Togliattigrad: Quando la FIAT conquistò l’Unione Sovietica
Nel 1972, la fabbrica di automobili AvtoVaz (o VAZ) entrò a pieno regime nella nuova cittadina di Togliatti, sul Volga.
Erroneamente definita Togliattigrad, il centro industriale (costruito per l’occasione) divenne il simbolo dell’espansione imprenditoriale di un gruppo innovativo, creativo e dalle grandi visioni: la FIAT degli anni 60 e 70. Vittorio Valletta, l’allora amministratore delegato, firmò con i vertici del Ministero dei Trasporti dell’Unione Sovietica un accordo – inaudito all’epoca – che avrebbe permesso all’azienda torinese di esportare in Russia e negli altri paesi del blocco sovietico un’ingente quantità di autovetture, componentistiche e ingegneri, per dare avvio alla produzione della famosissima Lada-Vaz Žiguli (una riproposizione della FIAT 124, la macchina della piccola borghesia italiana degli anni 60).
Vediamo meglio i dettagli e le conseguenze di questo incredibile e miracoloso patto Italia-URSS che permise alla casa torinese di conquistare, letteralmente, il cuore e le abitudini di vita dei cittadini sovietici.
Fonti utilizzate: 1) Chivino (2014), La Fiat in Polonia, Jugoslavia e Russia nei ricordi di Riccardo Chivino. 2) Fava (2013), La Fiat e la AutoVAZ di Togliatti. Alla ricerca del fordismo perduto. 3) Fava(2013). The USSR and the Cold War in Fiat Corporate Strategy, 1957–1972 4) Garuzzo (2012), FIAT: I segreti di un’epoca. 5) Siegelbaum (2011), Cars for Comrades: The Life of the Soviet Automobile. 6) Silvana (2020), Togliatti. La fabbrica della FIAT.
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