SCACCHI PER TUTTI I GUSTI
[Quarantesima puntata]
Se vi chiedessero: «Come si gioca a carte?», trovereste la domanda giustamente un po’ bizzarra, dato che i giochi che si possono fare con le carte sono tanti, non uno solo. Ma se vi chiedessero: «Come si gioca a scacchi?», considerereste altrettanto strana la domanda? Se state per rispondere in maniera negativa, probabilmente conoscete un unico modo per giocare a scacchi e ignorate, quindi, l’esistenza di una grande varietà di giochi (detti scacchi eterodossi) che vengono effettuati con il classico materiale scacchistico, utilizzando però regole diverse da quelle ufficiali (o ortodosse).
In linea generale la categoria di questo genere di scacchi, che comprende
più di una quarantina di giochi praticati attivamente in tutto il mondo, si divide in due grossi filoni: i giochi brevi e i giochi lunghi.
Sono considerati brevi tutti i giochi (detti progressivi o scozzesi) nei quali il Bianco inizia con una mossa, il Nero risponde con due, il Bianco prosegue con tre, e così via crescendo. Sono considerati lunghi, sia i giochi (detti marsigliesi) nei quali ciascun contendente compie due mosse per volta, sia tutte le altre possibili varianti a cadenza normale (una mossa a testa).
L’origine degli scacchi eterodossi è legata a stretto filo con la nascita stessa degli scacchi e può considerarsi, paradossalmente, più antica di quella degli scacchi ufficiali. Infatti le regole attuali, adottate in tutto il mondo dalle federazioni scacchistiche, sono il frutto di un’evoluzione che è durata molti secoli e che ha cominciato ad assumere connotati simili a quelli odierni, solo verso la fine del 1400. La categoria degli eterodossi, invece, abbraccia teoricamente tutti i possibili modi di giocare con i pezzi degli scacchi e, di conseguenza, recupera e fa rivivere anche le regole più antiche. Una delle varianti eterodosse più praticate è, per esempio, lo Shatranj, o scacchi arabi, in voga nel primo medioevo, dove la regina si può muovere solo diagonalmente, di una casella per volta, e gli alfieri si possono spostare solo di due caselle per volta. Il gioco che ne consegue è molto lento, ma estremamente interessante. Se volete saperne di più a riguardo, potete contattare l’Associazione Italiana Scacchi Eterodossi (Aise) – c/o Alessandro Castelli – Corso da Potenza, 11 – 62010 Villa Potenza MC (Italia); e–mail: mc4839@mclink.it.
Questa associazione, molto attiva anche a livello internazionale, organizza tornei e campionati di scacchi eterodossi e pubblica un bollettino trimestrale, Eteroscacco, che dedica diverse pagine anche a giochi tradizionali orientali, come lo Shogi e lo Xiang–Qi.
Gli scacchi di ogni genere hanno sempre costituito una fervida fonte di ispirazione anche per la confezione di intriganti problemi logici. Provate, ad esempio, a risolvere il seguente.
Trovate il numero massimo di cavalli (i pezzi dotati della classica mossa a L), che può essere disposto su una generica scacchiera di dimensioni N×N, in modo che tutte le caselle risultino o occupate o sotto presa.