Estate influencer edition. La Fase 3 del rilancio turistico a portata di social.
Estate 2020 e Fase 3 ufficialmente iniziata..
Un’estate all’insegna della ripresa o almeno presunta tale.. inizia così la fase più attesa dell’anno..
La fase in cui la parola rilancio dopo essere stata a lungo sussurrata con scaramantica attenzione finalmente, dopo una lunga ed estenuate attesa, sembra essere arrivata a realizzarsi.
Un luglio trascorso in sordina con strutture alberghiere rimaste chiuse e quelle poche aperte, con un numero esiguo di ospiti, accolti con servizio ridotto come nel caso degli hotel con centro benessere e trattamenti di bagno turco ed è proprio in questo scenario di ripresa a rilento che si fa spazio il piano Marshall di questa estate 2020, il piano social per risollevare uno dei settori più colpiti dall’emergenza pandemica da Covid-19 e dal lockdown; il settore del turismo e che ora più che mai tra le sue fila può vantare loro: gli influencer.
Solo in Veneto, al piano di comunicazione social e turismo da Fase 3, si è deciso di destinare un investimento da 2,3 milioni che, come nelle parole del Governatore Luca Zaia, riconosce al settore turistico un particolare peso alla luce di dati non indifferenti e come da lui stesso confermato:
Ed è così che nella nuova quotidianità si fa anche spazio una nuova consapevolezza; quella che ha fatto maturare l’interesse proattivo nei confronti della necessità di approcciarsi in maniera emozionale alle esperienze attraverso il saperle raccontare e da qui la rivisitazione social del marketing turistico territoriale.
Le parole chiave dell’estate 2020 sembrano essere quindi quelle di promozione, racconto emozionale, rilancio, made in Italy, influencer ed influencer marketing.
Da questo piccolo elenco ne rimane però esclusa una, quella di prossimità, in quanto la stessa non sembra poter essere infatti la cura necessaria per risolvere le perdite di quest’anno ed in quanto non in grado di colmare il gap relativo ai mancati arrivi dal resto d’Europa.
Ma a tutto questo un valido supporto, invece, sembra lo si possa trovare negli influencer in grado di generare contenuti social friendly, coinvolgenti e rivolti ad un pubblico affezionato, fidelizzato e coinvolto emotivamente da una “followership” conquistata post dopo post e dai numeri intorno a quattro zeri e oltre.
Travel influencer e storytelling turistico si vanno così ad aggiungere a quelle parole chiave di cui sopra configurando una modalità di marketing che permette d’arrivare al turista in modo empatico e diretto proprio attraverso quello stile narrativo coinvolgente e persuasivo in termini di trust & engagement e tipico delle sue nuove e sperimentali expertise e dove Veneto, Marche e Toscana, sono solo alcune delle regioni pilota che hanno sposato appieno la causa social per il rilancio del settore del turismo.
Il caso Ferragni-Uffizi
Che sia più o meno apprezzabile come iniziativa, Chiara Ferragni questa estate sembra essere la madrina filantropa del made in Italy post Covid.
E che questo ci faccia a meno venire l’orticaria pensando, invece, a tutte le vere eccellenze che potrebbero parlare di noi e che magari si sono distinte per qualcosa di diverso dai social.. bhe sappiate che se la scelta pendesse per questi la differenza la farà solo una cosa: la Ferragni li metterà tutti in ombra e “a quelli” non se li baderà nessuno.
“Siamo l’esercito dei selfie di chi si abbronza con l’iphone”, recitava un successo musicale di qualche tempo fa dando uno spaccato amaro, ma vero, della nostra società iperconnessa e forse sì, anche ormai incapace di scegliere senza essere “guidata” dalle sapienti postate dei “venditori” più skillati di personal branding, gli influencer, predatori di esemplari affetti da overload informativo o semplicemente pecoroni social addicted.
E se da un lato a Firenze dopo le foto “emozionanti” della star dei social, si è parlato di “Effetto Chiara Ferragni” per quel boom di giovani in visita agli Uffizi e che le è valso un complimento non indifferente nel paragone della sua avvenenza ad una opera d’arte; dall’altro resta il fatto che il suo intento di promozione del nostro Paese partito dalla Toscana fino ad arrivare in Puglia, non è stato però esente da critiche di varia natura e tra cui anche quelle del noto esperto e critico d’arte, Vittorio Sgarbi.
Tutti li vogliono per sfruttarne la popolarità, ma non sempre essere popolari significa essere anche influenti, e quindi essere veramente in grado di dare origine a quella che, in termini di social media marketing viene definita come conversione e quindi “comportamento d’acquisto” nell’emulazione; ma una cosa sembra invece essere certa; photo shooting e destinazioni trasformate in trend topic social sono altre parole che si vanno ad aggiungere, così, alle parole chiave della ripresa del turismo in questa Fase 3 targata Estate 2020.
I social network hanno rivelato ancora una volta le loro grandi potenzialità inespresse passando dello sfacciato product placement a qualcosa di molto più sottile e che non può essere venduto, ma grandemente sponsorizzato e tra questi l’Italia.
Le indagini sulle potenzialità del social network possono in questo modo aiutare anche a ridefinire eventuali strategie di marketing e comunicazione di impresa e che in questo caso, in particolare, parlano la lingua del turismo, e in questa estate 2020 mai come prima d’ora.