Play Festival del Gioco si terrà a Modena dal 22 al 24 maggio e non, come inizialmente previsto, dal 3 al 5 aprile. La decisione è stata presa da ModenaFiere organizzatore della manifestazione alla luce della situazione creata dall’emergenza Coronavirus.
Si informa inoltre che ogni tipologia di biglietto acquistato fino a oggi per la manifestazione rimarrà valida per l’accesso alla rassegna nelle nuove date fissate; sarà quindi possibile accedere a Play anche se il titolo d’ingresso riporta le vecchie date.
Nei prossimi giorni verrà comunicata la data di riattivazione del servizio di ticket online e per informazioni sul programma eventi e le iniziative speciali dell’edizione 2020 si potrà consultare il sito www.play-modena.it
Dopo il successo delle due edizioni precedenti, sabato 8 e domenica 9 febbraio 2020, si terrà la terza edizione del Nerd Show: la fiera bolognese dedicata al Fumetto, ai Videogiochi ed alla cultura pop. Più in generale la fiera dedicata alla cultura “Nerd” richiamata dal nome stesso, un mondo ormai salito alla ribalta da qualche anno e che non ha praticamente più l’accezione negativa conferitale un tempo.
Come dicevamo, dunque, il fine settimana dell’8 e del 9 febbraio, dalle 10 del mattino alle 7 di sera, presso il Quartiere Fieristico di Bologna si potrà visitare il Nerd Show pagando un biglietto giornaliero di 13€ o quello per entrambi i giorni di 19€.
Per la durata della manifestazione si alterneranno presenze di rilievo con oltre 250 celebrità degli ambiti più disparati come il mondo del web, come lo youtuber Space Valley, o quello delle sigle dei cartoni animati con l’inossidabile Cristina D’Avena. Tantissimi gli autori italiani ma numerosi anche quelli internazionali. Ci saranno ben 4 padiglioni aperti per un totale di 34.000 metri quadrati di fiera di cui oltre 10.000 di mostra mercato. La presenza degli immancabili Cosplay e di ben 10 palchi con continui spettacoli garantirà divertimento e intrattenimento per grandi e piccini ed un’atmosfera piena di colori e riferimenti alla cultura nerd.
Per maggiori informazioni questo è il link al sito: www.nerdshow.it
Come tutti gli anni,durante il festival del gioco di Cannes, siterràla premiazione dei migliori giochida tavolodell’anno. Ormai dal 2009 il premio è stato suddivisonelle due categorie: per il grande pubblico e per esperti.
Una giuria di giornalisti esperti del settorehaselezionato i 4 giochi finalistiper la categoria espertichesono:
•“Gloomhaven” diIsaac Childres;
•“It’s a Wonderful World” diFrédéric Guérard;
•“Res Arcana” diThomas Lehmann;
•“Root” diCole Wehrle.
In questa sede parleremo diIT’S A WONDERFUL WORLD.
Si tratta di un gioco di carte basato principalmente sulla meccanica di Draft, sapientemente rivisitata ed innovata in un’efficace commistione con la produzione delle risorse. Il Draft è un sistema di bilanciamento della pesca di carte da un mazzo comune,che serve a mitigare l’impatto della fortuna. In pratica tutti i giocatori, all’inizio dei 4 turni di gioco, pescheranno 7 carte e ne terranno una per passare le altre 6 al giocatore accanto. Con le 6 carte ricevute si procederànuovamente atenereuna carta e passarele altre, fino a che non si saranno tenute, una alla volta, tutte le sette carte. In questo modo è possibile “costruirsi” la mano con cui poi si dovrà procedere alla fase di costruzione delle stesse.
Ogni cartaha un numero di risorse necessarie alla sua costruzione, una risorsa che si ottiene se si decide di scartarla, un eventuale valore in punti a fine partita, ele risorse o i punti che produce nella fase apposita una colta costruita.
Ogni turno, nella fase di pianificazione, i giocatori dovranno quindi decidere quali carte tenere per riuscire a costruirle, e quali scartare per ottenere la risorsa in cambio.
Le carte costruite, ovviamente, una volta fatte producono risorse e danno eventuali bonus in punti.
La cosa interessante del gioco, che lo differenzia da tutti gli altri giochi simili sul mercato, è che la fase di produzione è suddivisa in tante sotto-fasi, una per ogni risorsa. Durante la produzione, infatti, i giocatori possono prendere le risorse prodotte per costruire altre carte, cercando di fare in modo che con le carte appena costruite si producano le risorse delle fasi successive.
