I NUMERI NASCOSTI
[Quarta puntata]
Quando si parla di numero in matematica, bisogna sempre specificare a quale categoria, in particolare, si intende riferirsi. Esistono, infatti, molti tipi di numeri; i più importanti tra questi vengono definiti (in rigoroso ordine alfabetico): algebrici, cardinali, complessi, decimali, dispari, frazionari, immaginari, interi, irrazionali, naturali, negativi, ordinali, pari, positivi, primi, razionali, reali, relativi, trascendenti… Insomma: proprio un gran numero di numeri!
Anche in linguistica, si possono incontrare diversi tipi di numeri. In particolare, esistono i numeri illazionali, citati dal grande umorista Marcello Marchesi nel suo libro Il Malloppo (Bompiani, 1971, pag. 97): «Per dormire si contano i numeri… I numeri illazionali… Bruno, bue, re, gatto (…) pingue, osei, tette, botto (…) bove, feci, unici, modici (…) Lerici, catodici, Quilici, médici…».
Ma ci sono anche dei numeri linguistici meno apparenti, che vengono detti nascosti, in quanto tendono a celarsi tra le pieghe del nostro linguaggio. A livello di pura ricerca, ci si può divertire a rintracciare dei vocaboli o delle brevi frasi che, al loro interno, contengano il nome di un numero (ad esempio: «zenzero», «vino versato», «ricordi e cimeli», e così via). A tale scopo, non possono, però, essere considerate valide le parole composte mediante lo stesso numero che si intende evidenziare (ad esempio: «settenario» per «sette» o «scassaquindici» per «quindici»). Di conseguenza, uno dei pochi accorgimenti conosciuti per riuscire a indicare il numero «quattro», senza utilizzare termini proibiti (come: «quattrocchi» o «quattrofoglie»), consiste nel far ricorso alla parola «kumquat» (nome di un alberello esotico).
Un modo un po’ più complesso per giocare con questo genere di numeri consiste nel cercare di scrivere un brano di senso compiuto, contenente al proprio interno la maggiore quantità di nomi di numeri, disposti consecutivamente (senza salti), dallo zero in poi. Il lettore de La Stampa, Armando Chiampo (Torino), ad esempio, è riuscito a raggiungere il numero «venti», elaborando il seguente testo.
«In un paese svizzero, l’ornitologo Bruno, dopo assidue ricerche, trovò una cutrettola posata su un kumquat troncato; così, il suo socio Isaac, in quel paese, iniziò a filmarla, producendo videocassette sottotitolate. Finirono venerdì e, cittadini del mondo, andarono in Burundi, cianciando di ciuffolotti, di voltapietre, di cinciallegre e di altri uccelli. Lì filmarono, posati su dei kumquat, tordi cinguettanti e quindi ci inviarono il materiale, presso le sedi cinematografiche. Nonostante bilanci con modici asset tenteremo, in futuro, di girare un film sui codici ottomani, codici annoverati fra i più importanti e ritrovati in alcuni conventi anatolici».
I numeri nascosti possono essere utilizzati anche per comporre degli enigmi. In questo caso, partendo da una frase assegnata, bisogna cercare di ricavarne un’altra, di analogo significato, che al suo interno contenga il nome di un numero. Ad esempio, dalla frase: «inibizione nazionale», bisogna riuscire a risalire a «tabù nostrano», individuando, così, il numero «uno». Provare, a scoprire tutti i numeri nascosti nelle seguenti frasi.
1. Crollo nell’ufficio di Polizia
2. Correnti d’aria nordiche
3. Dote ostentata
4. Cadenza tridentina
5. Celebre signora inglese.