Dal romanzo erotico alla hot chat room
Intervista a Marina Rebonato autrice di “Sette vizzi per signora”
Verona,
Sono sempre loro che scuotono l’interesse del pubblico; quelle tre “s” su cui il giornalismo è riuscito a smuovere anche i più pigri e refrattari lettori: “sangue”, “soldi” e “sesso”.
Ultimo di questa piccola lista ma forse il primo che fa sbirciare è proprio lui: il “sesso” che rappresenta da sempre una occulta persuasione e che nei secoli passò al vaglio della censura condannando anche solo la nudità nell’arte.
Per mezzo di figure che erano esattamente all’opposto degli spioni del voyeurismo hitchcockiano, il più celebre fu lui: Daniele da Volterra conosciuto come il “Braghettone” pittore e scultore italiano che i caratteri sessuali che distinguevano un uomo da una donna proprio non li voleva vedere e per questo arrivò a far indossare delle simpatiche “braghette” ai protagonisti delle sue opere e non solo. Ma l’attrazione per scoprire dal velo di Maja quelli che furono dei veri e propri tabù, ad oggi, hanno preso diverse connotazioni e anche il sesso non si fa più come una volta.
Il riscoprire il perverso talamo di Sardanapalo, il re assiro passato alla storia per quello stile di vita vizioso e fatto di eccessi che della lussuria e della trasgressione fece un vero e proprio stile di vita tanto da essere ricordato ancor oggi come immagine per antonomasia di dissolutezza, proprio per questo, ci porta a considerare come la stessa sessualità sia cambiata e, mossi da un certo senso di responsabilità nei confronti del passato, questo ci conduce a prende in considerazione anche quel lato “scabroso” del nostro essere.
E che il sesso non si faccia più “come una volta” l’hanno dimostrato il passaggio da Angelica, film del 1964 diretto da Bernard Borderie e tratto dal romanzo Angélique, Marquise des Anges, che nella persuasione orgiastica di un racconto fatto da uno dei suoi protagonisti, Joffrey de Peyrac (Robert Hossein), sapeva evocare nei suoi ospiti atmosfere di epica eccitazione.
Un racconto evocativo che a distanza di tempo si evolve in Eyes wide shut film del 1999 diretto da Stanley Kubrick con una coppia di set e di vita: Cruise-Kidman nella scoperta di un mondo “sotterraneo” di fantasie peccaminose che in un salto temporale ci porta ad un 2015 molto caldo in termini editoriali e di botteghino, e che scosse, non lasciandoli dormire, curiosi e moralisti: arriva Cinquanta sfumature di grigio.
Per molti critici, psicologi e sessuologi questo film non portava in scena altro che l’ossessione per la trasgressione sadomaso, anche se la chiave di lettura sembra non risiedere in questo ma nella chiara volontà dell’autrice, Erika Leonard James, di mostrare il lato “meno romantico” dell’amore consegnandolo al suo pubblico crossmediale in un modo antitetico rispetto alle narrazioni dominanti.
Set a parte e che lo si voglia ammettere o meno, il sesso in modo più o meno profondo suscita sorrisi e curiosità portando alla ribalta il bisogno di sdoganare dei veri e propri tabù fruiti su un medium piuttosto che su un altro.
La letteratura già nei secoli passati pullulava di pulsioni raccontate con potenti metafore, sia da donne come Contessa di Dia che da uomini come Aretino che, in allegoriche allusioni più o meno dirette raccontavano le loro voglie per giungere così ai più odierni romanzi erotici: gli harmony.
Pochi giorni fa, a Verona, ho incontrato una scrittrice di romanzi hot che fece parlare molto di sé: Marina Rebonato.
Una donna affascinante, decisa a cui un uomo difficilmente potrebbe resistere, una personalità marcata e una voce da sirena in grado di far naufragare non solo il genere maschile e che conserva negli occhi un istinto da cacciatrice.
Marina è l’autrice di Sette vizi per signora e La Grande Odalisca entrambi pubblicati con la casa editrice Sperling; e qui la curiosità si fa vorace.
Alcune domande per conoscere un dedalo di desiderio che oggi va oltre la compresenza fisica riproducendo gli atti di un rapporto attraverso un device come quello del computer.
