Luciano Floridi: cosa ci fa un filosofo a Maker Faire?
Luciano Floridi Professore di Filosofia ed Etica dell’informazione all’università di Oxford ha pronunciato un lungo ed interessante discorso alla Maker Faire di Roma.
Il tema: Come si fa ad avere buone idee.
Sembra strano ma le buone idee si possono attirare ma bisogna creare le condizioni giuste ed essere pronti.
Ecco la ricetta (e di seguito trascrizione del video)
Buonasera.
Vi dovreste già spaventare perché la presenza della cravatta denota male questo sarà una cosa un po’ diversa quello abbiamo ascoltato fino adesso ci sarà poco da divertirsi e qualcosa da pensare. Perché mi abbiano invitato la responsabilità è tutta loro. Quindi se qualcosa di questo è un po’ noiososetto ecco non ve la prendete con il filosofo. Preso più seriamente che ci fa la filosofia in tutto questo. La prima di capire il tema della giornata o meglio della serata considerate che il filosofo, o per fortuna di questi tempi anche la filosofa. in genere è un po’ un hacker delle idee e non lo dico soltanto qui l’ho già scritto tempo fa.
Certo è che le idee le puoi modificarle vuoi cambiare. C’è una cosa che si chiama Kratos. C’è un’altra cosa che si chiama Demos. Non sarà mica che magari Demos e Kratos stanno bene insieme vediamo un po’ se costruiamo questa cosa Demos Kratos democrazia. Ecco è da tempo che noi facciamo un po’ di hackeraggio delle idee in tempo passato io ho descritto la filosofia non quella che facciamo al liceo come conceptual design cioè l’idea che sia in realtà un modo per costruire e gestire masticare idee mettendo insieme nuove forme.
Allora quando ho ricevuto l’invito poi ci siamo messi d’accordo ma allora che facciamo un po’ di filosofico oggi. Alla Maker Faire la domanda che viene naturale ma come si fa ad avere una buona idea. Ecco per i prossimi 12 minuti vi faccio vedere quanto sia difficile rispondere a quella domanda. Una piccola premessa: le slide le ho fatte in inglese però come avete capito, presentare questa cosa in inglese sarebbe un po’ da parte mia che sono di Roma strano. Non volevo fare un momento… Alberto Sordi è così.. allora esplicito digitale. Il digitale ha fatto questa cosa meravigliosa che oggi abbiamo visto benissimo.
Scolla e incolla cose che noi in passato non pensavamo né incollabili ne scollabili, dice ma allora in che senso bhe lo abbiamo visto ad esempio incolla un arto a un essere umano che oggi è soffice mi faccio le sulla sponda sulla relazione precedente cose che in passato non sembravano normali. In questo campo un paese del mondo. Perché oggi parliamo così tanto di design. Ma perché. Immaginate se io metto insieme tanti pezzi di scollo il vincolo la fase successiva è che ci faccio con tutte queste cose. Non è strano che poi vai in un supermercato dove ci sono tanti pezzi diversi e ti viene voglia di metterli insieme in maniera diversa.
Allora oggi l’innovazione di cui parliamo tanto è soprattutto Design. Magari hai scoperto l’America. Magari hai inventato la ruota queste sono forme di innovazione assolutamente continuiamo a farle ma oggi vedete la gamba dello sgabello dell’innovazione che è tutte queste tre cose è soprattutto design. Non è un caso che quando poi vai a vedere dove l’hanno fatto l’hanno fatto ma l’hanno “design in California”. Il design è quello che oggi fa la controparte del Cut&Paste. Il digitale ci sgranula un po’ il mondo come disegniamo il digitale con quel robottino è essenziale. Bene e per mettere insieme le cose con un po’ di buone idee.
Io come faccio a farmi venire una buona idea. Allora questo qui. Se non ci siete stati è la Sala dei Filosofi ai Musei Capitolini che cos’è che hanno in comune questi filosofi la barba sono tutti Barbuti allora tu la mattina stai là e ti fai la barba e ti viene un’idea e questa sarà po’ la cosa antica. Non è proprio così è più complicato non basta farsi la barba la mattina o magari fare qualche altra cosa perché non filosofi antichi erano quasi tutti uomini per farsi una buona idea. Non è tanto facile è facilissimo farsi venire quelle cattive a quelle sono bravi tutti e infatti c’è un certo numero di politici che sono specialisti in questi incubi che sono pieni di cattive idee magari hanno mangiato male le cattive idee sono come gli incubi è facile procurarsi le ma le buone idee e le buone idee sono come i sogni.
Tu non è che la mattina ti svegli cioè io domani rifaccio questo sogno mi è piaciuto tantissimo adesso mi programma perché era veramente simpatico. Ma in realtà tu il sogno speri che ti ritorni. Hai paura dell’incubo il sogno non ti arriva e non sappiamo come procurarcelo. Ci sarà un modo per attirare le idee per farle venire con noi per essere un po’ gentili. Ecco c’è un modo parlando di sogni e di incubi che sicuramente non funziona. Far dormire la ragione. Questa frase famosa il sonno della ragione genera mostri lo sappiamo tutti beh allora basta la veglia della ragione per cui saremo svegli attenti del resto qui ci penso io ricordo tempi al liceo quando la solita battuta era “Adesso faccio l’intelligente”.
