PAROLE SENZA PAROLE
[Quarantasettesima puntata]
Spesso e volentieri, nei cruciverba, un gruppo di due lettere viene definito mediante un gioco di parole del tipo: «ABCD senza pari», dove ABCD è una parola di quattro lettere e la locuzione «senza pari» va interpretata come: «priva delle lettere di posto pari» (e non come: «incomparabile, eccellente»…).
Il solutore, quindi, per poter individuare le due lettere da inserire nello schema, deve eliminare B e D da ABCD, ricavando: AC (come nei seguenti esempi: foga senza pari = FG; voce senza pari = VC; uomo senza pari = UM; e così via).
Una definizione dello stesso tenore può essere applicata anche a parole di sei lettere, a patto di non togliere le lettere di posto pari, ma proprio quelle della parola… «pari». Alcuni esempi al riguardo possono essere: paguri senza pari = GU; pareti senza pari = ET; ripari senza pari = RI.
Lo stesso meccanismo può essere utilizzato anche per definire parole composte da più di due lettere (purché di senso compiuto), come nei seguenti esempi: paninari senza pari = NINA; paparini senza pari = PANI; parigino senza pari = GINO.
Un procedimento analogo può essere sfruttato ricorrendo a un altro vocabolo al posto di «pari», come nei seguenti esempi: fagioli senza fili = AGO; pomodori senza pori = MODO; vocabolario senza vocali = BOARO. Schemi di questo genere si prestano a essere utilizzati per la confezione di enigmi linguistici piuttosto capziosi.
In particolare, si può sostituire una frase di tipo «X senza Y» con una di significato equivalente e poi chiedere di risalire, da questa, alla parola ottenibile dallo scarto tra X e Y.
Ad esempio, partendo da: «criticati, trascurando i conteggi», si può ricavare: contestati senza conti e, quindi: TESTA. (criticati = contestati; trascurando i conteggi = senza conti).
Ricorrendo alla stessa logica, cercate di individuare quali parole possono essere ottenute dalle seguenti definizioni.
- Circoscrizione ecclesiastica sprovvista di giardini.
- Conflitto a fuoco dall’esito scontato.
- Monachina muta.
- Offuscati in maniera grossolana.
- Riflettere a casaccio.
- Sciatteria evidente.
- Statuina della Vergine sguarnita di offerte.
- Vacillare non avendo il guinzaglio.
Nota – Per evitare ogni possibile dubbio nella fase di cancellazione, bisogna tener conto che le lettere della parola da sottrarre vanno rimosse, rispettando rigorosamente l’ordine nel quale sono scritte (senza mai tornare indietro). Ad esempio, dalla frase: cormorano senza corno si può ricavare MORA, eliminando le lettere di corno da cormorano, nel seguente modo: cormorano. Il gioco non funzionerebbe, invece, se si effettuasse la cancellazione dello stesso insieme di lettere, in quest’altra maniera: cormorano.