Quanti di voi, anche solo in piattaforme social come Facebook o Instagram, si sono trovati davanti amicizie più o meno “chimeriche” o ad essere seguiti o a seguire avvenenti ragazze che si propongono come antistress con l’imprescindibile invito “Ciao Caro! Vuoi rilassarti? Divertiamoci insieme! Scrivimi e renderò la tua serata indimenticabile! Il mio WApp +X(XXX)XXXXXXX” come sommario a cui manca solo l’aforisma per riassumere lo stile di vita ovviamente corredato da foto laparoscopica?
Ma questa è un’altra storia; infatti, oggetto di interesse in questo caso non è l’“intrattenimento intimo” in generale ma il focus sono le hot chat room, vere e proprie community che permettono di far sesso in pochi click.
Deriva pericolosa o evoluzione di una società iperconnessa?
L’era del click esige l’appagamento rapido e un tormentone del 2008 firmato Cristian Marchi, ricordava non solo l’importanza dell’articolo quinto (“chi ha i soldi in mano ha vinto”) ma anche come già al tempo si stessero evolvendo progressivamente le basi del nostro quotidiano in una società profondamente cambiata.
Ormai tutti siamo piccoli o grandi utilizzatori di internet e sulla nostra pelle abbiamo potuto testare che il web è una immensa Wall Street oltre che un mercato sempre più interessante anche per i newcomers sia in termini di domanda che di offerta.
La base è l’esistenza di un bisogno che chiede d’essere soddisfatto sia per studio, shopping o altro tipo questo grande mercato deve far in modo, per quanto possibile, che l’offerta non lasci nessuno escluso e proprio per questo nessun servizio deve essere tralasciato.
Le necessità e i bisogni sono diversi e multisfaccettati in un certo senso prismatici e proprio per questo motivo alcuni users potrebbero chiedersi anche “Perché far arrivare a casa solo un JustEat o un kindle da Amazon e non anche un po’ di sano sesso?”
Se ci riflettiamo un pochino un simile interrogativo non può che ottenere consensi, tanto da rendere quasi difficile provare ad accennare ermeneutici discorsi d’etica: il principio è inequivocabile e lineare e profuma di consecutio temporum o di causa effetto in una parola: livellatore.
Specifiche e personalizzate quiry muovono la domanda e predispongono alla necessità di un’adeguata offerta.
“Sei solo, hai voglia di fare l’amore, connettiti ad una hot chat room”.
Evasione? Voglia di trasgressione? Curiosità o incapacità di tessere rapporti?
Le motivazioni che stanno alla base della scelta di far parte di una o più community di hot chat room o di social network basati sulla geolocalizzazione per mettere in contatto persone vicine spazialmente come Grindr va ben oltre i siti di incontri perché qui la richiesta è specifica: bando ai convenevoli andiamo al sodo anche se un minimo di personalizzazione è sempre lasciata alla volontà intrinseca o più che altro ai bisogni dei suoi utilizzatori.
Con un tasto oggi puoi farti conoscere scegliendo il target a cui appartenere e in cui la ricerca del soddisfacimento di un bisogno diventa sempre più mirato in un campo d’azione specifico che proprio per questo difficilmente lascia delusi anche grazie all’ampia offerta e possibilità di scelta che, in un certo senso, motiva al “ritenta sarai sicuramente più fortunato”.
“Dimmi cosa cerchi e i lo troverò per te” così ragiona il web e sempre più persone scelgono di affidarsi a questo tipo di ricerca che, nell’esempio di Grindr, con la creazione di un profilo all’interno della piattaforma social, inserendo un nickname, una breve descrizione, una sola foto e alcuni dati anagrafici di base, permette l’accesso alla community ed essere, così, finalmente visibili verificando chi è online in quel momento.
Rivolta ad uno specifico target: maschile gay e bisessuale, Grindr permette ai suoi utenti non solo conversazioni ma anche la creazione di un mosaico mediato da una app.
Alla fine un po’ di compagnia non ha mai fatto male a nessuno, ma cosa accade se tutta questa facilità con cui si possono ottenere le cose tocca anche le persone?
Tutto ciò non è forse sintomatico di una devianza o più che altro di una deriva pericolosa che a lungo andare porterà allo svuotamento delle persone nei rapporti, frantumando il vis à vis, in nome di un fine sempre più egoistico e sempre meno di condivisione reale?
Vivendo sempre più con la mediazione del mondo onirico dei social tutto questo non ci costringerà ad una aridità progressiva nel comprendere veramente l’altro?
Non stiamo forse compiendo i primi passi verso la standardizzazione anche delle emozioni riducendole agli istinti di fame e sete dove questo tipo di chat rischiano anche di sfociare in vere e proprie “agenzie” di prostituzione che magari in un futuro neanche troppo lontano arriverà al solo autoerotismo web?
