del grande rischio dell’intelligenza artificiale dal punto di vista macroeconomico cioè che rischia di portare più potere, più ricchezza nelle mani di pochi, dei soliti pochi che sono le grandi aziende, le grandi multinazionali delle tecnologie, quelli che hanno un lavoro specialistico, tutti questi sono in ottima posizione per avvantaggiarsi economicamente con un potere economico, e anche poi quindi conseguenza politico dall’accresciuto ruolo dell’intelligenza artificiale, quindi c’è una grande sfida della società della politica ecco possiamo dire, per
compensare questi problemi ed evitare che di avere delle masse sempre più povere una minoranza sempre più ricca”
