DISCONNESSO è felice: Jomo, “Joy of missing out”
…Chi l’avrebbe mai detto che arrivati a questo punto la vera serenità l’avrebbe rappresentata lo “switch off” tanto da sentire il bisogno di una vacanza dalla frenesia della nostra esistenza iperconnessa e in costante overload.
La vera gioia diventa così JOMO, “joy of missing out”, “la gioia di perdersi qualcosa” e a sostenerlo non vi sono solo pareri di esperti nel campo della salute ma anche i colossi web Google e Facebook.
La disconnessione assume così i toni della prevenzione nell’abituare anche chi ci circonda a non aspettarsi risposte immediate alla CMD, comunicazione mediata da un device, ed ecco la ricetta perfetta per una disconnessione felice in grado di riequilibrare la nostra dieta ipermediatica.
Connettersi meno e connettersi meglio, staccare internet e andare offline per un po’ di tempo diventa sinonimo di felicità e ad annunciarlo era stato proprio l’amministratore delegato di Google in persona Sundar Pichai che, alla conferenza degli sviluppatori di maggio 2018, contrappose la JOMO alla FOMO nel vincere, così, della “gioia” sulla “paura” di perdersi qualcosa e proprio in quell’occasione Pichai spiegò che tutto ciò faceva parte degli stessi intenti dell’azienda e che proprio per questo aveva introdotto nel sistema operativo Android una serie di strumenti per monitorare come e quanto si usano i telefoni cellulari e tablet e che grazie all’ausilio di una sorta di allarme diventavo in grado di segnalare il momento di andare offline.
Insomma non è mai troppo tardi per rendersi conto dell’invasività dell’iperconnessione e ad ammetterlo non vi è solo Google ma anche Facebook, come abbiamo accennato in apertura, e che, proprio in merito a questo, ha dovuto constatare l’influsso negativo di una dieta mediatica iperconnessa e “passiva” sullo stato d’animo delle persone.
Con questi dati alla mano non risulta poi così difficile comprendere la necessità di andare offline e prendersi una vacanza dalla digital life “staccando” finalmente la connessione web.
Pausa dai social diventati una vera e propria fonte di preoccupazione nell’esporci continuo al confronto sociale ma anche a disattenzione e superficialità ed è così che le app di svezzamento dalla connessione vengono in nostro soccorso per verificare che la nostra “dose” giornaliera non ecceda; app come “Moment” del resto, che ricorda un noto farmaco e che se ci pensiamo bene quel nome è pure azzeccatissimo un po’ per il mal di testa che dà lo stare sempre con gli occhi fissi sui nostri schermi portatili ma anche per la necessità di prendersi magari più di un momento tutto per noi senza la condivisione social.
Di tanto in tanto è bene fare una pausa nella nostra ricerca della felicità ed essere semplicemente felici. (Guillame Apollinaire)