New media games gamblers: Che Ne Sanno I 2000
Di Battisti e Mogol, del FestivalBar
Ma che ne sanno i 2000
Di quando c’era il walkman
E Fiorello al Karaoke
Dei Nirvana e dei Guns
Della musica dance
Ma che ne sanno i 2000
E di quando alle tre c’era Bim Bum Bam
Del GameBoy e di Blue, da ba dee, da ba daa
L’estate sta finendo
Il valore di quel tempo (…)
Che ne sanno i 2000?!?! Così recita il titolo del singolo di dj Gabry Ponte, pubblicato il 15 luglio 2016, già: “Ma che ne sanno i 2000”…
Domanda o affermazione poco conta in entrambi i casi risulta consona tanto più se a chiederselo è uno come Gabry Ponte, un dj che ha segnato un’epoca: i mitici anni ‘90 e ‘00 e che è stato in grado di parlare, con la sua musica, a migliaia di giovani emozionandoli e facendoli scatenare in pista ed è forse proprio per questo che il titolo del suo ultimo successo può essere visto anche come una domanda generazionale a cui difficilmente si può trovare una risposta diplomatica senza rischiare di aizzare un muro generazionale escludendo, così, ogni possibilità d’interazione o alla meglio almeno scongiurare quegli attacchi vaso vagali che potrebbero dare ai 40enni e dintorni soprannomi come “matusa” o “tardivi digitali”.
Le conseguenze del progresso che alla fine non è sempre così immediato da comprendere, ci mettono davanti a generazioni che si divertono in modo diverso, che hanno giochi diversi tanto che lo stesso svago e l’evasione sono diventati una “questione digitale”.
“I ragazzini non capiscono cosa sto dicendo” diceva l’intro della canzone che apre il nostro articolo; già, proprio tutti quei ragazzini parlano una lingua che, sebbene sia italiano, non ha solo sgommato a tutto gas riempiendo di sabbia e polvere quei 10-20 anni prima ma si è arricchita di termini riveduti e “scorretti” mai sentiti e già registrando questo cambiamento, possiamo renderci conto di come questo sia sintomatico di un’evoluzione in quanto la lingua cambia in corrispondenza dei mutamenti sociali.
E se per i figli degli anni ‘80 e ‘90 il mondo di oggi è un parco giochi cibernetico, quello stesso parco giochi per i 2000 è pieno zeppo di Pokémon tutti da scovare nelle strade delle nostre città.
Quanto a voi cari laudator temporis acti, finché siete in tempo unitevi perché quel tempo non ritorna e Banderas non è più Zorro ma il papà panettiere del Mulino Bianco che ha lasciato il vecchio mulino alla figlia e al suo compagno; la gallina Rosita è stata impagliata, le uova sono liofilizzate, capitan uncino ha meno tatuaggi di Stefano de Martino e Wendy si è messa le extencion e si è rivolta ad un chirurgo estetico per avere le labbra di Belen e il culone di Kim Kardaschian o meglio della sua sorellina Kylie Jenner.
A questo punto la domanda potrebbe essere anche invertita e proprio quei 2000 potrebbero chiedere proprio a noi: ma che ne sapete voi anti 2000?!
I device accompagnano le loro e le nostre giornate e sono diventati anche dei fedeli babysitters: la pillola per sedare l’infantile esuberanza somministrata dai genitori per non essere “assillati” dopo una lunga giornata di lavoro o in compagnia ed è così che quella pillola la si somministra sempre più volentieri e sempre più spesso ma è anche vero che quella stessa pillola sembra non bastare più a quei concentrati di adrenalina e dopamina in crescita diventano patologici iperconnessi d’azzardo.
Se non si è milionari e neanche sufficientemente “in carta” non solo una babysitter in carne ed ossa non ce la si può permettere essendo così obbligati ad appellarsi allo smartphone perché dentro quel rettangolo c’è un universo in grado di rapirli per ore con cartoni, film, video di ogni genere, app e un numero spropositato di giochi tutti da scaricare ma lui stesso diventa una trappola perché i bambini, si sa, sono fatti di “voglio”, volitivi e ad oggi anche pericolosamente compulsivi, ma cosa accade quando si devono pagare cifre folli per vederli felici e avere un po’ di pace e tutto per star dietro a “new games” dal rapporto esperienza-prezzo dal valore negativo? Un esempio? Che ne pensate delle super cacchine glitterose della Poopsie Pooey Puitton slime surprise!?!?
Il parco giochi apparentemente gratuito offerto dal cellulare che “corre in aiuto dei genitori” risulta essere quindi un inganno perché tutto ha un costo da pagare, piccolo o grande che sia, e anche se non indicato questo non significa che presto o tardi non ci verrà presentato un conto inaspettato e, pensandoci bene, forse non ne vale neanche la pena di procrastinare la “sorpresa” anche perché sappiamo che ci toccherà “payer l’addiction”: un conto salato nel breve periodo ma dagli effetti della “bankrupt” da lì a più tempo e non solo in termini finanziari ma soprattutto per quanto riguarderà la tenuta psicologica dei nostri figli e di noi stessi.
