La Maker Faire vista da Officine Robotiche
Officine Robotiche è cresciuta insieme alla Maker Faire. Sulla carta è nata prima la seconda, ma in
realtà…
Cominciamo dall’inizio, che si perde nella notte dei tempi: c’era una volta…
Era l’anno 2000. Nasce la mailing list Roboteck, nel tempo raccoglie un centinaio di utenti molto attivi e migliaia di lettori. Moltissimi a quei tempi, per un contesto così di nicchia.
Questo il primo messaggio di apertura della ML:
“Salve. Questa ML si occupa di robotica e intelligenza artificiale sia a livello amatoriale che professionale. Gli argomenti pertinenti sono tutti quelli in un qualche modo legati alla robotica, quindi meccanica, elettronica, programmazione, biologia etc. etc. purché con chiaro riferimento al topic della ML.”
Dopo pochi giorni l’apertura, già sono decine gli utenti iscritti.
A Pisa, presso un istituto superiore, il Fascetti, già si svolgevano le prime gare Explorer (piccoli robot a due ruote che devono trovare fonti di luce, suono e gas [1]) tra istituti tecnici italiani.
L’anno 2001 vede la diffusione di massa del microntrollore PIC 16F84. Progenitore del microcontrollore che poi sarà il cuore del fenomeno mondiale Arduino, l’ATmega328P.
I robottari [2] possono quindi contare su programmatori low-cost e microcontrollori a buon prezzo.
Anno 2002 è online il primo portale sulla robotica italiana: Roboitalia.com.
È arrivato a circa 5000 iscritti, ed è stato il forum di riferimento per tutta la comunità robotica italiana.
2004… durante quest’anno e agli inizi del successivo si nota una mancanza di aggregazione dei robottari. Internet comincia a diffondersi (neanche paragonabile ai giorni d’oggi) ma non c’è ancora una vera coesione.
2005: la svolta? Primo raduno italiano per robottari: Neverland 2005: 3 giorni in agriturismo in Emilia. Da incontri virtuali a incontri fisici (che sono quelli che saldano le amicizie!).
Oltre alle competizioni, come il “Line Follower” (piccoli roboti su ruote che inseguono una linea), nasce anche la Wine Cup, da ogni regione italiana, oltre al miglior robot, si porta il miglior vino locale, e la sera a cena si confrontano… fare il Line Follower dopo, è dura.
Nasce la proposta di costituire un portale unico per i robottari italiani e di fondere le due realtà italiane della robotica: Roboitalia.com e la mailing list Roboteck.
Questa unificazione con un unico accesso web a oggi ancora non è avvenuta ma il risultato è comunque ottimo.
2006… Nasce il goliardico gruppo ARRM [3].
Compongono il gruppo robottari facenti parte di altre realtà:
Roboitalia.com, Roboteck, Minisumo.net, Beam Italy.
2007: fase di stanca ?
2008: si riparte alla grande.
Lo spirito che si cela dietro a una nuova gara, RTC (Robot Tolomeo Cup) è quello di avere una competizione che vada al di là di quelle già presenti, in cui i robot sono ignari della propria posizione. La RTC servirà come veicolo di crescita collettivo verso una nuova categoria di robot che implementeranno odometria[4] e PID[6] per la “mappatura” del campo di gara. Anche se poi non vedrà mai la luce, servirà come volano e come spunto per seguire anche quelle competizioni che già ci sono oltre oceano[7].
2009: nasce Herby! Un membro dello staff Roboitalia.com, tra i più attivi robottari italiani, commercializza Herby: robot tagliaerba, interamente progettato “home-made”.
E’ l’esempio tangibile dello sviluppo di applicazioni robotiche che nascono in ambito domesticoprofessionale a opera di uno hobbista. Policy che anni dopo verrà proposta come rilancio dei Makers con l’M2M (Maker To Market)…
La cronistoria[8] che segue è lunga e vede intrecciarsi la RomeCup[9] di Fondazione Mondo Digitale (alla sua 13° edizione), con chi poi darà vita alla MakerFaire, Massimo Banzi, che già compare in diverse foto [12] alcuni anni prima dell’inizio della fiera.
Quindi per ricapitolare, la Maker Faire nasce (ed esplode in modo incontrollato) a ottobre del 2013 [13]. Officine Robotiche, vede la formalizzazione in Associazione di Promozione Sociale (A.P.S.) a ottobre del 2015 [14], ma si può quindi dire che sia nata dopo?
