SCIA+RADA = SCIARADA
[Ventiquattresima puntata]
Il gioco della sciarada consiste nel formare una nuova parola dalla congiunzione di altre due o più parole, tutte di senso compiuto. La parola «sciarada» stessa può dar luogo a una sciarada, dato che può ottenersi collegando le parole «scia» e «rada» (e volendo, anche: «sci», «ara» e «da»). Come per tutti gli altri giochi linguistici, la sciarada può trasformarsi in un enigma, se non viene esposta direttamente, ma viene richiesto di ricavarla, analizzando opportunamente un determinato testo ambiguo.
Nel passato, la parola risultante veniva chiamata tutto (o intero), mentre le parole componenti venivano chiamate primo (o primiero), secondo ed eventualmente terzo e quarto. Un significativo esempio al riguardo, è fornito dalla seguente sciarada satirica, di forte ispirazione repubblicana, composta da Vittorio Alfieri.
Sarebbe l’intero
tagliare il secondo
ad ogni primiero.
(Soluzione: re+gola = regola)
Ormai, una tale terminologia è caduta in disuso e si preferisce esporre un brano poetico suddiviso in più gruppi di versi, con la convenzione che i primi gruppi si riferiscono, nell’ordine, alle varie parole componenti, mentre l’ultimo gruppo si riferisce alla parola risultante. Nelle elaborazioni più sintetiche, alcuni di questi gruppi coincidono anche con un solo verso, come nel seguente brillante esempio, composto da Il Sesto.
Un buon marmittone
Fa una buona impression: con calma e gesso
attende alla consegna quando è messo,
ogni còmpito viene da lui svolto
e questo veramente conta molto.
La soluzione di questo gioco è: calco+latore=calcolatore; infatti, il primo verso allude al «calco» (che fa impressione, utilizzando il gesso); il secondo allude al «latore» (che consegna una lettera, svolgendo la funzione di messo); gli ultimi due versi alludono al «calcolatore» (che svolge ogni còmpito e conta molto…).
Perché una sciarada passa essere considerata corretta, la parola risultante non deve presentare alcuna attinenza etimologica con le parole componenti (come nei seguenti due esempi: orchi+dea = orchidea; bus + sol + otto = bussolotto). Si possono tollerare delle attinenza del genere, solo se la natura dei significati coinvolti è sensibilmente diversa (come nei seguenti due esempi: vita + mina = vitamina; corolla + rio = corollario). Sono, in ogni caso, considerate scorrette le sciarade ottenute con lo stesso procedimento di creazione delle parole composte previsto dalla nostra lingua (come nei seguenti due esempi: mare + moto = maremoto; cassa + forte = cassaforte).
A questo proposito si può leggere nell’autorevole Enimmistica di Tolosani e Rastelli (Hoepli Editore, Milano 1938): «(…) il valore delle parti deve essere in modo assoluto dissimile. “Chilo” non potrebbe essere il primo di una sciarada su “chilogrammo”, né “metro” il secondo di una sciarada su “chilometro” (…)».
Il meccanismo di composizione delle sciarade si presta a divertenti operazioni di montaggio e di smontaggio. Utilizzando alcune delle 15 parole qui di seguito elencate è possibile comporre due sciarade corrette, una formata da 2 parole e l’altra da 3. Provate a scoprire in che modo ciò è possibile.
ali – colta -cromato – fa – foto – gas – grafia – mica – occhi – olio – radio – tele – tragico – trono – visore