Posso andare a correre ma fare l’intelligente non è la stessa cosa. La vera ragione è necessaria ma non è sufficiente per produrre buone idee ci vuole qualcos’altro. Certo deve stare un po’ lì ma un po’ sveglio che altro serve per farsi venire le buone idee o questa cosa. Io lo sento particolarmente perché ogni tanto non userò uno pseudonimo. C’è una zia che ogni tanto paesino vacanza.
Quasi tutte le volte che mi incontra fa: “Luciano ma tu esattamente ma che fai?”
E vai a spiegare alla zia che ci penso. Non è sufficiente zia qualcosa che devi raccontare. Allora alla domanda ma tu esattamente ma che fai. La risposta con la banale è segno che non è vero ma insomma sono altre. Così lei la zia smette di chiedere di fare domande. Ci penso sopra perché cerco di stare un po’ sveglio ora ma non è sufficiente.
La fortuna aiuta solamente preparata. Ti devi appoggiare ai grandi poster 1854 devi solo ora. Come diciamo ai nostri studenti. Quando la fortuna passa. Fatti trovare alla scrivania o al laboratorio. Non è che la fortuna passa per quelli che come dire stavano lì per caso. Questo è già un po’ preparato sto sveglio cerco di farmi venire una buona idea. Se sono un uomo mi faccio la barba magari faccio la ceretta se sono donna, mi distraggo…
Aspetto che da qualche parte illuminazione venga a zia gli dico che insegno così non capisce niente e mi preparo. E come mi preparo per farmi venire una buona idea ho ragazzi studiato uso qui le buone idee poi avete visto quanto invenzioni quante scoperte quante cose bellissime. Ma per avere delle buone idee per far atterrare quel attrezzo lì su Marte ce ne vogliono. E come fanno a farle vedere queste cose. Allora ecco le buone idee completamente i sogni si possono invitare e questo è simpatico perché gli incubi vengono da soli basta mangiare un po’ troppo la sera.
Le buone idee sono un po’ come i sogni non le puoi programmare non è che domani mattina mi alzo alle 8 e verso le sette e mezza faccio un bel sogno. Detto questo non sono proprio soltanto come sogno le buone idee le puoi anche un po’ gentilmente farle venire a casa apri la porta. Preparato sveglio non dormire giusto e che significa invitare le buone idee. Ecco. Un’analogia qui per i prossimi minuti ci siamo quasi è quella della pesca. Immaginate. Andate a pesca con pazienza stare sveglia svegli e aspetti che l’idea abbocchi.
Ci vuole anzitutto no che ci vai ricordate preparati in laboratorio avendo studiato.
Insomma cominciando in zona ad agitarsi verso quei pesci che sono le buone idee ti metti lì a pescare buone idee con pazienza l’esca giusta l’amo giusto.
Regola numero uno ti devi posizionare dal lato giusto dell’ignoto è possibile che tu vai a pescare le idee dove non ci sono e devono pescare dove grosso modo tu pensi che qualcosa qui ha il senso che lì pescando con pazienza preparazione eccetera. Magari un’idea abbocca. Allora posizionarsi dal lato giusto dell’ignoto significa sforzarsi costantemente di farsi un sacco di domande. Ora un guaio delle domande che se te le fai da solo o da sola è difficile farsi domande difficili.
Invece se arriva qualcun altro è più facile. Allora notoriamente avete visto l’istituto eccetera. Gli scienziati lavorano in gruppo perché si fanno domande gli uni con gli altri. Questa è una cosa buona. è come se ti dicesse “Guarda, hai pescato qui è pescato lì?” ci hanno pensato e visto questa domanda non me ne ero fatta da solo ma vai dal lato giusto dell’ignoto posizionati lì al limite di quello che non sappiamo comincia a pescare casomai qualcosa viene su il lato giusto ma in gioco poi non nella Barca non nelle cose che già sai.
Ma quanti di noi diventano specialisti. Lo specialista è uno che come si suol dire sa sempre sempre sempre sempre di più su qualcosa sempre sempre sempre sempre più limitata. Insomma sostanzialmente mette l’amo dentro la barca e i pesci già ce l’hai. Se tu i pesci mi vuoi nuovi le idee devono essere diverse. Ti devi mettere fuori dal box. Ora qui attenzione fuori dal box non c’è niente. Qualcuno di voi avrà sentito bisogna pensare al box è una scemenza proprio perché nel box e nella nostra forma mentis fuori non c’è niente c’è un altro box.
