Economia Omologata e l’Italia dei manager mascherati

“Cassandra ha il dono della profezia, ma nessuno le crede. Ammonisce i Troiani a non trascinare entro le mura di Troia il cavallo di legno abbandonato dai Greci sulla spiaggia, ma non riceve ascolto. Caduta Troia, diviene schiava e concubina di Agamennone, insieme al quale viene uccisa da Clitennestra nella reggia di Micene” (Teccani)
Era il 1991 quando mi capitò per caso i libro American Psyco di Bret Easton Ellis (https://amzn.to/2Q2bSSI) e rimasi folgorato da come questo ventisettenne americano avesse colto nel segno proiettando col suo libro la realtà in cui vivevano e vivono molti giovani manager di successo, niente a che vedere col pessimo film che uscì 10 anni dopo…
In American Psyco, tralasciando le crudezza dei dettagli horror splatter dell’assassino, si mostra la realtà dei fatti, ovvero che dietro le mascherate fatte con camice inamidate, cravatte di marca, biglietti da visita con il ruolo in evidenza dorato, accessori e completi all’ultima moda adornati con pettinature costosissime troviamo il vuoto assoluto ,un vuoto non solo strettamente morale ma sopratutto universale.
Sono tutti uguali, si servono negli stessi negozi d’abiti, hanno maturato un accento uniforme, hanno gli stessi orologi e si accompagnano con donne o uomini lavorati dagli stessi chirurghi a tal punto che quando si incontrano nei locali e nelle feste hanno quasi tutti lo stesso cognome e non si sa piu’ chi sia uno o l’altro.
Tempo fa all’aperitivo natalizio della medio alta borghesia romana, a cui ero stato invitato, mi successe lo stesso, un individuo qualunque identico a qualsiasi altro, con un archivio di biglietti da visita con ruoli apicali in qualche multinazionale, mi rivolge la parola. Un ultracinquantenne vestito come un quindicenne ricco, jeans semi-strappati da 200 euro e naturalmente un viso tirato da una di quelle creme esclusive che vendono segretamente solo i chi ha soldi da buttare e che rende uniformi i visi , tutti uguali, illudendo un ringiovanimento che di fatto si risolve con una vera e propria plastificazione.

Il ricco e potente imbecille, cosi’ lo definisco nella maniera piu’ dolce che ricordo, è veramente uguale a tutti gli altri, non lo riconosco perchè è evidente che debba conoscerlo viste le occhiate dell’architetto accanto a lui che mi dice, guarda chi c’è… Chi? Non lo conosco ! rispondo ingenuamente.
Solo quando la statua di cera inizia a parlare, iniziando con un leggero insulto di primo approccio nei miei confronti, cerco di ricordare chi ci possa essere dietro quell’accento semimilanese che hanno tutti unito ad un tono e un timbro identico all’unisono, come tutti gli altri “golden boy” col suo ruolo. I miei neuroni iniziano a girare fino a che non trovo la soluzione. La voce sembra ricordami un ex top manager, uno di quelli che ha fatto le solite azioni fallimentari che vengono licenzati serialmente e sempre con liquidazioni da capogiro. Sono passati pochi secondi ma lui ha iniziato a parlare, a schernirmi direttamente, dopo essersi accorto che veramente non l’avrei riconosciuto. Ecco che riesco a ricordare che non è milanese ma è un romano del nord che ha adeguato il suo modo di parlare e vestire allo stile che si usa in certi edifici di Milano, la città italiana degli affari e della gente che conta e da bere…veramente.
Deve essergli andato il sangue al cervello, mi guarda dall’alto in basso e non è a suo agio, non è stato riconosciuto, è invecchiato male vestito con rughe mascherate da lampade uv e cosmesi da adolescente e con quella maschera di cera rispecchia nello sguardo l’esattezza di ciò che hanno visto molti personaggi come lui, che mi pare abbiano costruito attorno a se un mondo d’immagine fatto di furbizie e primedonne, un mondo che gli appare piu’ promettente del duro lavoro e del sincero confronto tra uomini.
L’ECONOMIA ITALIA TRUCCATA E A TRANCI VENDUTA AL MERCATO
Ho fatto questa premessa perchè quando avevo 21 anni, dopo aver letto Ellis, fu facile capire che era effettivamente vero che questi tizi fossero uno la fotocopia dell’altro e che cercavano di distinguersi con un omologazione d’elite dove i soldi e il potere sono gli unici collanti umani dove altre anime, che non hanno avuto la fortuna di essere amate ed educate direttamente dai propri genitori, si sentono al sicuro. Questi medio borghesi, o meglio definirli pseudo borghesi, generano figli per poterli mostrare e poterne parlare, credono che li abbiano realmente fatti loro e che sia una loro espressione d’ego. Ne parlano, ci fanno vedere le foto ma di fatto non sanno neppure cosa pensano i loro figli tanto che li lasciano educare da badandi spesso filippini in modo tale che diventino esattamente come loro, insensibili e incapaci di provare vere emozioni.
