IT’S A WONDERFUL WORLD nominato all’As d’Or Jeu de l’Année (Esperti)
Come tutti gli anni, durante il festival del gioco di Cannes, si terrà la premiazione dei migliori giochi da tavolo dell’anno. Ormai dal 2009 il premio è stato suddiviso nelle due categorie: per il grande pubblico e per esperti.
Una giuria di giornalisti esperti del settore ha selezionato i 4 giochi finalisti per la categoria esperti che sono:
- “Gloomhaven” di Isaac Childres;
- “It’s a Wonderful World” di Frédéric Guérard;
- “Res Arcana” di Thomas Lehmann;
- “Root” di Cole Wehrle.
In questa sede parleremo di IT’S A WONDERFUL WORLD.
Si tratta di un gioco di carte basato principalmente sulla meccanica di Draft, sapientemente rivisitata ed innovata in un’efficace commistione con la produzione delle risorse. Il Draft è un sistema di bilanciamento della pesca di carte da un mazzo comune, che serve a mitigare l’impatto della fortuna. In pratica tutti i giocatori, all’inizio dei 4 turni di gioco, pescheranno 7 carte e ne terranno una per passare le altre 6 al giocatore accanto. Con le 6 carte ricevute si procederà nuovamente a tenere una carta e passare le altre, fino a che non si saranno tenute, una alla volta, tutte le sette carte. In questo modo è possibile “costruirsi” la mano con cui poi si dovrà procedere alla fase di costruzione delle stesse.
Ogni carta ha un numero di risorse necessarie alla sua costruzione, una risorsa che si ottiene se si decide di scartarla, un eventuale valore in punti a fine partita, e le risorse o i punti che produce nella fase apposita una colta costruita.
Ogni turno, nella fase di pianificazione, i giocatori dovranno quindi decidere quali carte tenere per riuscire a costruirle, e quali scartare per ottenere la risorsa in cambio.
Le carte costruite, ovviamente, una volta fatte producono risorse e danno eventuali bonus in punti.
La cosa interessante del gioco, che lo differenzia da tutti gli altri giochi simili sul mercato, è che la fase di produzione è suddivisa in tante sotto-fasi, una per ogni risorsa. Durante la produzione, infatti, i giocatori possono prendere le risorse prodotte per costruire altre carte, cercando di fare in modo che con le carte appena costruite si producano le risorse delle fasi successive.
Questa catena di costruzione-produzione-costruzione-produzione, se ottimizzata, permette di mettere in campo un alto numero di carte e di gestire in modo tattico le varie fasi di costruzione. Le regole sono poco ed è molto semplice iniziare a giocare, tuttavia la cosa non deve trarre in inganno, perché l’ottimizzazione della propria mano è tutt’altro che banale e richiede una discreta profondità di pensiero. Ne risulta quindi un gioco molto semplice nelle regole, di durata generalmente inferiore all’ora, che tuttavia consente di impostare strategie mai banali che possono appagare anche i giocatori più smaliziati senza però essere complicato. In definitiva, quindi, It’s a Wonderful World è un buon titolo, adatto sia a giocatori smaliziati che ad un pubblico più ampio e familiare, che ha rinfrescato una meccanica inflazionata con poche semplici ed efficacissime idee.