“Lo scopriremo solo vivendo” avrebbe detto Lucio Battisti e Bauman ne era consapevole; la modernità è liquida e le spinte globalizzanti aprono a nuovi interrogativi tanto che questo timore potrebbe definitivamente autoadempiersi anche solo ripensando al sempre più vicino Giappone con i suoi Hikikomori: giovani incapaci di vivere liberamente la loro sessualità al di fuori di uno schermo.
Pochi giorni fa, a Verona, ho incontrato Marina Rebonato per conoscere il suo punto di vista in merito e che, grazie alla sua conoscenza sul tema erotico poteva fornirmi un’analisi e un punto di vista più preciso sulle dinamiche dell’erotismo 2.0 e che in un prossimo futuro potrebbe diventare anche 4.0.
Lei mi osserva interessata dietro i suoi occhiali, le sue labbra si schiudono in un sorriso e poi la sua voce si fa chiara alla prima domanda “QUANDO HA INIZIATO A SCRIVERE?” le chiedo – “Avevo 26 anni quando ho cominciato, il successo è arrivato a 30 quando è morta mia madre, ero una ragazzina, e non pensavo, vivevo con euforia.. forse ero anche disorganizzata, non c’erano tutte queste cose social”- sorride ancora e poi riprende “nel 1999 avevo 34 anni, mi trovavo a Porto Cervo, anche lì mi hanno intervistata, giovane e all’apice del successo.”
Quell’intervista a cui si riferisce l’avevo letta, il collega giornalista la definiva “una donna interessante con molte cose da dire”, e posso affermare che, nonostante il tempo sia passato, nelle sue parole e nei suoi occhi vi si può scorgere la profondità di quegli intrecci con finali aperti che l’avevano contraddistinta fin dalle prime pubblicazioni.Un temperamento sanguigno che ammaliò anche un regista italiano e che proprio per questo né fu subito colpito tanto da volersi assicurare una delle sue opere comprandone i diritti per poterne fare un film.
Gli scenari della Costa Smeralda ritornano prepotentemente e lei è la sirena che attira in quell’atmosfera di allusione facendoci assaporare i profumi estivi, “COSA L’HA PORTATA A SCRIVERE ROMANZI EROTICI?” incalzo per non rimanere stordita dal suo racconto avvolgente, “Nella mia vita ho viaggiato molto e per quanto possa sembrare strano ho molti lettori uomini, la lettura è persuasione, e nel mio caso immersione nel “proibito”, voglia di evasione o meglio di far evadere, una sorta di avventura.. senza complicazioni”.
“UN MODO PER TRADIRE CON IL PENSIERO SI POTREBBE DIRE..” incalzo io, “OGGI LE COPPIE SONO SEMPRE MENO UNITE, COSA CREDE SIA VENUTO MENO, RISPETTO AL PASSATO, NEL RAPPORTO UOMO/DONNA E PER LEI PERCHÉ LE PERSONE OGGI CERCANO SEMPRE PIÙ SPESSO SESSO ONLINE?”
Marina guarda oltre come se la risposta fosse visibile anche solo osservando le coppie che potevano essere lì vicino a noi; “non si è più disponibili alla caccia, non si è più abituati al vero corteggiamento anche dopo anni insieme non si ha più voglia di cercare nuovi stimoli da condividere, il proprio partner diventa un accessorio di compagnia e molto spesso lo conosciamo pochissimo.. non ci si parla più.. si è sempre attaccati al telefono.. si.. i social.. anche la mia generazione si è “evoluta” in questo senso.. credo si sia omologata per non essere fuori luogo.. ai miei tempi non c’era tutto questo.. 20-25 anni fa c’era il playboy.. oggi la caccia la fanno soprattutto le donne.. i ritmi lo impongono.. è tutto più veloce e i rapporti sono sempre più superficiali con tutto ciò che ne deriva..”
“CONOSCE PERSONE CHE CERCANO DISTRAZIONI O COMPAGNIA NELLE HOT CHAT ROOM?” “Personalmente no, ma i soliti racconti dell’amica o dell’amico che riportano le storie di un altro amico/a mi fanno sempre più pensare che parlino di sé ma si vergognino di ammetterlo.”
