La blasfemia nel 2020: INFLUENCER AL ROGO: TRA ACCUSE, ARTE E ICONE SOCIAL
In questi giorni in the limelight ci è ritorna lei, la regina dei social Chiara Ferragni, solo che questa volta non per dare risonanza a qualche sua iniziativa per il rilancio dell’Italia, ma per una nuova accusa del Codacons che la denuncia questa volta per blasfemia.
Una sua foto postata in Instagram e pubblicata e realizzata dal settimanale Vanity Fair, avrebbe infatti fatto esplodere la polemica in quanto l’immagine in questione rielaborata dall’artista contemporaneo Francesco Vezzoli per il numero speciale di settembre da lui stesso curato e dedicato alle donne simbolo per l’Italia e per il mondo come esempio di cultura progressista, antipatriarcale e contro gli stereotipi, l’ha voluta ritrarre nelle vesti di una delle Madonne di Giovanni Battista Salvi, celebre pittore seicentesco.
Ma è proprio su questo punto che scatta l’indignazione che spinge l’Associazione dei consumatori a considerare come riprovevole la “rivisitazione” artistica a tema religioso che, proprio per questo a vari livelli ha provocato diversi tipi di reazione a causa di quella offesa al sentimento religioso.
Per fortuna non ci troviamo però di fronte ad estremisti della stregua dei terroristi che nel 2015 non avendo “apprezzato” la satira su Maometto hanno “pensato bene” di decimare la redazione di Charlie Hebdo, ma si sa.. i cristiani moderni sono molto più tolleranti quando si tratta di questi temi anche se, invece, quando si parla di bestemmie in tv.. i provvedimenti non si fanno attendere, e come per i gieffino edizione 2020, Denis Dosio.
Della faccenda 2020, Ferragni eretica vs Codacons, però restano comunque chiare alcune parole chiave come “indignazione” e “raccapriccio” nell’opinione pubblica e sul web dove a dimostrazione di ciò vi è la decisione del Codacons di procedere con un esposto alla Procura della Repubblica e al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini affinché intervengano su quella che viene definita come non una semplice provocazione, ma come una grave mancanza di rispetto per i cristiani, per l’intero mondo religioso e per l’arte in genere.
Insomma l’immagine della Ferragni nei panni di una moderna Madonna con bambino, non è piaciuta e a dirlo è la sentiment analysis del back to reality dell’offline.
Nei decenni abbiamo potuto comunque assistere ad altre situazioni simili e come con personaggi eccentrici tra cui Madonna e Lady Gaga, solo per citarne alcune, e che, già al tempo dei fatti, fecero molto discutere.
Dall’utilizzo di nomi sacri diventati brand come per la cantante di origini italiane Miss Ciccone con il pallino per la “tradizione sacra di famiglia” tanto da chiamare la figlia Lourdes passando per una relazione con il ballerino Jesus e un tour intitolato “Confessions” con entrata in scena da crocefissa con tanto di corona di spine, di certo se la memoria non ci inganna possiamo dire di averne viste di molto molto peggio non solo perché queste “iniziative” provengono dalla puritana America ma perché lo show biz ha più volte dimostrato di non aver timor di nessun Dio.
Invece chi ricorda il successo Judas marchiato Lady Gaga e contestato per i riferimenti religiosi tanto da venir posticipato nell’uscita per non turbare l’atmosfera pasquale ricorderà come i 12 apostoli fossero stati ridotti a una banda di motociclisti e come momenti importanti per la fede tra cui il lavaggio dei piedi qui, invece, sia stato scimmiottato nelle atmosfere bourlesque di una coppa di champagne per concludersi nella scelta amorale da parte di Gaga-Maria Maddalena, di Judas.
Le provocazioni non solo nel mondo dell’entertainment infatti, sono più volte passate per la fede, ed è proprio per questo che, più di qualche volta, abbiamo potuto vedere ciò che abbiamo visto tra cui proprio quelle iniziative giudicate blasfeme.
Sfide alla fede, profanazioni di vario tipo, volontà dissacratoria di dubbio gusto, simboli sacri ridotti con superficialità ad amuleti, l’accaparrarsi l’attenzione è passata troppe volte da qui a vari livelli e non solo nel mondo della musica ma anche nella politica ed è proprio così che anche più volte si è parlato di lampanti segnali di disfacimento etico che si annida non solo nello scherno ma anche nella spettacolarizzazione di un credo ridotto a marketing.
Una deriva pericolosa che nella superficialità rischia di banalizzare e offendere nella mercificazione che troppo spesso sposa le logiche senza scrupoli del marketing e per questo molto distanti dall’elevazione trasfigurante di donne moderne in opere d’arte che hanno fatto molto più che la storia.
Ma del resto chi è senza peccato scagli la prima pietra.. errare è umano ma è anche vero che perseverare, invece, è diabolico…