LA PARITÀ DELLO ZERO
[Sessantunesima puntata]
A volte, si può leggere, in qualche trattazione pseudomatematica, che il numero zero non è né pari né dispari… Una tale affermazione è clamorosamente errata: in Matematica, non è né pari né dispari solo l’infinito (che, comunque, non è un numero). Invece, lo zero è un numero pari a tutti gli effetti.
Per ribadire la correttezza di tale affermazione, dovrebbero bastare le seguenti tre semplici considerazioni.
- Per definizione, un numero pari è uguale a un multiplo di 2; quindi, zero è un numero pari, essendo anch’esso un multiplo di 2 (dato che: 0 = 2×0).
- Nella successione dei numeri interi, un elemento adiacente a un numero pari è sempre un numero dispari e, viceversa. In particolare, ogni numero dispari è preceduto da un numero pari; di conseguenza, siccome il numero 1 è dispari, lo zero che lo precede deve essere necessariamente pari.
- Per stabilire se un numero è pari o dispari, bisogna osservare l’ultima sua cifra verso destra (quella delle unità): se è pari, il numero è pari, se è dispari, il numero è dispari.
Di conseguenza, se zero non fosse né pari né dispari, tutti i numeri terminanti con tale cifra (10, 20, 30, …, 100, 200, …, ecc.) non sarebbero né pari né dispari…
La caratteristica di un numero intero, di poter essere pari o dispari, viene detta: parità.
In particolare, si dice che due numeri interi hanno:
∙ stessa parità, quando sono: o entrambi pari, o entrambi dispari;
∙ diversa parità, quando sono: uno pari e l’altro dispari, o viceversa: uno dispari e l’altro pari.
In generale, quando la numerosità degli elementi di un dato insieme subisce delle modifiche, si dice che tale insieme ha:
∙ cambiato parità, se la quantità finale degli elementi presenta una parità diversa da quella iniziale;
∙ mantenuto la parità, se la quantità finale degli elementi presenta la stessa parità di quella iniziale.
Come abbiamo sottolineato in precedenza, nella successione dei numeri interi, un elemento adiacente a un numero pari è sempre un numero dispari e, viceversa. Una tale peculiarità può essere espressa sinteticamente, nel seguente modo:
∙ se N è pari, allora N±1 è dispari;
∙ se N è dispari, allora N±1 è pari.
Applicando più volte tale proprietà, si può verificare che, dati due qualsiasi numeri interi, N e M:
∙ se M è pari, N±M ha la stessa parità di N;
∙ se M è dispari, N±M ha parità diversa da N.
Questa stessa regola può essere espressa sinteticamente, nel seguente modo:
∙ pari ± pari = pari
∙ dispari ± pari = dispari
∙ pari ± dispari = dispari
∙ dispari ± dispari = pari
A livello pratico, la caratteristica dello zero di essere un numero pari, risulta estremamente funzionale nell’impostazione di alcuni giochi di magia matematica, come il seguente.
Modalità di svolgimento
Consegnate a uno spettatore un sacchetto pieno di monete, voltatevi di spalle e (dopo averlo pregato di non scappare con i soldi…), impartitegli le seguenti istruzioni:
a) preleva dal sacchetto un numero pari di monete a tua scelta e disponile sul tavolo in modo che una metà di loro mostri testa e l’altra metà mostri croce;
b) modifica questa situazione di perfetto equilibrio iniziale, ribaltando tutte le monete che vuoi,
quante volte vuoi, intervenendo eventualmente anche più volte sulle stesse monete;
c) prendi una di queste monete lanciala in aria, facendola ricadere sul tavolo;
d) guarda quale faccia è uscita e conta quante monete (compresa quella che hai lanciato),
mostrano quella faccia; però, non mi comunicare nessuno di questi due dati;
e) effettua un’ulteriore numero di ribaltamenti, uguale al valore che hai così determinato;
f) al termine, copri con una mano una moneta a tua scelta.
Fate notare al pubblico che, mentre lo spettatore effettuava i ribaltamenti richiesti, voi siete rimasti sempre voltati e che, inoltre, non avete ricevuto alcun tipo di informazione sulle azioni da lui svolte.
Giratevi verso il tavolo e, dopo aver dato una rapida occhiata alle monete, indovinate se è stata coperta una testa o una croce.
Potete replicare questa stessa performance, con altri spettatori, una quantità di volte a vostro piacere…
Accorgimenti da seguire
Per riuscire in questa impresa,dovete semplicemente osservare quale faccia, alla fine, compare in quantità dispari sul tavolo e dichiarare quel tipo di faccia.
Ad esempio, se sul tavolo si vedono:
– 4 croci e 3 teste, dovete dichiarare che è stata coperta una testa, perché 3 è dispari;
– 5 croci e 2 teste, dovete dichiarare che è stata coperta una croce, perché 5 è dispari;
– 9 croci e nessuna testa, dovete dichiarare che è stata coperta una croce, perché 9 è dispari (mentre
zero è pari…).


