UN ORDINE CHE NON SI DISCUTE
[Sessantacinquesima puntata]
Provate a rispondere a questa capziosa domanda: «In quale genere di libri, la prefazione è posta sempre dopo la fine?». Probabilmente avrete pensato (erroneamente…), ai libri scritti in arabo le cui parole si leggono da destra verso sinistra; ma la risposta giusta, molto più semplice, è: «Nei dizionari, dove le parole sono disposte in ordine alfabetico» (e dove, quindi, la parola prefazione, si trova dopo la parola fine).
L’invenzione dell’ordinamento alfabetico avvenne sotto Tolomeo II, nel II secolo a.C., presso la grande Biblioteca di Alessandria, dove erano conservati circa 490.000 rotoli di papiro. Il primo direttore di quella imponente struttura, Zenodoto di Efeso, aveva già adottato l’ordine alfabetico per stilare un proprio glossario di parole rare; verificatone la validità, quindi, lo adottò anche per classificare le opere custodite nella biblioteca. Lui, in realtà, teneva conto solo della prima lettera di ogni parola; ma anche con una limitazione del genere, il suo metodo si rivelava piuttosto funzionale. L’estensione di tale criterio anche alle successive lettere di una parola, verrà introdotto solo nel II secolo d. C.
L’ordinamento alfabetico ci è talmente familiare, che non può non farci sorridere una battuta come questa di Leopold Fechtner: «Riesco a trovare le parole sul dizionario molto più velocemente, da quando ho scoperto che sono riportate in ordine alfabetico…».
A volte, però, un tale ordine può essere, paradossalmente, fonte di grande disordine…
Esistono delle parole che non cambiano struttura se le proprie lettere vengono disposte in ordine alfabetico, come ad esempio: accenno – acino – beghino – bello – chino – degno – inno – orsù.
In generale, però, non è affatto così… Ma la confusione generata da un indebito ordinamento alfabetico, può essere sfruttata per proporre degli stimolanti giochi logico–linguistici, come i seguenti.
- Ordinate opportunamente ciascuno dei seguenti dieci insiemi di lettere (ognuno dei quali, disposto in ordine alfabetico), in modo da ricavare altrettanti nomi di mammiferi.
- a) aadillmor – b) abccemost – c) accefoor – d) accimoos – e) acilooostt – f) ccceeiooprt – g) ceeinnoorrt – h) ceinoopr – i) ciinnooorrt – j) eeillmnor
- Ordinate opportunamente ciascuno dei seguenti gruppetti di lettere (ognuno dei quali, disposto in ordine alfabetico), in modo da ricostruire le parole di un proverbio italiano.
acnnoot ipu gil eeimps deell aelopr
- Ordinate opportunamente le seguenti parole (disposte in ordine alfabetico), in modo da ricostruire una frase di Aristotele.
A che ciò dobbiamo, facendo fare imparare impariamo lo.
- Ordinate opportunamente le seguenti frasi (disposte in ordine alfabetico), in modo da ricostruire una divertente storiella.
«Grazie buongiorno».
«Il Gazzettino l’ho preso al posto del Corriere».
«Invece del Corriere mi dia il Gazzettino».
«Ma il Corriere non l’ha pagato».
«Scusi, ma deve pagarmi il Gazzettino».
«Sì, ma non l’ho nemmeno preso…».
«Va bene, eccolo».