Non gestire tutto questo e considerare il gioco online un’esperienza ludica come tutte le altre rappresenta una leggerezza che non farà attendere i suoi risultati: il gioco online, infatti, crea dipendenza e pone le basi del gambling, il gioco d’azzardo che si può annidare in modo subdolo anche tra i più piccoli abituandoli all’aspettativa che deriva dal colpo di fortuna e dall’autoconvinzione del “oggi mi sento fortunato” con tutta la ritualità che poi, con il tempo, si comincia a sviluppare, per rendere la bendata benevola e propizia: riti sciamanici, danze voodoo e che puntualmente non serviranno a nulla se non a convincerci di ritentare e da qui, anche se non sono stati ancora riconosciuti come giochi che possono creare dipendenza e non si denuncino apertamente i loro rischi per i più piccoli, le solite minimizzazioni li porteranno ad essere considerati con superficialità, distacco e freddezza, perché lo smartphone, apparentemente è un compagno di gioco economico, un intrattenitore, un imbonitore ma apparentemente…
Apparentemente, infatti, perché noi in tutte le fasce d’età siamo esattamente come i piccioni di Skinner, quelli della ricompensa variabile; vittime di un sistema in grado d’indurre dipendenza e creato a tavolino per ingabbiare i più piccoli e non solo e che, giorno dopo giorno, ci nutre di dipendenza.
Un numero pazzesco di giochi scaricabili e raggiungibili attraverso le app, infatti, rendono i nostri cellulari ancora più pericolosi perché disponibili in ogni momento, a qualsiasi età e che, inconsapevolmente, fanno degli adulti i complici ideali dell’isterica dipendenza dei più piccoli e causata dalla compulsione che, ad oggi, si presenta anche sempre più in tenera età ed indotta, in buona parte, non solo dall’essere esposti a continui stimoli tanto più se di bassa qualità, ma anche in quanto quei contenuti vengono resi disponibili for free solo nella loro versione base ma che non esaudisce ma crea nuove aspettative di gioco e la cui experience può essere migliorata solo accedendo a livelli successivi, sbloccando bonus o items necessari per il gioco, personaggi potenziati etc ect. ma che richiedono delle “formule speciali” nel convincimento dei genitori spesso e volentieri per sfinimento e quindi V.I.P. paganti o minori emancipati resi dipendenti dal potere d’acquisto dei genitori.
Totò direbbe “E io pago” ma alla fine per cosa pago???
New gamers experience: dallo svago alla patologia
Il piacere della suspance, della probabilità, il tentare la fortuna: dai tavoli da gioco a La ruota delle fortuna di Mike, dalle sale Admiral alle app con slot machine da borsetta e una sola frase: “Ritenta sarai più fortunato” non fa altro che alimentare il mercato delle speranze.
Ma cosa accade quando il gioco d’azzardo entra nelle nostre case e diventa compagno di giochi dei nostri figli; perché, se ci pensiamo bene, ogni volta che un bambino chiede al proprio genitore di comprare un upgrade che delude le aspettative tanto da essere obbligato al dover chiederne poi un altro e un altro ancora, come si può chiamare tutto questo se non gambling?
Il progresso ha popolato le famiglie di nuovi attanti che esulano dai genitori, dai nonni, dagli zii, dai cugini, dagli stessi fratelli per sostituirli con i videogiochi e con i cellulari dentro e fuori le mura di casa: l’intrattenimento sempre più a portata di mano e per tutte le età, nessuno escluso.
Controler della Switch che si trasformano in canne da pesca o manubri di una moto, mix tra videogiochi e giocattoli come per SKylanders Imaginators per PlayStation4, Xbox One, Nintendo Switch e console per stimolare l’intelligenza passando per emozioni senza precedenti come Labo che permette di comporre strutture di cartone che, con un po’ di manualità e l’aiuto di qualche adulto, trasformano la propria Nintendo Switch e il suo funzionamento grazie alla creazione di Toy-Con: costruzioni in grado di interagire con i comandi della console consentendone un utilizzo del tutto innovativo per arrivare alla creazione del proprio eroe personalizzato come nel caso delle statuette dedicate a Crash Bandicoot o Lego così da poter trasferire le fattezze delle statuine fisiche su schermo.
E poi i Pokémon, Minecraft anche su iOS e Android ma la lista è lunghissima e soprattutto molto personale ma, resta il fatto che quando l’interazione con il gioco comporta il dover mettere in campo non solo dobloni o monete fittizie ma le proprie carte di credito, ci si può cominciare a chiedere se sotto quel upgrade del gioco non ci sia qualche ricatto in quanto, questo, spesso e volentieri, non soddisfa realmente l’esperienza ludica che ci si aspettava ma di certo la vezzeggia con l’upgrade successivo e poi quello dopo e dopo ancora dove, forse, l’unico vero upgrade riscontrabile è quello del passaggio da semplice gioco free a gioco d’azzardo.
