Un E-Lisir per un ambiente intelligente e la L.I.S. non è più un tabù.
Intervista ad Antonio Staiola, socio e fondatore di VAM (Video Assistenza Mobile)
“La lingua dei segni è una lingua complessa e viva, che muta continuamente” (Éric Lartigau)
Per molti a volte sarebbe meglio non sentire, a volte non vedere ma gli aspetti della vita di tutti i giorni che agli occhi dei più possono risultare scontati, per altri, al contrario, diventano dei veri e propri ostacoli insormontabili che escludono tante altre persone e che proprio per questo si trovano costretti a vivere con difficoltà ciò che per i più è scontato ma che in realtà, per tutti gli altri, scontato non è.
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Democrazia è questo: permettere a tutti una stessa quotidianità, per quanto possibile, in grado di estendersi in modo “epidemico” a tutti rendendoli in grado di potersi gestire nelle proprie vite con le gioie e difficoltà che caratterizzano l’esistenza.
Non voler sentire e non voler vedere le necessità degli altri non cancella le disparità, né le iniquità ma ci rende ciechi ed egoisti crogiolandoci in un dono che per questo risulta immeritato se non ci si preoccupa dei propri simili.
Oggi ci vuole ancora più forza e coraggio di un tempo per non arrendersi all’orrore della dimenticanza, dell’incuria della superficialità con cui ci si approccia al prossimo perché, molte volte, ci facciamo prendere dalle sciocchezze tralasciando il vero valore e forse sì, ci vuole ancora più sensibilità di un tempo, perché la sensibilità richiede impegno, attenzione, apertura e ricerca per spianare la strada a quella bramata “quotidianità comune” che comune, se ci riflettiamo bene, così comune non è.
Poco tempo fa in occasione dell’intervista al Dottor Massimo Di Giuli, chirurgo estetico presso l’Ospedale Umberto I di Roma, in uno dei suoi studi in cui effettua attività ambulatoriali, ho potuto scoprire ed approfondire come funziona la VAM (Video Assistenza Mobile) e chiedere di poter incontrare Antonio Staiola. (www.elisir.social )
Antonio Staiola è il socio fondatore ed ideatore della V.A.M. (Video Assistenza Mobile srl) per l’Italia, la società che ha progettato, realizzato e lanciato, in collaborazione con l’Istituto Meschini di Roma, un servizio innovativo che, tramite una app permette di tradurre simultaneamente la lingua italiana dei segni (LIS) con l’accesso diretto, tramite un tablet, ad un interprete online che risponde dal Centro a ciò preposto e con base all’Istituto di cui sopra in cui una squadra di interpreti di LIS, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 realizza le esigenze quotidiane delle persone sorde.
In questo modo i disabili affetti da disabilità sensoriale non hanno più bisogno d’essere accompagnati fisicamente da un interprete che li segua passo passo nelle loro necessità potendosi, così, gestire autonomamente e con costi completamente diversi: E-LISIR (acronimo di Evoluzione Lingua dei Segni con Interprete in Rete), infatti, è una applicazione completamente gratuita per le persone sorde.
Un servizio innovativo che Antonio ha portato in Italia dall’America e che l’ha visto provare sulla sua pelle le difficoltà che vivono queste persone: Antonio ha due fratelli sordi.
Le sue parole aprono i nostri occhi e le nostre orecchie, per nostra fortuna, su un mondo ovattato e mostrano la realtà di persone che non conoscono il significato delle parole che vengono da noi pronunciate perché non le hanno mai sentite: per loro, la nostra lingua è incomprensibile e per noi, la loro, è difficile da comprendere, poco intuitiva, apparentemente, e che, per questo, necessita d’essere studiata in modo mirato e per lungo tempo come una lingua italiana fatta di gesti o meglio “segni”, non verbale e relazionale che, in modo diverso, permette uno scambio dialogico di incontro democratico in ogni aspetto della vita.
Antonio Staiola ha così sviluppato E-LISIR, un servizio di video comunicazione a distanza nella lingua italiana dei segni in grado di collegare qualsiasi ufficio istituzionale e non al cittadino con un video centro dove operano interpreti Lis e tra questi vi sono anche gli studi medici di Milano e Roma del Dottor Massimo Di Giuli.
Un’unica mission: rendere più facile la comunicazione tra la persona sorda e l\’operatore di sportello che, traducendo le istanze del sordo dalla Lis in lingua verbale e viceversa, è così in grado di tradurre in tempo zero il messaggio che si vuole comunicare.
Una volta connessi tramite un tablet, l’app di E-LISIR permette alla persona sorda e al suo interlocutore dell’ufficio di attività o servizi che si vuole interpellare per una necessità o anche per un semplice acquisto, di comunicare in maniera inclusiva, infatti, il disabile, tramite la video assistenza, può esprimersi liberamente nella lingua dei segni attraverso l’ausilio del device; il messaggio di comunicazione viene così recepito in diretta come la risposta presto tradotta dall’interprete online dall’italiano in lingua dei segni: una comunicazione che solo per via del modus operandi risulta essere a tre ma che nel risultato è immediata tagliando i costi per la persona sorda e in abbonamento per le attività che decidono di adottare questa tecnologia.