Però è importante quello cioè cambiare box cambiare scatola allora mettersi con l’amo fuori dalla scatola usuale per metterla in qualcun altro. Si chiama multidisciplinare sta per esempio andare a un convegno parlare con qualcun altro che non avevo mai sentito. Non è che lui lei non ce l’abbia la sua scatola però è diversa non è la tua di nuovo confronto. Parlare con persone cose Metcalfe perché vieni qua. Ma anche perché visto tante cose. Chi l’avrebbe detto. Sono scatole che tu non avessi mai aperto. Poi bisogna usare buoni problemi l’esca.
Io magari le soluzioni non ce l’ho ma se qualche buon problema non me lo faccio venire che ci metto lì a far venire sui pesciolini delle buone idee buoni i problemi. è ancora qui il maker. O meglio quando il ragazzo Mi dice Professore ma io dovrei fare filosofia che le piace piacciono i problemi non mi piace la soluzione è copiata da un’altra parte perché al filosofo al make piacciono i problemi. Ci sta sopra. Se li gode short. Che bello questo problema fu succoso Grasso perché adesso come facciamo c’è tanti modi per risolverlo il problema è bello è una cosa che tu come la godi.
Allora sì che è l’esca che mette in B perché poi la buona idea magari a bocca l’ingegno si pone dei buoni problemi. è uno che ci sguazza dentro un problema ci sta provocando quello Newton. Se no non capite la prossima e normalmente però i problemi Grassi del Genio sono quelli che non sono di tutti quelli che debbono soltanto a lui. A un certo punto dopo milioni di anni che cascano le mele dice perché ci cascano le mele. Lo so non è vero è o non è che lo dico io. Non è proprio vero che a Cambridge c’era lui che Scaramella è una storia.
Però il sipario l’idea che le mele che son sempre cadute procione la aiutano a pensare ma perché cascano le mele la ricordate zia Luciana esattamente a che fare.
Penso alle mele che cascano.
Allora il genio poi è quello che vede il mondo con una soluzione un problema che gli altri avevano ignorato e a poco a poco su giù. è chiaro che qualcosa funziona bene. Vi ricordate il genio è quello che sta sul problema. Gli piace il problema adesso po’ a parte che questa è una presa in giro di Einstein di quelle proprio il finto furbo no ma io non capivo niente che stavo sul problema. Sì però è dura. Detto questo è uno che spara su un problema. Gli piaceva. Però è importante capire tutti gli aspetti.
Allora questo ce l’abbiamo. Mi metto dal lato giusto dove posso pescare ce l’ho si chiama buona idea. Ho visto cose che voi umani… ci precede. Vedo una un problema come qualcosa di nuovo. Vedo delle cose nel mondo che sono delle soluzioni ai problemi che altri non si sono proposti. A questo punto a quasi una mappa per avere speranza. Sto sveglio non dormo metto l’ amo Pesco. Prima o poi qualcosa tira su. Allora qui per avere buone idee bisogna avere buon gusto per i problemi giusti. Questo è quello che noi insegniamo a Oxford.
Cioè tu allo studente di dottorato devi insegnare per tre anni a sviluppare il buon gusto per i problemi giusti. Se sei riuscito a fare questo quello o quella da quel giorno in poi sarà una ricercatrice o ricercatore.
Se non ha capito non ha acquisito il buon gusto per i problemi giusti non ci sarà niente da fare saranno uno specialista un tecnico uno che fa sempre le stesse cose ma non avanzerà mai la conoscenza non andrà mai a pescare.
Ci siamo quasi. Un paio di minuti ancora e vi chiudo qua. L’idea è che allora la cosa abbastanza semplice le buone idee non ce lo possiamo far venire ma le possiamo invitare per farle imitare e per farlo arrivare bisogna essere un po’ accoglienti andarla a pescare per pescare ci vogliono i problemi giusti esercitare un po’ di intelligenza per elaborare come giusti il senso di buon gusto per le questioni ricche è fondamentale ma allora tutto questo con il Maker Faire che cosa c’entra? C’entra tantissimo perché è lì dove senza un po’ di frizione le scintille non le ottieni e dell’ottima Maugeri voglio fare all’ultimo minuto la mia posizione.
A un certo punto per avere buone idee bisogna collaborare con gli altri. L’abbiamo sentito oggi in maniera molto diffusa e in maniera molto dettagliata non c’è modo senza collaborazione oggi di avere delle idee veramente ottime che possono fare la differenza per un mondo che ha bisogno tantissimo di buone idee e buone idee di oggi devono andare ovviamente nella direzione giusta e in questa direzione lo sappiamo qual è a favore dell’uomo o della donna per l’umanità e a favore di questo pianeta. Quando la tecnologia vista come una soluzione a un problema non è qualcosa di più ed extra che facciamo noi è la nostra natura una delle tante non è l’unica ma è quello che ci fa veramente esseri umani.
La tecnologia per noi è qualcosa che ci rende un po’ difficili un po’ differenti un po’ più avanti dei problemi di altre specie che vivono su questa terra.
Grazie