Il gioco, infatti, può diventare patologico e dare origine a quelle che vengono definite come ludopatie e che si manifestano con la graduale perdita di controllo di sé stessi nell’incapacità di autolimitarsi: una forma di “dipendenza senza sostanza” e un meccanismo che conduce la persona, così, in un circolo vizioso che finisce per assorbire i suoi sistemi personali, familiari, relazionali e professionali e che, nei casi più gravi può portare anche a commettere reati o spingere al suicidio perché la vita sociale e privata si sgretola lasciando spazio alla solitudine che si cerca di colmare con dannosi espedienti.
Il soggetto nel dedicare sempre più tempo al gioco perde la percezione della sua situazione che giorno dopo giorno si radica tanto da diventare un vero e proprio stato di trance e che nell’astinenza diventa violenza.
Avete mai provato ad osservare come si comportano i vostri figli o i figli dei vostri amici quando i genitori s’azzardano a negare loro il telefono?
Bhe non ve lo auguro: strilla, pianti, scenate crescenti, non sono forse questi segnali lampanti della necessità di agire concretamente nei confronti delle avvisaglie sintomatologiche della dipendenza da gioco?
Inebriati dalla prospettiva della vincita, resi irascibili, rabbiosi e frustrati dalle aspettative deluse; è proprio così che la perdita innesca la dipendenza e che per il mondo del gioco va di pari passo con il bisogno di soldi: da una parte adulti indebitati dall’altra bambini aggressivi che obbligano i genitori ad alimentare l’altalena patologica che li fa vivere in bilico tra ricompensa e perdita.
E se il recupero del giocatore patologico per l’adulto consiste nell’aiuto ad affrontare il passato per vivere meglio nel futuro, per i bambini, che possiedono solo futuro, l’intervento più giusto risulta essere nelle mani dei loro genitori per scongiurare il subentro della patologia vera e propria passando per la riduzione della compulsione.
I giochi online o i videogames, infatti, sottendono lo scommettere inteso come investimento d’aspettativa e che possono anche comportare un “investimento” di denaro, ed ecco come si può comprendere a pieno che la questione è molto più delicata di come la immaginavamo, infatti, questi aspetti sono gli stessi che caratterizzano il GAP, il gioco d’azzardo patologico.
Dagli occhietti glitterati della Poopsie Pooey Puitton con tutte le combinazioni possibili che si possono ottenere con polverine che ricordano gli intrugli e le pozioni magiche delle streghe, passando per le LOL, arrivando ai giochi per app, le generazioni di oggi crescono imbevuti di compulsione, inebriati dalla caccia alle sorprese per trovare il “pezzo raro” eppure fino a poco tempo fa quegli stessi bambini avrebbero giocato immaginando scenari fiabeschi emozionandosi a cavalcioni di destrieri alati e improvvisati su un vecchio ombrello, i capelli lunghi e i mantelli ottenuti con le sciarpe dei genitori ma adesso tutto questo è diventato sempre più raro e ai genitori si chiede sempre di più solo la carta di credito e sempre più in tenera età.
Slime surprise glitterati per farsi “un giro di cacca” ipnotizzano i più piccoli che sono riusciti ad avere la Puitton con le sue 35 magiche sorprese deperibili ed inutili ma che, in compenso, costano la bellezza di quasi 80 euro ma sappiate che per quella cifra regalerete all’insistenza di vostro figlio/a un bicchierone orsetto, un cucchiaino unicornoso, essenze “cacchina speciale” che si può trovare solo in quel musthave that only the Puitton has e l’immancabile libretto di istruzioni che fornirà un inventario tutto da scoprire con una buona dose di fortuna e che premia con una cacchina super rara!
Con tutto questo kit sarete i demiurghi di una materia appiccicosa, brillantosa e profumata per poter sfidarvi all’ultima cacca??!!
Se tutto questo comincia a puzzarvi e il fluffy, crunchy, clear, jiggly, foam, butter, iceberg, snow o cloud, glossy, clay, grizzly, water non vi convincono più come prima sono però convinta che il gusto dell’orrido dei più piccoli e la voglia di vederli felici troverà la strada per indirizzarli su un’altra via e nel modo migliore insegnando loro che i supereroi esistono ma devono solo imparare ad usare il loro potere al di là dei soli codici binari: la fantasia e che la fortuna non cambia sempre la vita di solito rovina molto di più di quelle che cambia in meglio.
“Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo” (Oriana Fallaci)
[Immagine di copertina dalla pagina di Amazon di Poopsie Pooey Puitton prodotta da Giochi Preziosi]