FALSI AMICI
[Trentacinquesima puntata]
Il neurofisiologo australiano, John Carew Eccles, affermava: «Il mito del computer va combattuto. Inchinarsi alla superiorità dell’elaboratore sarebbe come lodare gli scalpelli di Michelangelo, ignorando il genio dell’artista».
In effetti, anche se la maggioranza della gente è convinta che il computer sia notevolmente più potente del nostro cervello in qualsiasi campo di applicazione, esistono diverse attitudini della mente umana che gli esperti di Intelligenza Artificiale non sono ancora riusciti a simulare in maniera soddisfacente.
Una di queste, in particolare, è la capacità di saper interpretare il contesto di un discorso.
Di conseguenza, quando a una macchina si chiede di tradurre un testo da una lingua a un’altra, il risultato è in genere abbastanza deludente, se non addirittura ridicolo.
In particolare, è molto difficile impedire che un’espressione del tipo: «II selvaggio scagliò una lancia contro una fiera», venga tradotta da una macchina come: «II selvaggio scagliò una barca contro una sagra paesana»…
Ma anche la tradizionale traduzione umana non è esente da insidie. Gli errori più subdoli sono generati dal fatto che molte parole straniere di origine latina, si scrivono in maniera simile ad altre italiane, pur non avendo il loro stesso significato.
Ad esempio, trovandosi in Inghilterra, è pericoloso accettare di essere pagati dopo una decade da un debitore, dato che in italiano questo termine significa dieci giorni, mentre in inglese… dieci anni!
Allo stesso modo, almeno negli Usa, non conviene dare della blonde a una ragazza bionda, perché tale appellativo ha assunto il significato di: donna stupida e ignorante.
Le coppie di parole che, pur avendo una grafia simile, possiedono nelle rispettive lingue significati sensibilmente diversi, vengono chiamate falsi amici. Per dimostrare quanto sia insidiosa la loro potenziale influenza, qui di seguito riporto una lista di dodici parole inglesi. In corrispondenza ad ognuna di esse, provate a individuare l’unico significato corretto, tra i tre segnalati (cercando di non confondere gli amici falsi con quelli… veri). Se la vostra soluzione sarà esatta, disponendo in maniera opportuna le iniziali delle sole parole inglesi che generano dei falsi amici, potrete ricavare una locuzione di significato attinente all’argomento qui trattato.
- actually = a) attualmente – b) abilmente – c) effettivamente
- addiction = a) addizione – b) adesione – c) propensione
- bacillus = a) bacillo – b) bacetto – c) bacinella
- confetti = a) confetti – b) coriandoli – c) pallottole
- demand = a) domanda – b) demenza – c) rimessa
- fabric = a) fabbrica – b) fabbricato – c) tessuto
- indiscrete = a) indiscreto – b) indiscriminato – c) compatto
- influx = a) influsso – b) afflusso – c) influenza
- invidious = a) invidioso – b) invidiato – c) odioso
- luxurious = a) lussurioso – b) lussuoso – c) luminoso
- malice = a) malizia – b) malanimo – c) maleficio
- scope = a) scopo – b) scopa – c) ambito
- tractor = a) trattore – b) trattato – c) trazione
- vantage = a) vantaggio – b) vanagloria – c) avanguardia
VERI NEMICI
Per mettere a punto il gioco precedente (nel lontano 2003…), avevo consultato l’edizione di quell’anno del Dizionario Inglese Italiano / Italiano Inglese, di Giuseppe Ragazzini (Zanichelli), che indicava ben 600 falsi amici. Mi sono stupito molto nel verificare che, ad esempio, l’edizione 2012 dello stesso dizionario, ne evidenzia più di 17.000!
Ovviamente, questo notevole aumento di segnalazioni non è dovuto all’acquisizione di nuovi vocaboli, ma a una ricerca più approfondita di ingannevoli somiglianze ortografiche, estesa anche alle potenziali accezioni di ogni singola voce. Un effetto curioso di tale operazione mette in luce come alcuni termini inglesi, entrati a far parte del lessico italiano, abbiano acquisito nel tempo un significato diverso da quello originario; di conseguenza, almeno in particolari accezioni, non possono essere tradotti direttamente, come verrebbe spontaneo.
È piuttosto paradossale, ad esempio, leggere: «feeling non si traduce con feeling »; oppure: «ticket non si traduce con ticket». Infatti, feeling vuol dire sentimento, ma non intesa amorosa (che si traduce più propriamente con affinity); analogamente, ticket significa biglietto, ma non quota integrativa (che si traduce più propriamente con prescription charge).
Questi termini, più che falsi amici, io li definirei veri nemici, in quanto il loro potenziale ingannevole scaturisce da un’assoluta identità ortografica (e non da una semplice somiglianza…).
Per allenarvi a sfuggire alle trappole tese da questi veri nemici linguistici, provate a svolgere il seguente test.
In relazione a ciascuno degli otto vocaboli proposti, tutti appartenenti al lessico italiano, cercate di individuare quale, tra i tre indicati, è termine inglese più appropriato con cui deve essere tradotto.
- flipper (biliardino elettrico) = flipper / pinball machine / tilt machine
- flirt (breve relazione sentimentale) = flirt / surface love / brief affair
- lifting (eliminazione chirurgica delle rughe) = lifting / liftback / face–lift
- mister (allenatore sportivo) = mister / team manager / allergist
- pullman (autobus di linea) = pullman / hackney carriage, coach
- slip (mutandine da bagno) = slip / soak costume / swimming trunks
- smoking (abito maschile da sera) = smoking / dinner–jacket / foyer habit
- tight (abito maschile da cerimonia) = tight / ceremony habit / morning dress.