PAROLE SCHIZOFRENICHE
[Trentaquattresima puntata]
Come è noto, in matematica, la relazione di uguaglianza gode della proprietà transitiva; più precisamente, se: A = B e B = C, allora anche: A = C.
La sinonimia linguistica (ovvero il legame esistente tra due parole che possiedono lo stesso significato) può essere considerata, sotto certi aspetti, analoga all’eguaglianza matematica. Non è difficile verificare, però, che questo tipo di relazione non sempre rispetta la proprietà transitiva.
Tanto per fare un esempio: esempio è un sinonimo di campione, campione è un sinonimo di asso, ma esempio non è un sinonimo di asso (non avrei potuto iniziare questo periodo, scrivendo: tanto per fare un asso…).
Questo genere di anomalia semantica, può risultare scomoda, ma offre diversi spunti ludici. In particolare, cui si può divertire a collegare due termini di significato opposto, attraverso una catena di sinonimi, composta dal minor numero di elementi, come nei seguenti esempi:
– bellezza – ostentazione – simulazione – frode – disonestà – immoralità – bruttezza
– premio – compenso – risarcimento – sanzione – punizione
– nascita – inizio – partenza – dipartita – morte;
– piacere – desiderio – passione – sofferenza;
– guadagno – resa – caduta – perdita;
– gioco – incontro – impegno – lavoro.
Proseguendo su tale linea, si può arrivare a scoprire che esistono coppie di termini contrari, collegabili addirittura con un solo passaggio intermedio, come nei seguenti esempi:
– straordinario – extra – escluso;
– totalmente – affatto – per niente;
– fornito di spine – spinato – privo di spine;
– di altissimo valore – impagabile – da non pagare;
– chi compie un azione – soggetto – chi subisce un’azione.
In questi casi particolari, ogni termine di congiunzione, presenta la sorprendente caratteristica di essere contemporaneamente sinonimo e contrario di sé stesso…
Il ricorso a simili vocaboli schizofrenici, nell’ambito di un discorso, può rivelarsi estremamente insidioso, essendo sempre in agguato il rischio di far capire esattamente l’opposto di ciò che si intendeva dire.
Ad esempio, a una domanda del tipo: «Amore, mi vuoi bene?», avreste mai il coraggio di rispondere: «Affatto!», senza temere di provocare una crisi sentimentale?
Senza contare che, in più di un’occasione, vi sarete sentiti dire: «Avete fatto un lavoro straordinario, veramente impagabile!» e, poi… non vi hanno più pagato.
Io mi diverto a collezionare questo genere di parole ambivalenti; sarei molto contento se qualcuno di voi se aiutarmi a rimpinguare la mia raccolta. Intanto, per allenamento, vi invito ad unire le seguenti coppie di termini antitetici, mediante una parola schizofrenica.
1. abbellito – danneggiato; 2. adulterato – pregevole; 3. anfitrione – invitato; 4. cercare – respingere; 5. cordiale – irritante; 6. energico – inattivo; 7. immondezza – pulizia; 8. infinito – annientato; 9. irreprensibile – rimproverato; 10. matto – geniale; 11. sviluppato – tardivo; 12. vittoria – sconfitta.