Le richieste trasmesse e tradotte in questo modo risultano chiare, non filtrate e sempre più personali disintermediando e rendendo più vicino il rapporto della persona sorda con il suo interlocutore permettendo al disabile di emanciparsi da quella paternalistica dipendenza di compresenza fisica data dalla necessità di avere con sé accompagnatori-interpreti.
Le parole chiave per comprendere il valore aggiunto di E-LISIR diventano “autonomia di movimento negli spazi” grazie a dispositivi che, tramite una app, garantiscono l\’orientamento.
Essere autonomi per le persone con disabilità sensoriale, fino a poco tempo fa poteva essere impensabile ma ora la dignità non aspetta più e la persona sorda che, suo malgrado, dovrà convivere con questa disabilità e che tutti i giorni si trova a dover fronteggiare difficoltà di accesso agli spazi, all\’informazione, ai servizi, ora, invece, può finalmente gestirsi sempre più senza barriere anche se di strada ne deve essere fatta ancora molta.
La risposta a tutto questo Staiola l’ha data con la creazione di un ambiente intelligente e sempre meno capillare e così finalmente in grado d’adattarsi, realmente, alle necessità quotidiane di queste persone.
Innovazione tecnologica e democratizzazione degli spazi e dei servizi in città sempre più sensibili e dove la tecnologia risulta essere un medium essenziale per la sua realizzazione includente.
E-LISIR, ad oggi, è presente in molte realtà rese riconoscibili dall’icona che avverte le persone con disabilità sensoriale che, in quegli esercizi, vi è la presenza di interprete in Rete ma non solo nella capitale con ospedali (Azienda ospedaliera di Tor Vergata, il Bambino Gesù, Casa delle Salute), laboratori di analisi cliniche e radiologiche (Gruppo Sanitel), farmacie (Farmacia IGEA, Farmacia Serenissima, Farmacia Marchetti, Farmacia Betti), supermercati (Galleria Auchan, Supermercati Todis), aeroporti (Roma Fiumicino e Ciampino), nei 10 P.I.T. (Punti Informazioni turistici) del comune di Roma Capitale, all’Opera Romana Pellegrinaggi, varie attività commerciali e servizi (Bios spa, Milleocchiali, Araldo Viaggi, Giulius – negozio di animali, agenzie funebri), ma anche al Comune di Trani, Brianzacque, Cesano Maderno, Ottica milano, p.i.t. Firenze, agenzia viaggi di Agliana Pistoia per citarne solo alcuni.
“Una scelta di civiltà”, così l’ha definita un suo early adopter Giorgio Sibaud di Araldo Viaggi, centralissima agenzia della capitale; un modo per riuscire a “servire facilmente anche un cliente affetto da sordità”. (http://www.travelopendaily.com/2016/05/10/lisir-araldo-viaggiano-anche-sordomuti/) e un modo per porre fine alla discriminazione delle discriminazioni: quella che cataloga i disabili in due categorie “disabili di serie A e di serie B”.
Come affermato da Antonio Staiola, né l’abolizione nei documenti ufficiali della parola “sordomuto”, né l’articolo della Strategia Europea sulla Disabilità che vieta qualsiasi forma di discriminazione, sono bastati per dare dignità reale a tutte quelle persone affette da handicap uditivo; infatti le barriere sono ancora molte e in merito basta anche solo pensare al semplice fatto che nemmeno il nostro palinsesto televisivo può vantare un attento adeguamento a queste necessità e dove in Italia “meno del 40% dei programmi risulta sottotitolato, rispetto al 100% di quello europeo”.
“Dare voce a chi voce non ha” dovrebbe essere infatti la regola e magari, in un futuro neanche troppo lontano, la Lis potrebbe anche approdare nelle scuole potendola apprendere in parallelo alla nostra stessa lingua anche perché la lingua italiana dei segni è sempre lingua italiana.
Un servizio che risulta essere così la base per la civiltà del nostro quotidiano dall’impatto economico sostenibile e che mette l’accento su un problema che deve toccarci tutti e non essere motivo di annichilimento né autoesclusione a causa del disagio dato dall’essersi visti incompresi e che costringerebbe solo al peggiore dei silenzi quello che mutila desideri, sogni e le più semplici, ma necessarie, esigenze di chi non può essere sentito ma può essere compreso.
Gli sbarramenti invisibili sono i peggiori e questo problema che apparentemente alle nostre orecchie non fa rumore, in realtà grida riconoscimento ora possibile attraverso una tecnologia che da molto tempo appartiene al nostro quotidiano: un tablet e una app.






