TESLA CYBERTRUCK: “Houston, abbiamo un problema”
Squadrata, futuristica, completamente elettrica, aggressiva, un posteriore che ricorda il nuovo faro della Porsche 911, antiproiettile ma non è il nuovo prototipo per il prossimo 007 né una ruggente Lamborghini Urus ma la nuova Tesla Cybertruck.
250 mila preordini per il pickup completamente elettrico di Tesla che ricorda le atmosfere di Blade Runner ma che si farà attendere fino al 2022; ma questi numeri, sebbene molto interessanti, potrebbero diminuire bruscamente dopo quello che è accaduto e che potrebbe dare più di qualche grattacapo a tutti coloro che hanno deciso di preordinarla versando una caparra che, sebbene esigua rispetto al passato, ad oggi potrebbe comunque insinuare i primi sintomi di FOBO…
E chissà… i suoi futuri cyber automobilisti saranno ancora disposti a dire “si, la voglio”?
Una debolezza testata in diretta e che ha sfatato la sua infrangibilità consegnando al mondo un Mr. Musk molto attapirato.
A quietare il disappunto non sono infatti bastati gli 800 km d’autonomia né l’esoscheletro in acciaio super resistente né i cristalli di sicurezza perché quei finestrini di vetro stratificato con polimeri che sembravano essere in grado d’assorbire meglio gli impatti garantendo una maggiore durabilità e sicurezza hanno deluso le aspettative in diretta: non hanno resistito all’impatto provocato da delle sfere di metallo gettate dal designer Franz von Holzhausen anche se è pure vero che questi non si sono frantumati né sono stati trapassati dall’oggetto che aveva procurato l’urto. (NDR: La seconda sfera è chiaramente stata lanciata molto più piano della prima!)
Geniale trovata pubblicitaria o il bello della diretta?
Di certo tutti ne hanno parlato e continuano a parlarne se non fosse che il magnate ha bruciato la bellezza di 700 milioni di dollari in un giorno per questo errore.
Un periodo un po’ turbolento per Musk alla continua ricerca di rivoluzione, insuccessi che per la sua immagine diventano però simpatiche disavventure in aneddoti che lo rendono umano e meno cyber goddess, perché Musk è un grande comunicatore che è stato in grado di promuovere la sua geniale e visionaria personalità.
Qualche incidente di percorso è normale che possa accadere ma la sua figura è oramai personal branding: alcuni dicono che quelli come lui sono pagati per chi sono e non per ciò che realmente fanno ma poco conta l’errore prima o poi è in agguato per tutti.
Resta il fatto che la sua Cybertruck piace perché è Tesla-Musk e non poteva essere altrimenti.
Chiamatelo pazzo, visionario intanto Tesla è una realtà su strada che passo dopo passo, km dopo km guadagna terreno nell’evoluzione…