10 anni di Medioera: festival dell’innovazione digitale
#DigitalFriday
Quattro giorni all’insegna dell’innovazione digitale nella location suggestiva di uno dei borghi medievali meglio conservati d’Europa: la città di Viterbo.
Medioera quest’anno festeggia il suo decimo anniversario in quattro giornate ricche di appuntamenti e di ospiti nazionali ed internazionali. (https://www.medioera.it/attesa-la-decima-edizione-medioera/)
Dal 9 al 12 maggio un calendario fitto di incontri stimolanti con diverse personalità che si sono distinte nell’innovazione digitale e occasione per incontrare realtà affermatesi nella digital life e ora raggiungibili nei diversi appuntamenti che le vedranno protagoniste presso lo Spazio Attivo di Lazio Innova a Valle Faul, Viterbo.
Ai blocchi di partenza nella giornata di apertura: il sindaco Giovanni Arena, l’Assessore al Comune di Viterbo con delega alla Cultura- Turismo e spettacolo- Marketing territoriale e film commision Marco De Carolis del Comune di Viterbo, il direttore artistico Massimiliano Capo, il presidente dell’ass. Gioventù Protagonista, Mario Narduzzi, il responsabile Spazio Attivo di Lazio Innova, Giulio Curti a cui si aggiungono illustri ospiti in un programma ricco di appuntamenti e consultabile direttamente sul sito di Medioera. (www.medioera.it)
Un evento che negli anni ha accolto molti consensi grazie a talk ed approfondimenti dei diversi relatori coinvolti ad ogni edizione e che hanno permesso a questo evento di posizionarsi tra le più autorevoli vetrine del settore in Italia aprendo anche al tema di come le infrastrutture di rete e il marketing territoriale debbano evolversi in senso digitale dove, l’uso delle piattaforme del World Wide Web, non sono da considerarsi esclusivamente come un altro canale del marketing ma come un modo efficace per raggiungere tutte le realtà che altrimenti non si sarebbero potute incontrare in una logica sempre più smart ed iperconnessa nella comunicazione anche a livello locale.
Tra i partner della manifestazione il Comune di Viterbo, Federlazio, Università della Tuscia, Disucom, Fondazione Carivit, Agenzia Nazionale Giovani e Regione Lazio.
Nel programma di Medioera anche la consegna del Premio Fantappiè, riconoscimento dedicato all’illustre scienziato e matematico viterbese e la Start Up Night che hanno avuto luogo il 9 maggio.
Un vero e proprio evento nell’evento in una serata che si è prestata ancora una volta ed essere una “vetrina di prestigio” per tutti gli aspiranti imprenditori che hanno concretizzato le loro idee innovative.
Il #DigitalFriday di venerdì 10 maggio mi ha vista partecipe all’iniziativa del festival di cultura digitale Medioera con le altre studentesse del Master in Media Entertainment dell’Università Link Campus di Roma arrivato alla quarta edizione.
Tra i relatori della giornata il Professor Marco Gorini Coordinatore didattico del Master in Media Entertainment, Link Campus University, per “La Media Education per gestire l’overload informativo”, Gianni Ginassi per “Web radio ed inclusione”, Rocco Oliveto e Giovanni Romano per “Media, intelligenza artificiale e giornalismo”, Romina Toscano per l’intervento relativo a “Identità di moda. Come comunicare nel panorama delle strategie multimediali”, Giampaolo Rossi CdA Rai e Direttore scientifico del Master in Media Entertainment Link Campus University con Carlo Freccero, Direttore di Rai 2, per i contenuti relativi a “La televisione di fronte alla sfida digitale”, Riccardo Pirrone, social media manager di Taffo, l’agenzia funebre “che ha rivoluzionato il modo di fare comunicazione” con uno spiccato black humor su un tema molto particolare come quello della morte per “Quando le aziende fanno ridere”, Ermes Maiolica per “The art of trolling”, e l’ideatore della pagina delle “Frasi di Osho”, Federico Palmaroli. (https://www.medioera.it/medioera-e-il-giorno-di-osho-e-del-direttore-di-rai-2-carlo-freccero/)
Le frontiere della comunicazione digitale ormai non sono più un tabù anche se esistono ancora dei baluardi refrattari alla conversione in digitale nel modo di comunicare e che rappresenta il passaggio epocale dal puro marketing allo storytelling del marketing del prodotto.
Una comunicazione che oggi non può più accontentarsi di fare semplice pubblicità nella logica push ma deve comunicare nel vero senso della parola trasmettendo emozioni e contenuti fruibili in ogni momento e in ogni dove per essere veramente efficace.
