Terramara: recensione
Una delle novità della fiera di Essen è stata Terramara degli Acchittocca, gruppo di autori italiani che ha prodotto questo gioco eccellente per conto della Queened Games.
Si tratta di un titolo basato sulla classica meccanica di piazzamento lavoratori, cui aggiunge un interessante twist temporale per cui, mandando i propri lavoratori si azioni lontane dal villaggio (e quindi non del turno in corso) si perderanno per più o meno turni, fino a che non si giungerà allo stesso turno del luogo in cui è stato posizionato.
Questa interessante novità rende lo svolgimento delle azioni particolarmente interessante e strategico, in quanto si può sempre decidere di impiegare per più turni questo lavoratore in cambio di azioni particolarmente potenti. Altro aspetto interessante è il fatto che, ad inizio partita, viene dato ad ogni giocatore un leader (una carta) con un potere particolare che potenzia una determinata azione di gioco. Bello il fatto che, in ogni momento, è possibile girare la carta di tale leader per perdere il potere in cambio di un diverso utilizzo che, invece di potenziare azioni, da punti nello svolgimento di altre. Le due cose sono antitetiche (un lato ad esempio potenza il viaggio mentre l’altro da punti quando si viaggia) e pongono di fronte a scelte mai banali. Il tabellone è componibile e cambia di partita in partita, inoltre le diverse fasce di azioni, con il passare dei turni, vengono rivoltate sbloccando un numero inferire di zone ma potenziandole e dando la possibilità di prenotare bonus a fine gioco.
Oltre alle classiche azioni di raccolta risorse, conversione delle stesse in versioni più lavorate, e acquisto di carte oggetto che danno potenziamenti, ci sono anche tre track. Una che indica la forza militare, una che fa avanzare un carro che fornisce punti e risorse, ed una lungo un fiume che sblocca più scelte nell’acquisto delle suddette carte oggetto. La forza militare è fondamentale per poter svolgere azioni di attacco verso gli altri o per potersi piazzare dove sono già presenti lavoratori altrui (azione possibile solo se si supera in forza il giocatore già presente). Insomma, tanta carne al fuoco e una buona interazione (mai eccessiva) per un titolo dal sapore classico ma che presenta un buon numero di idee innovative riuscendo ad essere interessante e impegnativo pur scorrendo in modo fluido e lineare.
Durante la partita occorre sempre tenere d’occhio gli altri giocatori e lasciare sempre spazio ad una pianificazione a lungo termine per raggiungere i bonus e gli obbiettivi a fine partita.
Personalmente l’ho trovato uno dei migliori giochi Euro di questa fiera.
