BORN IN 1969: IL PRIMO MEZZO SECOLO DI INTERNET
Correva l’anno 1969, era un mercoledì come tanti se non fosse che quel 29 ottobre segnò la storia con la trasmissione del primo pacchetto di dati tra due computer; uno all’università di Los Angeles, l’altro al Research Institute di Standford; una parola “Login” che il sistema riuscì a trasmettere solo per metà: le prime due lettere, “Lo” e il messaggio completo inviato con successo circa un’ora più tardi. [Leggi tutto]
Click dopo click internet è diventato adulto e ha permesso di connettere realtà agli antipodi anche se la sfida non è stata ancora totalmente vinta, persiste il digital gap.
Ma facciamo un salto nel tempo ed ecco come un meraviglioso esempio di collaborazione tra militari, hacker e accademici ha permesso di creare una piattaforma di comunicazione in grado di connette il mondo e nata, in realtà, per una biblioteca universale consultabile da chiunque e ovunque: l’Intergalactic Computer Network nell’inizio di un sogno che diventava realtà per i suoi progettisti all’Advanced research projects agency (Arpa).
Nel 1967 Arpa Net e poi 20 anni dopo la svolta un’altra data da ricordare: 1989 il World Wide Web, (www) con quella rete formata da collegamenti ed ipertesti con Tim Berners Lee con l’intento di consentire ai ricercatori del Cern di Ginevra di accedere a tutte le conoscenze necessarie per far avanzare la cultura scientifica: “il linguaggio ipertestuale che oggi ci permette di sfogliare le pagine web come fossero un libro, interattivo e multimediale” e nel 1991 il primo sito web.
Di tempo ne è passato ed internet è diventato “grande”: la rete di telecomunicazioni globale in grado di connette miliardi di persone e oggetti, anche se ancora molti ne sono esclusi.
Quest’anno il suo 50° compleanno non poteva passare in sordina e il Garr lo celebrerà con due eventi ospitati all’interno del ricco programma del Festival della Tecnologia organizzato dal Politecnico di Torino dal 7 al 10 novembre ma per appassionati, estimatori e curiosi la festa non finisce qui, infatti, altri eventi sono in calendario.
Dalla mostra “Viaggio nella storia di Internet” alla tavola rotonda organizzata dal MuPIn “I 50 anni di Arpanet: dal conflitto nucleare alla rete pervasiva” a cui non mancheranno ospiti illustri come Claudio Allocchio che sviluppò il sistema mondiale per la posta elettronica “Gmail” intesa come “Generic mail” e il sistema audio-video LoLa e Senior Technical Officer del Garr premiato con un importante riconoscimento internazionale come la medaglia d’onore dalla Vietsch Foundation per il contributo di idee e innovazioni nel campo del networking; Elia Bellussi, Vittorio Bertola, Andrea Casalegno e il giornalista Arturo di Corinto.
Nato con lo scopo di “fare cose nuove ed utili, risolvendo dei problemi concreti” le parole di Claudio Allocchio del Garr mettono in luce non solo il successo di Internet ma il ruolo fondamentale che ha giocato l’università e la ricerca, dove, l’Italia, con la rete della ricerca Garr, è stata la prima rete italiana ad essere iscritta nel registro mondiale con il numero 137 e terza in Europa a dimostrazione del periodo d’oro in cui l’Italia è stata tra i protagonisti più importanti dell’innovazione tecnologica.
Una ricorrenza che ci aiuta a ricordare quanta strada abbia fatto percorrere il progresso e che con le celebrazioni dell’Internet Day ci fanno rendere conto di tutto questo, una data simbolica che ci mostra come l’internet moderno sia in continuo cambiamento e per questo bisognoso di regole che tutelino la “sua” democrazia messa in pericolo da elementi oscuri come le fake news e gli intenti di manipolazione a vari livelli. la “bubble democracy” e come dichiarato dal Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Antonio Martusciello, in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza. [Leggi tutto]
Regolamentazioni necessarie che non vogliono demonizzare il web ma che richiede di non essere lasciato allo sbando con il suo enorme potenziale. [Leggi tutto]
Per un po’ di storica chiarezza…
“La confusione sull’Internet come strumento militare, e che nel 1969 si chiamava Arpanet dipende da quattro fattori. Il primo è che la sua nascita fu ipotizzata dentro l’Arpa poco prima che entrasse nell’orbita del Pentagono e diventasse un ente di ricerca con compiti militari nel 1972, col nome Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency). Il secondo che è che la tecnologia alla base dello scambio tra computer, il packet switching, venne attribuito a Paul Baran, ingegnere alla Rand Corporation, un think tank militare con sede a Santa Barbara, in California. Baran era impegnato in un progetto per mantenere in piedi un network di comunicazione resistente in caso di guerra. Però Baran era un “pacifista” e aveva capito che la nazione che fosse stata in grado di realizzarlo avrebbe potuto decidere un attacco nucleare e non volle brevettarlo. Non facendolo la “rete” sarebbe stata di tutti e avrebbe impedito un’escalation militare.
Il terzo motivo è che era finanziata dai militari che però secondo le fonti lasciarono mano libera agli ingegneri dell’Arpa. Il quarto fu un famoso articolo del 1993 in cui un giornalista del Time magazine attribuì a Internet una natura militare, all’origine di un’infinita polemica con Larry Roberts e Charles Herzfeld, il primo a capo del progetto Arpa Net, il secondo direttore dell’agenzia Arpa. Fu proprio Herzfeld a chiarire che “Arpanet non è nata con l’obiettivo di creare un sistema di comando e controllo in grado di sopravvivere a un attacco nucleare. Realizzare un tale sistema era una necessità dell’esercito, ma non era una missione dell’Arpa.” [Leggi tutto]
Dopo 50 anni da quel primo collegamento fra due computer possiamo renderci conto di quanto il web sia stato in grado di cambiare le nostre abitudini, i nostri lavori, i rapporti con le altre persone, i nostri spostamenti: le nostre vite sempre più iperconnesse…
E chissà…varrà anche per internet il detto “finiti i confetti si notano i difetti…”…?!?!