TANTI TENERI TAUTOGRAMMI
[Quattordicesima puntata]
Il tautogramma (dal greco táutó = «lo stesso» e grámma = «lettera») è un classico gioco linguistico che consiste nel comporre un testo, utilizzando solo parole che iniziano con la medesima lettera.
In genere, per realizzare una composizione tautogrammatica, si abbozza prima un testo contenente alcuni termini significativi, inizianti con la lettera prescelta; poi, si cerca di rimpiazzare ogni parola non idonea, con un sinonimo avente l’iniziale desiderata.
Una divertente applicazione del tautogramma consiste nel riscrivere, sotto questa forma, una nota opera letteraria. Un efficace esempio a riguardo, è costituito dalla rielaborazione della storia di Pinocchio, messa a punto collettivamente dagli studenti di un corso di scrittura, tenuto da Umberto Eco, nell’anno accademico 1994/95. Qui di seguito, è riportato uno stralcio della sua prima parte.
Povero Pinocchio!
Povero papà (Peppe), palesemente provato penuria, prende prestito polveroso pezzo pino poi, perfettamente preparatelo, pressatelo, pialla pialla, progetta prefabbricarne pagliaccetto. Prodigiosamente procrea, plasmando plasticamente, piccolo pupo pel pelato, pieghevole platano! Perbacco! Pigola, può parlare, passeggiare, percorrere perimetri, pestare pavimento, precoce protagonista (però provvisto pallido pensiero), propenso produrre pasticci. Pronunciando panzane protubera propria proboscide pignosa (…). Padre, per provvedergli prestazioni professorali, premurosamente porta pegno palandrana.
«Pensaci,» punzecchialo peritissimo, prudentissimo parassita parlante, «prudenza, perseveranza! Prevedo pesanti punizioni!». «Piantala petulante pignolo!». Presuntuoso pupattolo percuote pedagogo piccino piccino (plash!) producendone poltiglia. Peccato. (Prima parte; prosegue…).
Non si hanno notizie certe sull’origine del tautogramma, ma alcune sue interessanti applicazioni si riscontrano già in alcuni versi di Ennio (II secolo a.C.). In un passo degli Annales, ad esempio, il celebre poeta latino si rivolge al re dei Sabini, Tito Tazio, dicendogli: «O Tite, tute, Tate, tibi tanta, tyranne, tulisti» (O Tito Tazio, quanti travagli hai tu dovuto sopportare); come si può notare, tutte le parole presenti (salvo l’interiezione «O»), iniziano con la «T». Nel corso del tempo, sono state compiute delle vere e proprie imprese da primato, nella composizione di tautogrammi. In particolare, il domenicano belga, Léon Plaisant, realizzò nel 1530 ad Anversa un’operetta di 250 versi, dal titolo Pugna porcorum, contenente solo parole che cominciano con la lettera «P». Il poeta tedesco Cristiano Pierius, nel 1576, compose un poema, dal titolo Christus crucifixus, costituito da ben 1200 versi tautogrammatici nella lettera «C». A causa della loro grottesca struttura, però, i tautogrammi si adattano ad essere usati, più a fini umoristici, che poetici. Un divertente esempio a riguardo, è costituito dal seguente brano, pubblicato nel 1906 dalla rivista Secolo ventesimo, che aveva bandito un concorso letterario, per celebrare l’inaugurazione della Fiera di Milano di quell’anno.
Milano, metropoli mondiale, meravigliosa, magnifica, maestosa, maliosa, magica, ma… Mostra MCMVI mangia molti milioni!.
Per esercizio, provate a comporre una definizione di «tautogramma», mediante un… tautogramma (nell’iniziale «T»).