L’ARDUO SCIARAGRAMMA
[Cinquantatreesima puntata]
La sciarada è uno dei giochi enigmistici più conosciuti o, almeno, lo è il suo nome (considerato, addirittura, un sinonimo di «enigma»). Secondo una teoria molto diffusa, questo termine deriverebbe dal nome di Shahrazad, la scaltra protagonista de Le Mille e una Notte. Ma le ipotesi sulla sua origine sono numerosissime; Giuseppe Aldo Rossi, uno dei massimi esperti italiani di storia dell’enigmistica, nel libro Enigmistica (Hoepli), ne elenca un gran numero, tra le più fantasiose: dal basso latino characta (formula magica), al celtico chawer (gioco), passando per l’ebraico sciarade (pensiero imbarazzante).
Come dovrebbe essere a molti noto, il meccanismo linguistico della sciarada consiste nell’ottenere una parola (risultante), mediante l’accostamento di altre parole (componenti).
Alcuni esempi a riguardo, possono essere: scia+rada = sciarada; amo+re = amore; gas + trono+mici = gastronomici.
Dal punto di vista stilistico, una sciarada è considerata corretta solo se la risultante non presenta attinenze etimologiche con le componenti (come, ad esempio: orchi+dea = orchidea; bus+sol+otto = bussolotto; ecc.). Si tollera la presenza di qualche attinenza etimologica, solo se la natura dei significati coinvolti è sensibilmente diversa (come, ad esempio: vita+mina = vitamina; corolla+rio = corollario; ecc.). Sono, in ogni caso, considerate scorrette le sciarade ottenute con lo stesso procedimento di creazione delle parole composte previsto dalla nostra lingua (come, ad esempio: mare+moto = maremoto; cassa+forte = cassaforte; ecc.).
Un buon modo per esercitarsi a costruire sciarade stilisticamente corrette è fornito dal gioco dello sciaragramma (ideato dall’enigmista, Jo Kolog), che si presenta mediante la proposizione di un insieme di 12 parole, affiancato dall’indicazione di una qualifica professionale. Per ricavare la soluzione, bisogna cercare di formare cinque sciarade semplici, accoppiando dieci parole dell’insieme dato, in modo che anagrammando le due parole restanti, si possa ottenere il nome di un noto personaggio (la cui professione deve coincidere con quella indicata).
Le parole di ogni insieme sono scelte in modo che alcune di esse diano luogo a due o più sciarade. Per trovare la combinazione giusta, bisogna comporre ogni sciarada in modo che la parola risultante rispetti queste due condizioni:
– non deve essere, né un nome proprio, né una forma verbale, diversa dall’infinito e dal participio;
– non deve presentare attinenze di significato con nessuna delle due componenti.
Per maggiore chiarezza, analizziamo il seguente esempio:
arma – con – denti – ere – fori – né – ora – per – rio – tori – venire – venti
(conduttrice televisiva italiana).
In primo luogo, si può notare che: denti può dare luogo a due sciarade: denti+ere = dentiere e: per+denti = perdenti. La prima di queste sciarade, però non può essere presa in considerazione in quanto: dentiere presenta un’evidente attinenza di significato con: denti.
Proseguendo in questo modo, si può verificare che l’esempio proposto si risolve componendo le sciarade: con+venti = conventi, fori+ere = foriere, ora+tori = oratori, per+denti = perdenti, rio+né = rione. Infatti, anagrammando le due parole restanti: arma e venire, si ottiene: Mara Venier (conduttrice televisiva italiana).
Alla luce di tale delucidazioni, provate a risolvere l’esempio seguente.
cavo – con – certo – era – grati – in – letti – ma – mari – mini – nati – oli
(cantante italiana).