“COSA NE PENSA DELLE HOT CHAT ROOM?” – “Farsi un’opinione è sempre mettere un punto, io ho sempre amato i puntini di sospensione; credo che una persona sia un immenso oceano da esplorare ma soprattutto si deve trovare il coraggio di esplorarsi, le hot chat room credo che rappresentino ciò che non si ha il coraggio di chiedere al proprio partner.. per vari motivi”.
“CREDE CHE LE HOT CHAT ROOM POSSANO DIVENTARE DEI CANALI PER LA PROSTITUZIONE?”
“La prostituzione non è solo sesso, è anche accettare una routine non solo di coppia ma anche lavorativa per il quieto vivere.. per le hot chat room, invece, sì.. può essere, ma credo dipenda sempre dalle intenzioni.. a nessuno credo piaccia avere un’intimità a pagamento.. e se si cerca un diversivo, un’avventura, trasgressione o un po’ di compagnia.. i soldi rendono sempre tutto più freddo”.
“IN UN’INTERVISTA LEI HA DICHIARATO CHE AVREBBE ACCETTATO UN INVITO DA UNO SCEICCO…” “Sì, per il fascino della loro seduzione, le culture orientali per quanto maschiliste, conservano un certo erotismo ma il mito dell’uomo corteggiatore non esiste più”.
“SECONDO LEI, I SOCIAL NETWORK, CON QUESTE “PIATTAFORME DEDICATE”, DI CUI ABBIAMO APPENA PARLATO, CI PORTERANNO AD AVERE UNA FORMA EUROPEA DI HIKIKOMORI CON UOMINI E DONNE CHE ARRIVERANNO A PREFERIRE DONNE E UOMINI ARTIFICIALI?”
“Eh, tutto è possibile, le preferenze cambiano e forse il dimenticare che l’altro ha le nostre stesse necessità, paure, sogni, debolezze ma soprattutto sentimenti, nell’ottica della superficialità con cui oggi si tende ad incontrarsi e condividere.. magari porterà anche a questo”.
“PENSA CHE LE HOT CHAT ROOM E I PORTALI PORNO (COME YOUPORN) SIANO L’EVOLUZIONE DEL ROMANZO EROTICO?”
“In un certo senso.. si potrebbe pensare così, ma il romanzo chiede di immedesimarsi, chiede di immaginare, ricreare, interpretare e personalizzare una narrazione guidata dalla parola scritta, le hot chat room, invece, non hanno protagonisti immaginari, ma persone che molte volte fingono la loro vera identità, per vivere un’altra vita e credo questo sia un aspetto che accomuna queste due esperienze e il superamento, se di superamento si può parlare, prende forma nell’essere parte attiva di una propria narrazione mediata non più dalle pagine di un libro ma da uno schermo che poi va oltre”.
“CREDE CHE SIA UN VANTAGGIO O UNO SVANTAGGIO OTTENERE SUBITO TUTTO IN UN CLICK DAL CIBO, AGLI OGETTI AL SESSO?”
“Che brutto elenco, ma vero, tutto è diventato più veloce dati i ritmi frenetici della nostra esistenza.. si ha il comportamento mordi e fuggi delle vacanze, dei semplici e veloci click, neanche più le feste sono come quelle di una volta si sta sempre più attaccati al proprio smartphone a postare foto del dove e con chi; ma senza divertirsi insieme. Il vantaggio da un lato è la facilità dell’accessibilità alle cose, ai servizi dati dalle persone ma non di accesso alle persone come oggetti, questo non mi piace e lo reputo uno svuotamento, ci rende insensibili e gretti, le persone vanno coltivate, gli oggetti usati.”
“COME PENSA CHE VIVRANNO I LORO RAPPORTI I GIOVANI DI OGGI CHE DOMANI SARANNO ADULTI?”
“L’acchiappo vero è sparito.. l’ammiccamento è sparito.. per quello ci sono gli smile che ti fanno l’occhiolino.. i ragazzi credo che non saprebbero neanche riconoscere il profumo della persona che gli sta accanto.. chissà forse s’inventeranno un registratore pure per gli odori.. se non esiste già.. temo che i ragazzi di oggi non sappiano neanche cosa significhi, preferiscono chattare, basta guardare le piazze.. sono vuote, ai miei tempi pullulavano di giovani.. oggi li vedi passeggiare con lo sguardo fisso sui loro telefoni sempre più grossi… penso anche.. che non mi stupirei se tra qualche tempo diventasse pratica comune pronunciare il “fatidico si” davanti all’altare con un messaggio vocale su WhatsApp o qualche altra diavoleria simile”.