Natale 2020 all’insegna della realtà aumentata
A dicembre inoltrato possiamo dire senza più riserve che il 2020 sia stato veramente un anno da dimenticare…e a poco è servita quella cifra apparentemente perfetta e che forse proprio ad oggi più che mai è proprio la stessa che ci mettere i brividi anche solo a ripensarci…
Dissidenti e pandemie dei secoli passati a parte, infatti, il 2020 è entrato a pieno titolo tra i “peggiori anni” della storia dell’umanità tanto da aggiudicarsi anche la copertina del Times e quella remark: “the worst year ever”.
E se il cervello umano per sua natura sarebbe portato a giudicare il tempo presente più duramente del passato, di certo la situazione non sembra essere comunque migliorata anche qualora dovessimo cercare “un po’ di conforto” guardandoci alle spalle…
Una cosa però sembra essere invece certa, durante il lockdown e l’isolamento abbiamo dovuto imparare a familiarizzare con la tecnologia che nella distanza ha permesso di sentirsi più vicini ed è così che forse il 2020 potrebbe essere considerato anche uno degli anni più tecnologici nonostante le difficoltà incontrate e proprio in questo 2020 molte città italiane hanno deciso di accendere le luci della speranza affidandosi all’incanto della realtà aumentata che come in una fiaba riuscisse a regalare momenti di estasiato stupore agli occhi stanchi di vivere, invece, in una sorta di nightmare.
Ed è proprio così che gli edifici delle città diventano vivi animandosi di uno splendore che grazie al video mapping riesce a disegnare immaginari da sogno rapendo l’attenzione dei passanti con livree di luci, animazioni e giochi mentre creature fantastiche si fondono nella storia a sua volta svegliata dal torpore.
Il risultato è una percezione sensoriale umana che trova nello spazio i riferimenti per lasciarsi condurre dalla magia in un ambiente fisico “esponenziato”.
It’s videomapping time
La prima volta che ho scoperto la realtà aumentata del videomapping fu nel 2014 e solo ripensandoci mi ritorna davanti agli occhi l’emozione provata di fronte ad una Place Bellcour mozzafiato in cui una ruota panoramica mastodontica si prestava ad essere un maxi schermo su cui s’alternavano animazioni di ogni tipo mentre sugli edifici circostanti l’incanto proseguiva sotto il fascio di luce rassicurante che da Fourviere squarciava la notte di quel 8 dicembre durante la Fête des Lumières.
Ma il videomapping in questo 2020 ha un valore più profondo perché vivendo ancora in un contesto di limitazioni quegli universi sconfinati e proiettati assumono un senso di liberazione intenso e poco importa sapere l’origine del termine, il costo di Lumen professionali, il come ottenere una proiezione architetturale interattiva a costo zero o la tecnologia che si cela dietro quel cinema dagli schermi abitati perché quella tecnologia multimediale in grado di trasformare qualsiasi superficie in un palcoscenico dinamico che apre le ali alla fantasia, poggia su riferimenti che nella coincidenza perfetta e reale fanno del modello virtuale un unicum a tutti gli effetti di sogno ad occhi aperti e a lungo desiderato.
Ma tutto ciò non è comunque una novità in quanto questo tipo di tecnologie hanno già dimostrato il loro potenziale positivo nell’edutainment nel contesto dei beni culturali e se pensiamo poi che le prime proiezioni su superfici architettoniche furono le ombre cinesi intorno al 200 a.C. comprendiamo quanto il potere della luce abbia da sempre suscitato una particolare fascinazione negli uomini e nelle donne di ogni tempo.
E arrivati ad oggi possiamo renderci conto che nonostante il progresso tecnologico ci scopriamo ancora una volta e nonostante tutto inclini alla meraviglia, ai racconti, amanti della luce e della speranza trend e tendenze instagrammabili a parte…