I NUOVI «REBUS DELL’AVVENIRE»
[Ventinovesima puntata]
Nella seconda metà dell’Ottocento, con la nascita delle prime riviste di enigmista, cominciò a diffondersi una particolare variante del classico rebus illustrato, il cui esposto era costituito solo da un’insieme di caratteri tipografici, di varia conformazione e grandezza.
Il ricorso a questo tipo di gioco rappresentava un ottima soluzione, sia per risparmiare sugli alti costi che allora comportava l’impianto di un’illustrazione da stampare, sia per ovviare alla scarsa reperibilità di bravi disegnatori, esperti di enigmistica.
Tale genere di gioco (denominato, pomposamente Rebus dell’avvenire) può considerarsi il precursore dell’attuale vasta famiglia delle crittografie, in quanto, anche i loro criteri di composizione erano spesso basati sull’aspetto fisico dei caratteri esposti o sulla loro posizione reciproca. Però, rispetto a esse, presentavano un paio di differenze sostanziali:
– la loro proposizione non era accompagnata dal diagramma numerico (ovvero
da quella comoda successione di numeri, che indica di quante lettere sono composte le parole della soluzione), ma specificava solo la natura della frase risultante (ovvero, se si trattava di un proverbio, di un modo di dire, di una frase generica, ecc.);
– erano ammesse eventuali affinità di significato tra le parole della soluzione e quelle della frase ricavabile dall’esposto (detta anche frase chiave).
Di conseguenza, si riscontravano spesso delle coincidenze di significato tra le parole della frase chiave e quelle della risultante; come nel seguente esempio.
Soluzione
Il gruppo di lettere C, H, I si rimpiccolisce (si fa piccino) all’interno della parola VECCHIA; quindi, si può scrivere:
CHI in VECCHIA si fa piccino = chi invecchia si fa piccino.
Ma si presentavano anche diversi casi in cui, più modernamente, le parole della frase chiave avevano un significato diverso da quelle della risultante; come nel seguente esempio.
Frase generica
AL
RI
GO
Soluzione
La sillaba RI si trova sotto AL e sopra (su) GO; quindi, si può scrivere:
RI sotto AL su GO = risotto al sugo.
Anche se questa forma di gioco viene considerata ormai superata dagli enigmisti più rigorosi, a me sembra piuttosto stimolante, in quanto la sua risoluzione non richiede specifiche conoscenze, ma solo una buona dose di logica e di fantasia. Qui di seguito, riporto alcuni significativi esempi di recente composizione; provate a risolverli.
Nota – Allo scopo di consentire un maggior grado di libertà nella composizione di questi giochi (e, di conseguenza, creare maggiore ambiguità nella loro risoluzione…), i caratteri tipografici vanno interpretati, in alcuni casi come effettivi caratteri (di genere maschile), in altri come lettere (di genere femminile); analogamente le parole vanno interpretate, in alcuni casi come effettive parole (di genere femminile), in altri come termini (di genere maschile).