Questa catena di costruzione-produzione-costruzione-produzione, se ottimizzata, permette di mettere in campo un alto numero di carte e di gestire in modo tattico le varie fasi di costruzione.Le regole sono poco ed è molto semplice iniziare a giocare, tuttavia la cosa non deve trarre in inganno, perché l’ottimizzazione della propria mano è tutt’altro che banale e richiede una discreta profondità di pensiero. Ne risulta quindi un gioco molto semplice nelle regole, di durata generalmente inferiore all’ora, che tuttavia consente di impostare strategie mai banali che possono appagare anche i giocatori più smaliziati senza però essere complicato. In definitiva, quindi, It’s a Wonderful World è un buon titolo, adatto sia a giocatori smaliziati che ad un pubblico più ampio e familiare, che ha rinfrescato una meccanica inflazionata con poche semplici ed efficacissime idee.
Anche quest’anno, come ormai faccio da almeno dieci anni, mi sono recato al padiglione Games di questa edizione della fiera di Lucca dedicata a Fumetti, Videogiochi e Giochi da Tavolo. Ormai il padiglione dedicato ai Games, il padiglione Carducci, è situato sotto le mura sull’esterno, vicino a Porta San Pietro. Unico padiglione, che io sappia, a risiedere fuori dal centro cittadino, probabilmente perché molto grande. Questa collocazione la trovo tutto sommato comoda anche se da all’area Games della fiera una connotazione un tantino “estranea e secondaria”, oltre a renderla scomoda per quanti volessero girare i Games facendo avanti e indietro con gli altri padiglioni dedicati ai fumetti. Anche l’uscita dal passaggio sotto le mura che si trova proprio all’ingresso dai Games non è molto comoda poiché costringe ad una serpentina lunga e non facilmente individuabile poiché il passaggio è stato nettamente diviso nei due sensi di marcia per evitare la ressa infernale che si creava nelle precedenti edizioni.
Ma veniamo agli spazi limitrofi al padiglione. La struttura è davvero grande e piuttosto alta se si considera che si tratta di una tensostruttura completamente rimovibile alla fine dell’evento. Presenta un paio di ingressi sui suoi due lati lunghi e un’uscita per ognuno dei lati corti. Il lato compreso tra la struttura e le mura presenta i bagni chimici (unica grave pecca della fiera), mentre sul lato corto a destra (guardando le mura) c’è l’area dedicata alla ristorazione. Sul lato opposto alle mura, invece, c’è la parte dedicata allo smaltimento delle file in ingresso e al controllo dei biglietti. Una volta entrati gli stand del padiglione Carducci sono suddivisi in modo da presentare un corridoio ampio al centro e un altro su tutti i lati, per visitare tutti gli stand, dunque, si devono percorrere in tutta la loro lunghezza ben tre corridoi (quelli laterali e quello al centro). Rispetto agli ani passati i videogiochi sono stati spostati in altri padiglioni e la cosa ha migliorato tantissimo la vivibilità interna, anche perché l’area dei videogiochi era molto rumorosa e rendeva difficoltoso il mestiere dei dimostratori di giochi da tavolo.
L’atmosfera rimane comunque quella di una fiera, stand colorati e stracolmi di oggetti curiosi, scatole variopinte e chi più ne ha più ne metta. Provare i giochi si fa sempre più difficoltoso, sia perché il numero di visitatori è aumentato, sia perché, per un cambio di approccio alle vendite, ora gli stand difficilmente hanno più tavoli per dimostrare lo stesso titolo, puntando più su tanti tavoli, ognuno con un gioco diverso in mostra. Così per chi, come me, volesse provare due tre giochi in particolare, non resta che mettersi pazientemente in coda e attendere che si liberi proprio l’unico tavolo del gioco cui si è interessati. Il tutto poi, per fare non più di qualche turno, poiché è ormai prassi comune (e per altro da me condivisa) quella di far fare solo uno scampolo di partita in modo da permettere di liberare prima il tavolo e far provare il gioco a più persone possibili.
Con ancora qualche difetto, ma con la certezza che essi andranno limandosi edizione dopo edizione, non posso che caldeggiare la presenza a quello che ritengo essere uno dei migliori padiglioni tematici presenti alla fiera di Lucca Comics & Games.
Una delle novità della fiera di Essen è stata Terramara degli Acchittocca, gruppo di autori italiani che ha prodotto questo gioco eccellente per conto della Queened Games.
Si tratta di un titolo basato sulla classica meccanica di piazzamento lavoratori, cui aggiunge un interessante twist temporale per cui, mandando i propri lavoratori si azioni lontane dal villaggio (e quindi non del turno in corso) si perderanno per più o meno turni, fino a che non si giungerà allo stesso turno del luogo in cui è stato posizionato.
Questa interessante novità rende lo svolgimento delle azioni particolarmente interessante e strategico, in quanto si può sempre decidere di impiegare per più turni questo lavoratore in cambio di azioni particolarmente potenti. Altro aspetto interessante è il fatto che, ad inizio partita, viene dato ad ogni giocatore un leader (una carta) con un potere particolare che potenzia una determinata azione di gioco. Bello il fatto che, in ogni momento, è possibile girare la carta di tale leader per perdere il potere in cambio di un diverso utilizzo che, invece di potenziare azioni, da punti nello svolgimento di altre. Le due cose sono antitetiche (un lato ad esempio potenza il viaggio mentre l’altro da punti quando si viaggia) e pongono di fronte a scelte mai banali. Il tabellone è componibile e cambia di partita in partita, inoltre le diverse fasce di azioni, con il passare dei turni, vengono rivoltate sbloccando un numero inferire di zone ma potenziandole e dando la possibilità di prenotare bonus a fine gioco.
