Che cosa sono gli algoritmi «Se ne parla di continuo, ma li conoscono (davvero) in pochi»
Che cosa sono gli algoritmi «Se ne parla di continuo, ma li conoscono (davvero) in pochi»
È appena uscito in tutte le migliori librerie d’Italia (e anche nelle peggiori…)
Che cosa sono gli algoritmi
«Se ne parla di continuo, ma li conoscono (davvero) in pochi»
Qual è il segreto dei motori di ricerca di Google e di Facebook? Dagli acquisti su Amazon fino alla possibilità di trovare un partner in rete, gran parte del progresso tecnologico del nostro tempo è dovuto all’applicazione di alcuni sofisticati e geniali strumenti: gli algoritmi.
Gestiscono tutto – musica, finanza, editoria – e presto controlleranno anche ospedali e politica. Insomma, il futuro sarà fatto di algoritmi sempre più potenti e presenti nella nostra vita quotidiana.
Ma che cosa sono?
Gli algoritmi hanno origini antiche e non sono altro che strumenti studiati per risolvere un determinato problema, ma non basta questa sintetica definizione per comprendere l’importanza e l’impatto che hanno nell’era di Internet.
Ennio Peres, tra i più autorevoli divulgatori matematici in Italia, ci spiega, ci racconta in modo semplice e chiaro i tanti aspetti pratici – e ludici – di questo affascinante argomento in un saggio divertente e ricco di esempi e curiosità.
Ennio Peres è nato a Milano nel 1945. È considerato uno dei più grandi divulgatori matematici d’Italia. Ex professore di Informatica e di Matematica, dagli anni Settanta è anche un prolifico autore di giochi enigmistici per riviste, programmi radiofonici e televisivi. Collabora con vari periodici, tra i quali Sapere e Internazionale. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. Per Salani ha già pubblicato diversi libri di successo, come: Matematica per comuni mortali, Matematicaterapia e L’elmo della Mente, con cui ha vinto il premio Ludo Award.
(Di seguito, l’introduzione del libro).
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INTRODUZIONE
CHE COSA SONO GLI ALGORITMI – INTRODUZIONE
Negli ultimi anni, con l’evoluzione e la diffusione dei dispositivi elettronici, si stanno sempre di più
insinuando nel nostro lessico molti termini tecnici, in genere di recente etimologia inglese (app,
chat, server, smartphone, tablet, wireless, e così via). Insieme a questi, però, se ne è imposto anche
un altro, di antica origine araba: algoritmo, che può essere considerato il più importante di tutti, in
quanto definisce un concetto fondamentale per la nascita e lo sviluppo dell’informatica,
dell’elettronica e della telematica.
Ma che cosa sono gli algoritmi? Hanno, per caso, qualche parentela con i logaritmi e i cologaritmi?
Possiedono la proprietà di condizionare i nostri bioritmi?…
Per rispondere a queste domande, basterebbe una riga scarsa… Non sarebbe sufficiente, però, una
corposa enciclopedia, per affrontare le innumerevoli e complesse applicazioni che questo concetto
ha indotto, nel tempo, nei vari campi della nostra vita, soprattutto tecnologici (ma non solo).
Come vedremo in maggiore dettaglio, nel seguito, al di là del significato un po’arcano del nome, un
algoritmo è semplicemente un procedimento studiato per risolvere un determinato problema (detto
in una riga scarsa…).
Anche se non ce rendiamo conto, eseguiamo quotidianamente algoritmi di vario genere (prendendo
l’ascensore, telefonando, cucinando, giocando, attraversando la strada, guidando, assemblando un
mobile dell’Ikea, e così via). Ma, soprattutto, è l’elaborazione di alcuni algoritmi, sofisticati e
geniali, che consente gran parte delle prodigiose applicazioni elettroniche, entrate ormai nelle
abitudini di molti di noi (reperimento di dati sul Web, ricerca di tragitti ottimali, pagamenti online,
diagnosi precoce di patologie, e così via).
In assoluto, per risolvere un determinato problema, è necessario l’intervento di un esperto
(l’analista), in grado di ideare un procedimento adeguato (l’algoritmo). Il frutto di tale lavoro, però,
per riuscire ad assumere una valenza pratica deve poter essere espletato, nel migliore dei modi, da
un essere umano o da un apposito congegno (l’esecutore).
Il seguente schema dovrebbe evidenziare questa successione di operazioni.
È bene sottolineare che, ai fini della reale efficacia di un algoritmo, la funzione dell’esecutore
assume un’importanza non secondaria rispetto a quella dell’analista. Così come, per la buona resa di
un brano musicale, è fondamentale non solo il ruolo dell’autore che lo ha composto, ma anche
quello dell’interprete (cantante o strumentista) che lo esegue.
Indubbiamente, per tutti gli algoritmi che prevedono l’elaborazione di dati codificabili (e non la
manipolazione di oggetti fisici), l’esecutore meccanico è estremamente più veloce e affidabile di
quello umano. Questo è il fattore principale che ha favorito, in particolare, la crescente e dilagante
evoluzione della tecnologia elettronica. In tale contesto, gli algoritmi possono essere considerati
degli invisibili, ma dinamici mediatori logici che agiscono con elevata competenza nei meccanismi