Il consumer di un tempo non esiste più, è diventato un attore attivo dell’esperienza del marketing di qualsiasi prodotto o servizio e per raggiungerlo la parola d’ordine è engagement e, in quest’ottica, le aziende sono chiamate ad innovarsi soprattutto nel modo di comunicare a quel cliente che ad oggi è prosumer.
Che serva consapevolezza di questi cambiamenti l’ha ricordato nel suo intervento il Coordinatore didattico del Master in Media Entertainment, Professor Marco Gorini, in cui ha sottolineato l’importanza di un uso informato dei media digitali: strumenti dall’alto potenziale e dalla performance assicurata per la loro capacità inclusiva e di diffusione del messaggio che si vuole comunicare ma, oltre a tutti questi aspetti che rappresentano dei veri e propri plus per la comunicazione, allo stesso tempo, tutti questi possiedono anche dei lati oscuri se non utilizzati con l’adeguato know how.
Nel suo intervento mirato, infatti, il Professor Gorini ha sottolineato la necessità di diventare dei cittadini-users attivi in modo “consapevole” imparando ad utilizzare gli strumenti a nostra disposizione nel nostro quotidiano sempre più fatto dal primato dell’immagine e dalla targetizzazione individuale del consumo in tutte le sue sfaccettature.
Una media education mai stata così necessaria e un modo per difendersi dall’overload informativo in grado, se non gestito, di farci annegare in un oceano di informazioni difficilmente verificabili nella loro verità e per questo rischioso veicolo di equivoco e di disinformazione su vari livelli tanto più se il web sembra sempre più affermarsi come il nuovo “quarto potere” capace di spodestare stampa e il mainstream.
Media education diventa in questo modo, una volta interiorizzati i pros & cons, il passe-partout per uscire dall’anonimato e così raccontarsi e raccontare esperienze dall’alto potenziale includente liberandosi dalla comfort zone.
Rocco Oliveto e Giovanni Romano hanno così affrontato il tema “dell’intelligenza artificiale” mostrando come, ad oggi, sia possibile scrivere articoli giornalistici anche senza la mediazione della “penna” del giornalista in “carne ed ossa” arrivando alla scannerizzazione del corpo del gatekeeper dell’informazione facendolo diventare un vero e proprio avatar giornalistico.
Un mondo in continua evoluzione che apre a diversi interrogativi che scardinano il “to be or not to be” di Amleto con “l’intelligenza artificiale è da considerarsi amica o un cavallo di Troia per la nostra privacy?”
Domande a cui, per il momento, è difficile dare una risposta nel fluire dei big data.
E che la comunicazione digitale si presti ai più svariati campi lo dimostra Romina Toscano che ha presentato la realtà di Studio DModa raccontando la “moda indipendente” lontana dalle solite maison e in grado di rispondere alle necessità di identità e immagine del prodotto ora non più così di nicchia.
La comunicazione digitale non deve però dimenticare il medium o i media che utilizza e per questo necessità di innovarsi anche negli advertisement per creare engagement; un esempio lampante l’ha dato Riccardo Pirrone di KiRweb, il social media manager che ha reso virale Taffo Funeral services.
Una sfida continua all’ultimo hashtag, tweet, post, che mette in discussione anche la tv generalista nello “scontro tra titani”: Tv vs Web.
La parola chiave è infotainment che ad oggi parla sempre più la lingua del digitale e chiede alla tv di innovarsi per non perdere terreno.
Carlo Freccero, Direttore di Rai 2 e Giampaolo Rossi, Consigliere Cda Rai, hanno messo in luce come i nuovi paradigmi dell’infotainment siano complessi e come la “scrittura della rete” vada oltre il cinema nella personalizzazione della fruizione in un contrasto tra tv e rete stessa, conservando, però, la stessa logica di personalizzazione anche se opposta: da una parte il lavorio spasmodico dall’altra il furto dell’immagine.
La tv, infatti, stando alle parole del Direttore di Rai 2, Freccero, definito dal Consigliere Professor Rossi, come un emblema della tv italiana e occhio critico ed attento per la “visone futura”, afferma il ruolo necessario della tv come mediatore all’overload del web perché la rete ha preso il meglio e il peggio della tv generalista.
E che la necessità di sviluppare un attento occhio critico per non farsi trarre in inganno nella rete sia diventata il must have della digital life ce lo svela il “genio del male” Ermes Maiolica con tutte le sue fakenews che tra le sue vittime vanta Barbara D’Urso, Fedez, J-Ax, Maurizio Costanzo, Fabio Volo e molti altri.
Usare la comunicazione digitale in modo efficace rappresenta un grande potere da conoscere in tutte le sue opportunità ma come direbbe Osho alla fine “Ma fa ‘n po’ come cazzo te pare”.






