IL VOCABOLARIO E IL SUO ASSURDO
[Decima puntata]
Tutti (o quasi) conoscono il divertente gioco del vocabolario. L’unico limite di questo coinvolgente passatempo consiste nel fatto che il suo svolgimento necessita di un vocabolario (come dice il nome stesso); non tutti sanno, però, che esiste un modo per poterlo giocare senza un tale strumento. Questa variante può essere chiamata gioco dell’assurdo (anche perché è sicuramente assurdo giocare al gioco del vocabolario, senza vocabolario…).
Il materiale occorrente consiste in una penna e qualche foglietto, per ciascuno dei partecipanti (il cui numero è libero, purché non inferiore a tre).
I giocatori, dopo essersi disposti in circolo, devono sorteggiare chi di loro svolgerà per primo il ruolo del propositore.
All’inizio di ogni mano, il propositore di turno deve inventare una parola palesemente inesistente ed enunciarla ad alta voce. Subito dopo, ciascun giocatore (compreso il propositore) deve scrivere su un foglietto (insieme al proprio nome) una definizione che si adatti al vocabolo appena letto.
Al termine di un tempo prestabilito, il propositore, dopo aver raccolto tutti i foglietti scritti (compreso il suo), deve leggere ad alta voce, in ordine sparso, le varie definizioni. A turno, poi, ciascuno degli altri giocatori deve votare per la definizione (non sua), che gli è piaciuta di più; nel corso di questa operazione, il propositore deve annotare i voti espressi (e controllare che nessuno abbia scelto la propria definizione…).
Ultimata anche questa fase, ogni giocatore (compreso il propositore) riceve tanti punti, quanti sono stati i voti che ha ricevuto. Assegnato il punteggio, la mano termina e il ruolo di propositore passa al giocatore posto alla sua destra; la partita si conclude quando tutti i partecipanti hanno svolto tale compito uno stesso numero di volte, concordato all’inizio. Vince ovviamente chi, alla fine della partita, ha totalizzato il punteggio più alto.
Per poter controllare che le parole coniate siano realmente inesistenti, sarebbe consigliabile avere a portata di mano un vocabolario. A questo punto, però, la faccenda si farebbe ancora più assurda, dato che si tratterebbe di giocare al gioco del vocabolario senza vocabolario… con il vocabolario. In tali condizioni, varrebbe forse la pena di giocare direttamente al vero gioco del vocabolario. A patto, ovviamente, di conoscerlo…
A beneficio di quei pochi (o quasi) che ignorano tale gioco, specifico che le sue regole possono essere ricavate da quelle appena illustrate, apportando le seguenti modifiche.
All’inizio di ogni mano, il propositore di turno non deve proporre una parola di sua invenzione, ma deve sceglierne una, dal significato poco conosciuto, nel vocabolario; poi, sul proprio foglietto, deve ricopiare il vero significato della parola scelta.
Al momento della votazione, ciascun giocatore (tranne il propositore) deve indicare, non la definizione che gli è piaciuta di più, ma quella che ritiene sia vera.
Il punteggio viene, poi, così assegnato:
– ogni giocatore che ha indovinato riceve 1 punto;
– il propositore riceve tanti punti, quanti sono stati i giocatori che non hanno indovinato;
– l’autore di una definizione erroneamente indicata come vera, riceve tanti punti, quanti sono stati i giocatori che l’hanno scelta.
Per prendere pratica con questo gioco, provate a individuare, in corrispondenza di ciascuna delle seguenti parole, qual è la definizione giusta, tra quelle indicate.
- a) Brumeggio: Pastura per pesci di mare – 2. Secondo mese del calendario rivoluzionario francese – 3. Vino rosso pregiato – 4. Camminata in mezzo alla bruma.
- b) Eculeo: Abitante, nativo dell’Ecuador – 2. Relativo all’Ecu, vecchia unità del Sistema Monetario Europeo – 3. Antico strumento di tortura – 4. Arcaismo per aculeo.
- c) Latirismo: Malattia dovuta ad abnorme deposito di acido urico nei fianchi del corpo – 2. Intossicazione da abuso di legumi del genere cicerchia – 3. Corrente letteraria che mette in risalto gli aspetti del lirismo – 4. Condizione di chi è latitante.
- d) Peloxeno: Filamento di una lampada allo xeno – 2. Detto di organismo acquatico che fugge i fondali – 3. Scudo leggero dell’antica Grecia – 4. Avverso ai peli superflui.
- e) Sciolo: Sciatore dilettante – 2. Caduta fatta scivolando – 3. Gioco per bambini, costituito da un piano inclinato – 4. Saputello, saccente.