La disinformazione è contagiosa: Attenzione agli UNTORI
“Oggi più che mai l’informazione influenza la nostra vita e la nostra sicurezza…
Le notizie sono una cosa seria..
Fidati dei professionisti dell’informazione..
Scegli gli editori responsabili..
Gli editori veri..
Scegli la serietà..”
“Quid est veritas?” La domanda del vangelo giovanneo ci interroga ancora oggi, che siamo entrati in un’era in cui la capacità di distinguere la verità dalla menzogna, i fatti dalle falsità, si è andata progressivamente erodendo. E con essa la fiducia nelle istituzioni e nella democrazia. E nella stampa che ne è da sempre il “guardiano”.
Queste sono le parole con cui si apre la prefazione di quel mio saggio di cronaca giornalistica pubblicato nel 2018..
Che come una cartina di tornasole per il metodo applicato rivela gli strumenti alla base del news making.
In questi giorni oltre al ricordarci le regole di comportamento per fronteggiare l’emergenza Covid-19 un altro messaggio è entrato a far parte della nostra quotidianità: quello che ci mette in guardia dalle fake news, dalle bufale, nella necessità di affidarsi agli editori con la E maiuscola.
Ma cosa accade se anche quegli Editori vengono presi di mira dagli untori della disinformazione?
.. si scopre, così, una affinità nel modus operandi di Covid-19 e quello dei fake news makers: entrambi risultano essere estremante virulenti e contagiosi.
Si perché la DISINFORMAZIONE è ESTREMAMENTE CONTAGIOSA ed è arrivata anche molto prima del Coronavirus e proprio come Covid-19 che non guarda in faccia a nessuno.. nemmeno al Principe Carlo.. così la disinformazione diventa come la neve di cui parla Joyce in Dubliners.. copre tutti.. e colpisce anche la Rai.
Mi sto riferendo a quel video che circola in WhatsApp e che sembra far intendere la connessione tra quanto detto e i fatti che stiamo vivendo oggi.. INSINUANDO L’OMBRA DI UNA CONSAPEVOLEZZA PREGRESSA e datata 2015..
Ma questa è una BUFALA! DEGLI UNTORI DELLA DISINFORMAZIONE.
Dagli archivi del web.. l’intelligenza perversa di chi gode a seminare il panico si è “lasciata scappare” un video datato 16/11/2015 andato in onda su Rai3 per TgR Leonardo.
Nel servizio si parlava di un fantomatico esperimento di laboratorio in cui degli scienziati cinesi, già al tempo si stavano adoperando per creare un supervirus polmonare da pipistrelli e topi per motivi di studio: innestando una proteina, presa dai pipistrelli, sul virus della Sars ricavato da topi, e in grado di colpire l’uomo.
Le teorie del complotto ultimamente spopolano e si nutrono della paura e della possibilità che lascia la consapevolezza di non poter essere informati su tutto.
Ma come smentito da uno studio di Nature Medicine, si è poi dimostrata l’infondatezza di una tale presunzione: l’attuale virus, infatti, è di origine naturale non artificiale e per questo non c’è nessun nesso tra le due cose.. tanto più che Covid-19 non deriva dalla prima Sars.
Insomma abbiamo capito che siamo tutti nel mirino della macchina del fango che porta la disinformazione..
Ma c’è da dire una cosa.. e che l’informazione sembra aver dimenticato..
Ve lo ricordate Enzo Tortora, conduttore di Portobello?
Bhe lui è stato vittima dell’informazione con la I maiuscola .. vittima dei giornali manettari..vittima del processo mediatico.. vittima di chi non amava i suoi programmi.. vittima di chi l’ha processato prima dei veri tribunali.. proprio i giornali.. e che nel giorno del suo arresto, 17 giugno 1983, lo volle umiliare mettendolo a favore di telecamera per poi essere trattenuto in questura per più di sette ore per avere le condizioni di luce perfetta da mandare in onda..
Chi è senza peccato scagli la prima pietra.. e forse nessuno di noi potrebbe farlo..
Il timore di prendere il “buco”, il sensazionalismo, la spettacolarizzazione, i titoli urlati, gli innocentisti e i colpevolisti.. le informazioni troppo spesso scorciate, decontestualizzate, disintermediate.. minano la qualità dell’informazione.. tutti.. chi più chi meno abbiamo le nostre colpe… e l’impegno sta anche in questo.. impegnarsi per un’informazione basata sul contradditorio..
In caso contrario assisteremmo ancora al “Panem et circenses della disinformazione”, come nel titolo del mio libro.
Troppo spesso infatti abbiamo potuto leggere articoli feroci in cui i media di diffusione di massa sembravano comportarsi come quelle fiere selvagge dei giochi romani e in grado di confondere i lettori.
La necessità di prendere consapevolezza di tutti i meccanismi che sono alla base della creazione della notizia, si presenta quindi, come l’unico strumento rimasto nelle mani dei lettori per difendersi dalla disinformazione e che trova fondamento nella necessità d’approcciare il fatto mediato con una lettura critica e comparata, che non si fida a prescindere.. ma cerca di fugare i tentativi dell’agenda setting d’attivare in noi quei meccanismi di ritenzione selettiva fuorviante che ci rende parziali e creduloni.. e questo vale nei confronti tanto degli editori seri quanto per le nostre ricerche in rete su altri canali.
Concludo con le ultime parole di quella prefazione:
Sta ai lettori l’impegno di mediazione e individuazione di un barlume di verità, nella comparazione e nell’analisi critica”.
Certo i giornalisti, in quanto persone, sono imperfetti ma il giornalismo, fatto bene, ha una funzione pubblica importante. Produce trasparenza nei mercati, chiama a rispondere i governi e le imprese del loro operato, fornisce alle persone degli strumenti per prendere decisioni informate, scopre i comportamenti illeciti, ispira le riforme e racconta storie vere e importanti che commuovono e ispirano ad agire.
Dobbiamo respingere l’idea cinica e pericolosa secondo cui ognuno ha diritto a una propria versione dei fatti… (…) la verità è una.. e tutti dovremmo ambire alla verità cristallina di quei fatti.
[NDR]
Una informazione utile.
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