Negli anni poi, si sono intrecciate le conoscenze con le varie figure storiche della fiera, tra i quali il mitico Alessandro Ranellucci, che con Banzi rappresenta la parte tecnica e pensante della fiera, che oramai conosce da anni i vari componenti di Officine Robotiche che ne stimano le capacità tecniche e umane.
LA TIME LINE DI OFFICINE ROBOTICHE ALLA MAKER FAIRE
[1] https://www.minisumo.net/categorie/explorer/.
[2] Definizione di “Robottaro”: esistono varie leggende mitologiche associate alla figura del robottaro. Cercheremo qui di gettare un po’ di chiarezza su questo losco figuro contemporaneo:
• “Utilizza il navigatore GPS anche per parcheggiare l’auto in garage e per andare a comprare il pane a due isolati da casa sua…
• E’ attirato dalle gare di Formula 1, MotoGP e Rally. Forse spera un giorno di poter dotare quei potenti mezzi di intelligenza artificiale…
• Possiede la collezione completa dei film di Lucas, Guerre Stellari…
• E’ informatissimo sul Santo Graal e sul mistero dei Templari…
• Nelle feste in discoteca lo si può vedere in disparte, attirato terribilmente dai giochi di luce, intento a capire l’algoritmo di controllo che c’è dietro…
• Quando sceglie un’autovettura la vuole col bluetooth integrato, come minimo…
• Non scrive mai la documentazione dei suoi robot.”
[3] A.R.R.M, da non confondere con una grande associazione americana, sta per: Anonima Romana Robottari Magnaccioni, perché vedeva come punto di raduno pizzerie della capitale.
[4] https://en.wikipedia.org/wiki/Odometry e tutto quello che vi si cela dietro. Solo Guido Ottaviani (guiott.com) e la sua pazienza, si annovera come uno dei pochi che si è letto per intero un
libro di centinaia di pagine, qui condensato [5].
[5] http://www-personal.umich.edu/~johannb/Papers/paper58.pdf.
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Controllo_PID.
[7] RTC è lo step intermedio verso le competizione Magellan, già da tempo in voga dai cugini d’oltreoceano, dove robot esploratori per outdoor battagliano lungo le vie delle città seguendo coordinate gps e riconoscimenti ottici dei waypoints.
[8] Cronistoria in foto (https://guiott.com/homeNew/roboPhoto.html)
1. Robo Festa al Cardano (Monterotondo) 15-12-2002
2. Robo Festa al Fascetti (Pisa) 18-01-2003
3. Robo Festa al Pacinotti (Roma) 31-05-2003
4. Primo Meeting Romano 02-07-2003
5. Raduno RoboItalia 17-12-2004
6. Robo Festa al Fascetti (Pisa) 15-01-2005
7. Robo Festa al Von Neumann (Roma) 07-05-2005
8. Neverland Robot Contest 23-10-2005
9. Robo Festa Pisa 12-01-2008
10. Roma Cup 2008
11. 2° edizione Neverland (2008)
12. Robo Festa Pisa 17-01-2009
13. Giornata della Robotica Foligno 2009
14. 3° edizione Neverland (2009)
15. Addio al celibato di Bobboteck 29-05-2010 (dove solo i robot sono “nudi” e non le donne che escono dalle torte)
16. Rome Cup 2011 Galilei
17. Rome Cup 2011 Campidoglio
18. L’ARRM visita la ACME Systems 19-07-2012
19. Pisa da Sergio 29-08-2012
20. ARRM @SPQwoRK 19-10-2013
21. ARRM @ACME 24-10-2013
22. ARRM @SPQwoRk con Axemblo 25-01-2014.
[9] RomeCup: “[…]il Trofeo internazionale Città di Roma di Robotica, è ideato e organizzato dalla FMD. La manifestazione si svolge annualmente a Roma nel magnifico scenario del Campidoglio. Le sale del Palazzo Senatorio aprono le porte ai robot costruiti da scuole italiane e internazionali che “invadono” pacificamente Roma, la città eterna, e si sfidano fino all’ultimo chip[…]” [10] [11].
[10] https://www.mondodigitale.org/it/cosa-facciamo/aree-intervento/robotica-educativa/romecup.
[11] https://romecup.org/.
[12] https://guiott.com/Roboweb/RomeCup2011/Sito_2/Rome_Cup_2011.html#5.
[13] http://ed2013.makerfairerome.eu/2013/page/5/.
[14] https://www.officine





















