Quando crescere ed imparare non è solo un gioco. KINDER SORPRESA, UNA MISSION DIVENTATA ANCHE DIGITALE
Dimenticatevi le sorprese Kinder che conoscevamo, perché proprio quelle sorprese sono l’esempio lampante di come la digitalizzazione sia entrata a far parte delle nostre vite rendendo ogni esperienza sempre più immersiva.
Non bastava infatti il parco divertimenti tematico di Leolandia in provincia di Bergamo per scoprire in modo interattivo la “Fabbrica delle Sorprese” perché la Ferrero ha puntato più in alto portando l’experience della sorpresa dentro gli schermi di tutti quei devices che popolano il nostro quotidiano ed così che tutte quelle sorprese ideate e progettate ogni anno diverse non si limiteranno a stimolare la creatività e l’immaginazione offline ma prenderanno vita nell’universo della digital life.
Poter colorare le sorprese secondo i propri gusti attraverso dei tablet touch, procedere alla loro prototipazione attraverso una stampante 3D in azione, sono solo alcuni aspetti che la pioniera Ferrero ha deciso di affrontare lanciandosi nella sfida digitale.
Da quel 1968 molti cambiamenti sono avvenuti, ma la mission aziendale Ferrero, invece, pare essere rimasta invariata.
In questi più di 50anni il suo impegno costante riservato non solo al prodotto ma anche alla crescita armoniosa dei bambini attraverso l’esperienza ludica l’ha resa il colosso goloso conosciuto ed apprezzato nel mondo e proprio grazie a questo approccio attento che la scelta di ampliare il campo di gioco, creandone uno digitale, abbraccia appieno le mutazioni apportate dall’innovazione tecnologica di cui le nuove generazioni sono ancora più partecipi.
Con la App Magic Kinder, infatti, alle famiglie è data l’opportunità di giocare insieme online in uno spazio sicuro e divertente con edu-game, attività, video, storie, disegni interattivi pensati per migliorare non solo le capacità individuali della “generazione touchscreen” ma anche creare del tempo di qualità da condividere divertendosi in famiglia.
Ed è così che una sorpresa contenuta dentro un ovetto di cioccolato diventa il passpartout intelligente per il mondo digitale in cui immergersi in sicurezza (grazie a kidSAFE+) scoprendo ed imparando in quel modo interattivo che ha caratterizzato da ormai mezzo secolo il credo e i valori aziendali che hanno fidelizzato intere generazioni e che, arrivati ad oggi, vengono comunicati in un nuovo modo di vivere “la sorpresa” e che grazie proprio all’App Magic Kinder, incoraggia a condividere l’experience come momento essenziale non solo per la crescita dei più piccoli e in quello che, nel passare degli anni, è diventato un vero e proprio messaggio intergenerazionale.
Momenti magici al passo con i tempi
I momenti magici da condividere in famiglia si evolvono e ad aver compreso questa rivoluzione c’è proprio la Ferrero, che da quel 1974, anno in cui venne creato Kinder Sorpresa ha fatto dell’essere al passo con le esigenze delle famiglie una vera e propria strategia vincente tanto che anche le sorprese, che hanno conquistato intere generazioni, si sono evolute passando dall’essere stampate e dipinte a mano al diventare sorprese complesse ed innovative con un’anima con cui giocare in rete scaricando l’app realizzata da frog, Reply, More Interactive e Zodiak Active.
Ognuna di queste quattro società ha apportato il proprio knowhow e rispettivamente frog ha definito la digital strategy generale e progettato la User Experience dell’applicazione multicanale (tablet, smartphone e web); Reply ha guidato il progetto verso le migliori soluzioni tecnologiche e funzionali, curando lo sviluppo dell’app e della piattaforma editoriale gestita a servizio in cloud computing.
Zodiak Active e More Interactive, invece, si sono occupate dell’ideazione e localizzazione di tutti i contenuti editoriali di Magic Kinder, sviluppando una serie di format di storytelling con protagonisti i characters che hanno fatto la storia di Kinder Sorpresa come Kinderino.
Distribuita in 59 paesi e sviluppata in 10 lingue (inglese, italiano, spagnolo, brasiliano, francese, tedesco, russo, cinese, polacco, arabo) contiene 10 canali tematici declinati su diversi generi dell’edutainment per stimolare la fantasia delle nuove generazioni tra i 3 e i 12 anni in modo divertente ed intuitivo ed è compatibile sia con il sistema iOS e Android e può essere scaricata dall’Apple Store e Google Play sia su tablet che su smartphone.
L’app risulta così non essere solo per i più piccoli dando l’opportunità di condividere l’esperienza di gioco resa immersiva, sicura e intergenerazionale dando ai genitori anche la possibilità di monitorare i contenuti e il comportamento di ciascun bambino anche da remoto attraverso un completo sistema di parental control e un sistema di messaggistica istantanea e scambio contenuti.
Crescere giocando: Genitori al bivio della vittoria
Essere genitori non è una cosa semplice e forse nel 2000 lo è ancora meno, con o senza Kinder Sorpresa e tutto perché giunti al 2020 d.C. troppo spesso i genitori delegano al cellulare la condivisione con i figli.
