OSSIMORI APPARENTEMENTE NASCOSTI
[Sesta puntata]
Una locuzione composta da due parole che esprimono concetti contrari (come nel caso di: «acuto imbecille»), viene denominata, più propriamente: ossimoro (dal greco: «oksys» = acuto e «moros» = imbecille). Alcuni significativi esempi al riguardo, entrati nel linguaggio comune, possono essere: «ghiaccio bollente», «convergenze parallele», «lucida pazzia», «silenzio eloquente», «tacito tumulto».
Un gioco molto stimolante basato su tale figura linguistica (proposto da Giampaolo Dossena, verso la fine degli anni ’80, con il nome di ossimoro nascosto) consiste nel comporre una frase di senso compiuto, contenente al suo interno due parole di significato opposto. Alcuni esempi interessanti al riguardo possono essere: «esempi interessanti» (empi/santi), «interessi grotteschi» (intere/rotte), «sonetti balordi» (netti/lordi), nonché lo stesso «ossimoro nascosto» (moro/nasco), se si accetta di considerare «moro» come forma dialettale di «muoio».
In assoluto, questo gioco ammette una certa elasticità sul concetto di contrapposizione. D’altra parte, non sempre ci si può trovare di fronte a cose che sono rigorosamente o bianche o nere. In particolare, il contrario del «nero» è proprio il «bianco» o non è piuttosto (come insegna la politica) il «rosso»? E il contrario del «rosso» è proprio il «nero» o non è piuttosto (come insegna il codice della strada) il «verde»? Questa potenziale polivalenza di termini contrastanti, rende possibile la composizione di ossimori contenenti più di due parole nascoste, come i seguenti: «signore forsennato» (sì/no/forse), «sconcertante costume di epoche remote» (tante/medie/poche), «lesso pressato nella teglia» (esso/essa/ella/egli), «coperta di piume, non di visone» (per/più/meno/diviso).
Un’altra ricerca interessante riguarda le singole parole che, tra le proprie lettere, nascondono due termini opposti; come ad esempio: «quintali» (qui/lì); «tugurio» (tu/io); «asino» (sì/no). Procedendo in tale direzione, è possibile anche riuscire a trovare delle parole di questo genere, prive di residui letterali, come: «sino» (sì/no) e «foratura» (fora/tura).
Un’assenza totale di lettere eccedenti, può essere realizzata più facilmente nella composizione di locuzioni, se ci si affida unicamente al meccanismo del doppio senso (ad esempio: «stabile pericolante», «ripresa interrotta», «antica novella»). Il camuffamento di questo particolare genere di ossimori (che possono essere chiamati apparenti), risulta maggiormente accentuato, se si ricorre all’uso di appropriati sinonimi. Ad esempio, un «abile schieramento progressista», può condurre a una «destra sinistra»; nello stesso modo, un «bieco schieramento conservatore», può alludere a una «sinistra destra».
Cercate di scoprire a quali ossimori apparenti si nascondono dietro le seguenti definizioni.
1. Acconciatura frivola – 2. Parente separato – 3. Due meno – 4. Anello matrimoniale fasullo – 5. Celebri carceri – 6. Musica sconosciuta – 7. Dipinto circolare – 8. Club equilibrato – 9. Il concepimento di Caino – 10. Tragitto navale completo – 11. Caseggiato vuoto – 12. Diga accessibile – 13. Conclusione intelligente – 14. Solita conclusione.