Insomma l’economia italiana è simile, è come una nave governata da bambini deliranti. L’italiano medio vuole diventare capo perchè è certo che da capo guadagnerà di piu’ avrà potere e non farà piu’ nulla perchè farà fare tutto ai sottoposti, non importa cosa si fa l’importante è che ruolo si ha. E cosi’ che assistiamo a una miriade di imprese dalla media alla piu’ grande dove troppi top manager non hanno alcuna competenza sul prodotto o servizio che vendono. Ci si illude che piu’ si è distanti e piu’ si è un buon manager.
L’illusione del perdente, di colui che è stato venduto al mercato degli schiavi, ma a differenza del passato dove lo schiavo era una preziosa risorsa per il padrone oggi il padrone non c’e piu’, c’e la finanza e i giochi di potere.
E’ cosi’ che in Italia non abbiamo avuto la possibilità di formare i grandi giocatori (cd. player) del presente e del futuro, non possiamo creare un Google, un Facebook, un Amazon, un Microsoft, un Apple, un Twitter, una Tesla e cosi’ via. Non possiamo perchè a capo di queste aziende citate c’e’ sempre e solo il piu’ competente , colui che conosce meglio di tutti il prodotto. In Italia è l’esatto contrario, e verrai escluso a forza da quell’impresa se la tua competenza è troppo alta in confronto alla media degli altri. Ed è così che per fare carriera e diventare gli amministratori delegati, i capi, i capitani, si finisce per non sapere piu’ nulla di nulla dell’oggetto del business dell’azienda. Bisogna invece essere bravi giocatori d’azzardo, conoscere i trucchetti balordi della finanza, saper parlare come un piazzista di automobili degli anni 50. Ecco che chi non sa ha piu’ tempo da dedicare ai cocktails e alle frequentazioni di bella gente. E se qualcuno iniziasse ad assomigliare a Gates , Besos, Zuckemberg, Jobs, Musk e così via questo individuo deve essere messo alla berlina, allontanato altrimenti la sua competenza e intelligenza metterebbe il luce la profonda nullafacenza e incompetenza di tutti gli amici che sono stati impiegati nei posti di responsabilità.
Questo mio non è uno sfogo personale, ho visto in prima persona questi aspetti, li ho respirati, ascoltati e ho anche cercato di adeguarmi durante la mia vita professionale da imprenditore e “manager”, ma alla fin fine non avendo mai e poi mai voluto abbandonare del tutto la competenza cio’ che ho visto umanamente attorno a me è cio’ che è accaduto all’intero paese.
Non esiste una ricetta, almeno io non la ho, perchè son quasi certo che tali “vizi di sostanza” non siano casualmente frutto dell’evoluzione, ma sia una strategia esterna volta a colonizzare gradualmente il nostro paese. Dividi et Impera, questo fanno i conquistatori e chi tira i fili preferisce che gli “pseudo-borghesi” guidino le grandi imprese nel paese (la definizione che sto dando è adatta pechè i borghesi dovrebbero essere i detentori dei mezzi di produzione, mentre questi sono manager e non detengono nulla se non potere a tempo e denaro da spendere subito).
Ed è così che ti ritrovi il solito “american psyco” pronto a pugnalarti e a dilaniarti proprio in quanto la sua competenza nel prodotto che vorrebbe piazzare è pressochè insesitente, e vede in te un nemico vero solo perché tu quel prodotto non solo lo conosci, lo sai costruire, manutenere e riparare e poi farne anche di nuovi e diversi. Lui è come un venditore di auto che non ha mai conseguito la patente di guida, che è capace a girare la chiave e forse ad accendere un auto ma non sa esattamente quante marce ci sono, come si apre il cofano e dove si mette il carburante e se glie lo chiedi è indeciso o meno se quall’auto ha installato pneumatici, ma conosce a menadito i codici di colore che puoi ordinare e tutte le gradazioni degl interni in pelle che puoi prendere come optional esclusivo.
Conclusioni
L’azienda italiana è come una barca, se come capitano metti un cartomante difficilmente potrà attraccare senza danni o fare qualche traversata. Il capo dell’impresa deve essere quello che conosce maggiormente l’impresa stessa e i prodotti, esattamente come il capitano sa tracciare le rotte e manovrare in caso di bisogno.
Oggi una nave puo’ anche andare da sola con il gps e strumenti automatici, e come un robot puo’ svolgere compiti ripetitivi ma di fronte un imprevisto e una tempesta il robot “va nel pallone”. Oggi ci illudiamo che questi pseudo-borghesi e manager mascherati possano portare valore, e come i robot qualcosa portano ma quando arriva l’imprevisto tutto crolla e l’imperatore, quello vero, si pappa tutto il mercato.






