UNA DAMA D’ALTRI TEMPI
[Sessantasettesima puntata]
La Dama è uno dei giochi più popolari nel mondo. Mentre, però, in Italia si effettua su una damiera di 64 caselle (8´8), nella maggior parte degli altri paesi se ne adopera una più ampia, composta da 100 caselle (10´10). Questa particolare versione, così diffusa a livello internazionale, è relativamente recente, essendo stata messa a punto agli inizi del 1700 da un appassionato giocatore, ufficiale del reggente Filippo d’Orleans.
Le origini della Dama a 64 caselle, invece, sono sicuramente molto più antiche, anche se ancora piuttosto nebulose. Alcuni autori collocano la nascita di questo gioco, addirittura ai tempi degli antichi egizi.
Nel libro Storia e bibliografia completa del gioco della dama, scritto nel 1975 dall’esperto sovietico, K. Kruiswijk, e tradotto in italiano a cura della Federazione Italiana Dama, si può leggere: «Le ricerche archeologiche hanno confermato che già molti secoli prima dell’era cristiana esistevano giochi con la damiera (tavola) e le pedine. Un completo di questo tipo di giochi (una damiera 3´6 con pedine rotonde), il più antico (circa 5000 a.C.), appartenente al periodo predinastico che termina nel 2900 a.C., è stato trovato in Egitto, nella città di El–Mahash. La tavola (damiera) è divisa in tre linee orizzontali e si trova attualmente in un museo di Bruxelles».
Non si conoscono, però, le regole con le quali questo materiale veniva utilizzato e, quindi, sarebbe arbitrario supporre che fossero analoghe a quelle dell’attuale Dama.
Jacopo Gelli nel suo manuale, Giuochi e passatempi (Ulrico Hoepli), liquida la questione con queste parole: «Quando ho detto che il giuoco della Dama, come quello degli Scacchi, si perde nella profonda oscurità dei secoli, parmi di aver soddisfatto alle esigenze storiche del più curioso od appassionato giuocatore di Dama. Leggere che Omero ne parla nel canto I della sua Odissea e che taluni attribuiscono l’invenzione di questo giuoco a Palamede, non aiuta a vincere una partita, né a perderne con meno disdoro una ormai compromessa».
Stranamente, la Dama non gode dell’attenzione che merita da parte dei mezzi di informazione, nonostante l’alto livello delle implicazioni strategiche che lo svolgimento delle sue partite comporta. Infatti, sono molto più diffuse le rubriche giornalistiche di Scacchi e di Bridge, che quelle di Dama.
Un esempio lampante di quanto questo gioco sia poco considerato, lo si può avere sfogliando un vocabolario. Alla voce damiera, in genere, si legge: «scacchiera per il gioco della Dama» (è un po’ come se si definisse donna: «uomo di sesso femminile»…).
A proposito di tale voce, voglio ora proporvi un interessante problema logico.
Immaginate di tagliare da una damiera, la casella in alto a sinistra e quella in basso a destra.
Cercate poi di disporre 31 pedine (di qualsiasi colore) su tale damiera mutilata, collocando ogni pedina a cavallo di due caselle adiacenti, in verticale o in orizzontale, evitando di porre due pedine su una stessa casella. In quale modo ciò è possibile?