Lo smartphone molte volte, infatti, diventa una vera e propria babysitter e se fino al ventennio scorso poco più poco meno, la fantasia era capace di far giocare per intere giornate oggi, invece, la stessa necessita di essere accompagnata da uno schermo.
E forse proprio questo la Ferrero l’ha intuito e da qui la realizzazione di quella app, Magic Kinder, in grado di far giocare insieme genitori e figli.
Con la sola fantasia ed immaginazione fino a poco tempo fa però i poteva diventare veramente chiunque ma a nuovo millennio suonato, invece, con una certa nostalgia dobbiamo ammettere che tutte quelle fantasie si sono trovate senza padrone e sostituite da eroi dei sogni preconfezionati e selezionabili tra un’ampia scelta di combinazioni del game interattivo, dove proprio ad uscirne castra dalla gabbia della casistica dei game designers è quello che rimane della nostra fantasia.
Che lo si voglia ammettere o no, abbiamo perso parte della nostra creatività che nell’improvvisazione tipica della manualità dell’homo faber riusciva a bastare a sé stessa trovando di svago anche la cosa più semplice.
Raccontandola così l’infanzia sembra essere quindi diventata un momento da non augurare a nessuno e a cui aggiungere la speranza di uscirne il prima possibile ma tuttavia non sembra essere ancora arrivata la fine del mondo…
Le generazioni cambiano, si evolvono, si digitalizzano ma rimane un’atavica preoccupazione, quella per il futuro della propria progenie e dopo secoli e forse pure millenni ci si interroga ancora sul valore dell’esperienza ludica in famiglia:
ma quando si gioca con i propri figli è un male o un bene lasciarli vincere? Spianare loro la strada con queste piccole vittorie non rappresenta forse un modo di viziare la realtà rendendoli dei deboli in quanto non abituati a perdere?
Per comprendere tutto questo e quanto il gioco rappresenti una componente fondamentale per l’accrescimento e non solo, ci si può affidare sia a quanto sostenuto dall’expertise di realtà affermate come Ferrero ma anche solo osservando il mondo animale in cui grazie all’esperienza ludica, i cuccioli crescono forti e sani imparando a scappare dai pericoli, rinforzando i rapporti sociali coi compagni e l’intelligenza.
Il gioco risulta essere così un tema che arrovella non solo i genitori ma anche gli etologi e realtà aziendali come la Ferrero interessati a comprendere e dare il proprio apporto a quell’esperienza contrastante di amenità.
Resta comunque da riconoscere il fatto che il gioco è in grado di allenare, divertendosi, aspetti che si riveleranno essenziali per la sopravvivenza ed è proprio così che anche solo il rincorrersi, il saltellare e chi più ne ha più ne metta, contribuiscono allo sviluppo sia di mammiferi con zoccoli che con unghie: animali quanto per umani.
Quando il gioco si fa duro?
Ma cos’è il gioco? Di certo non è solo divertimento, svago, ma è anche interazione in grado di plasmare l’essere di domani “addestrandolo” alla socialità, alla “sopravvivenza” nella simulazione di situazioni che con le prove pratiche della crescita, invece, porteranno all’esperienza.
E forse papà Salvatore ha proprio ragione quando si chiede se non sia sbagliato far vincere sempre Morgana; perché Morgana è come tutti i figli e Salvatore come tutti i genitori che per amore, per protezione, per vederli sempre felici è disposto a fare qualsiasi cosa e forse anche quella più sbagliata, dargliela sempre vinta.
Con questo non si vuole comunque sostenere l’iniziazione precoce al mondo predatore ma lo svezzamento che accompagna i passi dei più piccoli alle volte tenendoli per mano ma anche lasciandoli cadere, sbagliare, rimediare, insomma, vincere e perdere anche perché presto o tardi lo scopriranno da soli cosa significhi crescere e forse, proprio per questo, sarebbe meglio prepararli ed “armarli” per affrontare le gioie e i dolori di uno dei viaggi più complessi ed affascinanti.
Crescere quindi passa anche attraverso l’imparare a giocare che racchiude in sé le tappe fondamentali che plasmano l’individuo di domani e proprio su questo si realizza l’importanza di considerare una duplice riflessione sul gioco con da una parte quella di Sava, con il suo interrogativo, e che mette in guardia da un rischio reale, quello di pregiudicare gli adulti di domani, mentre dall’altra quella della mission di Ferrero nel mostrare quanto il giocare insieme favorisca l’apprendimento nella condivisione divertente di tempo prezioso sotto vari aspetti.
Scoprire prima il sapore della sconfitta e delle “batoste” nel gioco rappresenta, infatti, una palestra dall’inestimabile valore non solo in termini di insegnamenti ma anche di qualità del tempo trascorso insieme.
E poi non è detto che ai bambini piaccia vincere sempre… altrimenti come farebbero a chiedere la rivincita… in quelli che diventano piccoli ma grandi momenti speciali e forse si proprio magici se condivisi e non delegati alla sola tecnologia.