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Più potenti dopo i 50 anni!

Ma qual è l’attività sportiva, che ci fa invecchiare meno e meglio?

Abbiamo passato qualche decennio a raccontarci che un’attività moderata che non stressasse eccessivamente le articolazioni e non impegnasse troppo il cuore fosse l’attività da preferire.

Ma realtà statistica ci dice che invece è l’attività intensa che ci permette di mantenerci giovani. 

Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of Applied Physiology e condotto dalla York University e dalla McGill University

Sulla base delle più aggiornate ricerche sull’ invecchiamento  è confermato che dopò i 50 anni ( e fino ai 90! ) allenare la velocità e la potenza ci permette di rimanere atleticamente  efficienti per tutta la vita. Il grosso problema e rappresentato dalla sarcopenia (cioè la perdita di massa muscolare) che aumenta percentualmente con l’ andare avanti dell’età. La forza ci permetterà di rimanere più reattivi e brillanti, Allontanando la possibilità di incidenti e cadute.  

Non si tratta di negare quello che è stato detto sul benessere dell’ esercizio fisico ma siamo pronti ad un nuovo salto culturale verso un attività sportiva organizzata ed impegnativa

Non ci sono dubbi che sia l’ attività intensa a farci invecchiare meno, il problema sta nel fatto che l’attività sportiva intensa è difficile da realizzare.

Non stiamo parlando infatti di qualcosa  che può essere spiegato sui motori di ricerca con articoletti da doctor internet  o da like sui social.

L’intensità dell’allenamento  è un premio che arriva dopo che si è seguito un percorso organizzato e scientifico

Non è roba da programmino fai da te, o da ho sentito dire, che fare questo fa bene”

L’ attività intensa necessita di preparatori atletici e trainer preparati, di un controllo medico, di una buona dose di umiltà e di un po’ di tempo.

Ricordiamo che l’adattamento cardiaco è il più facile da ottenere, mentre l’adattamento muscolare è ben più complesso sia ottenere che da mantenere.

Infine l’adattamento osteotendineo è il più difficile da raggiungere e soltanto una volta ottenuto è possibile cominciare un equilibrato lavoro di carico sia cardiaco che muscolare.

In risposta a tutto questo impegno i risultati saranno indiscutibilmente migliori.

Ogni persona ha La sua criticità ed un lavoro scriteriato porterebbe presto un danno, allontanando il beneficio.

Non stiamo parlando di tempi biblici. Sei settimane sono sufficienti per un buon  adattamento cardiaco, muscolare e articolare. Successivamente la corretta progressione dell’ allenamento  in soli sei mesi apporterà benefici sensibili e duraturi. 

Certo per ottenere tutto questo serve organizzazione e soprattutto un approccio scientifico. Con un trainer dedicato.

Una volta poi imparato il metodo il nostro nuovo atleta potrà muoversi in autonomia con dei controlli episodici. 

A questo punto “Se pensi che un professionista sia molto costoso, non sai quanti soldi hai perso rivolgendoti ad un dilettante”…e quanto tempo hai perso per fare da solo.

La domanda è come volete arrivare alla vostra terza età?