MA, INSOMMA: «COME VA? »
[Sessantanovesima puntata]
La maggior parte della gente crede che la creatività sia una dote naturale che, quindi, chi non la possiede fin dalla nascita, non potrà mai acquisirla. Lo psicologo maltese Edward de Bono, considerato il massimo esperto mondiale in materia, è invece convinto che tale capacità mentale possa essere appresa, esercitata e ampliata, con un allenamento adeguato e costante.
A tale riguardo, afferma: «La creatività è un’abilità che tutti possono apprendere, esercitare e utilizzare. È un’abilità come sciare, giocare a tennis, cucinare o fare calcoli. Tutti possono apprendere tali abilità: alla fine non tutti le padroneggeranno ugualmente bene – ed è per questo che alcune persone cucinano meglio di altre e alcune persone giocano a tennis meglio di altre – ma tutti sono in grado di apprendere l’abilità. E tutti possono cercare di migliorare con l’esercizio. L’uso della creatività e il suo esercizio sono il modo migliore per sviluppare l’abilità e l’abitudine mentale del pensiero creativo».
Uno dei più noti esercizi per stimolare la creatività, ideati da de Bono, consiste nell’estrarre casualmente una parola e cercare di trovare un nesso logico tra questa e una determinata questione assegnata in precedenza. Il seguente aneddoto dovrebbe chiarire il funzionamento di tale tecnica.
Ai partecipanti a un corso aziendale sulla creatività, era stata assegnata la questione: «La concorrenza ci porta via clienti». Poi, era stata estratta casualmente la parola:«Noè».
Uno dei presenti cominciò a congetturare: «Noè… il diluvio universale… somiglia al disastro che potrebbe abbattersi sulle aziende del nostro settore, se esasperiamo la guerra dei prezzi…».
Un altro aggiunse: «Ma dopo qualche mese, il diluvio cessò; una colomba portò un ramoscello d’ulivo… l’ulivo mi ricorda la Pace… invece di combattere tutti i nostri concorrenti, potremmo stipulare con alcuni di loro degli accordi di collaborazione in settori particolari…».
Lo stesso meccanismo può essere utilizzato per fini puramente ludici. A tale riguardo, risulta piuttosto funzionale un gioco riportato nel Secondo diario minimo di Umberto Eco (Bombiani, 1992), che consiste nell’immaginare in quale modo, alcuni celebri personaggi risponderebbero, in maniera del tutto personale, al più convenzionale dei saluti: «Come va?». Qui di seguito, riporto una selezione di proposte, pubblicate qualche anno fa, sul sito www.verbalia.com/ita.
Matusalemme: «Tiro a campare»; Attilio Regolo: «A rotoli…»; Giuda: «Al bacio!»; Pulcinella: «È un segreto»; Sigmund Freud: «Un sogno!»; Molotov: «Una bomba!»; Tony Dallara: «Come prima, più di prima…»; I Primitives: «Non c’è… Mal».
Questo tipo di gioco, di marcata impostazione ludolinguistica, può essere riproposto anche in veste enigmistica, ribaltando il rapporto tra il personaggio e la propria risposta.
Cercate di scoprire, ad esempio, quali personaggi della mitologia greco–romana possono aver fornito le seguenti risposte.
1. – Bene, grazie, grazie, grazie… – 2. Prova a indovinarlo! – 3. Devo cercare di riguardarmi – 4. Divinamente: una vera bellezza! – 5. Si fatica… – 6. Ho un piede gonfio – 7. Ho un terribile mal di fegato – 8. Mah, la mia vita è legata a un filo – 9. Questo mondo mi opprime – 10. Un vero schianto! – 11. Un vero supplizio!– 12. Va… va… va…