Oltre alle classiche azioni di raccolta risorse, conversione delle stesse in versioni più lavorate, e acquisto di carte oggetto che danno potenziamenti, ci sono anche tre track. Una che indica la forza militare, una che fa avanzare un carro che fornisce punti e risorse, ed una lungo un fiume che sblocca più scelte nell’acquisto delle suddette carte oggetto. La forza militare è fondamentale per poter svolgere azioni di attacco verso gli altri o per potersi piazzare dove sono già presenti lavoratori altrui (azione possibile solo se si supera in forza il giocatore già presente). Insomma, tanta carne al fuoco e una buona interazione (mai eccessiva) per un titolo dal sapore classico ma che presenta un buon numero di idee innovative riuscendo ad essere interessante e impegnativo pur scorrendo in modo fluido e lineare.
Durante la partita occorre sempre tenere d’occhio gli altri giocatori e lasciare sempre spazio ad una pianificazione a lungo termine per raggiungere i bonus e gli obbiettivi a fine partita.
Personalmente l’ho trovato uno dei migliori giochi Euro di questa fiera.
Lucca Comics & (soprattutto) Games è un appuntamento immancabile per me, dato che ho la fortuna di avere la casa dei miei suoceri ad un passo dalla città (un paesino sopra Collodi). Così, sebbene la manifestazione sia pochi giorni dopo Essen, sono ormai venti anni circa che partecipo al caravanserraglio di Lucca.
Da quando sono padre di due meravigliosi figli non riesco più a passare in fiera tutti i giorni ma mi limito a stare una giornata nel padiglione dei Games da solo a provare giochi ed una in giro per la città con i bimbi a fare loro foto con i tanti personaggi in maschera di fumetti, videogiochi e film. Essendo anche abbastanza appassionato di fumetti e ex giocatore di videogiochi anche per me girare a vedere i cosplayer mi diverte molto e ancora di più ora che posso godere dell’entusiasmo riflesso negli occhi dei miei due cuccioli (che ormai hanno 8 e 9 anni…).
Come ogni anno Lucca è una fiera che stupisce per la sua struttura particolare, trattandosi di una fiera i cui padiglioni non sono tutti centralizzati in una sola struttura ma sono sparpagliati all’interno e accanto alle splendide mura cittadine. Questa scelta, che risale ormai a diversi anni fa, negli anni è risultata vincente portando un pubblico sempre più numeroso per le strade della cittadina toscana. I numeri della fiera sono sbalorditivi per essere una fiera di settore e, per giunta, di un settore ancora abbastanza di nicchia (sebbene in continua espansione). Quest’anno sono stati venduti 270.000 biglietti, sfiorando il record del 2016, a dispetto di un tempo tutt’altro che buono.
Durante i 5 giorni di fiera, da mercoledì 30 ottobre a domenica 3 novembre, le vie della città si sono colorate di centinaia di Cosplayer (persone mascherate dai loro personaggi preferiti di videogiochi, fumetti, serie tv, ecc. ecc.) di decine di spazi espositivi e di vendita. Gli stand sono numerosi e variegati, si possono trovare quelli sui fumetti, sui videogiochi, sui giochi da tavolo, di intrattenimento per i più piccoli, culturali, di giochi di ruolo. Si può assistere alla proiezione di film, ascoltare concerti, partecipare a seminari, corsi di formazione, dibattiti e conferenze. Si trovano autori e disegnatori famosi in ogni campo dell’intrattenimento, pronti a rilasciare autografi e interviste.
Impressionante vedere come tutta la città si metta a disposizione della manifestazione trasformando ogni vetrina ed ogni spazio in negozi, luoghi di ritrovo e per l’accoglienza ed il vettovagliamento. Bello anche constatare come la fiumana di persone resti sempre civile, pulita e rispettosa dell’ambiente e delle persone. Non ho mai visto buttare una cartaccia in terra, litigare per attese o file (pure numerose) e dare vita a parapiglia. Non è tutto sempre perfetto, ad esempio ancora si va avanti con i pessimi bagni chimici sparsi per la città, ma l’atmosfera goliardica e gioiosa è palpabile e contribuisce a rendere questa fiera un momento bellissimo ed imprescindibile per me, specie ora che posso goderlo anche in compagnia di mia moglie e dei miei figli. Il mio consiglio, dunque, è di andare, almeno una volta nella vita, per vedere una delle fiere più belle del panorama italiano.
Anche quest’anno si è appena conclusa la fiera dei giochi da tavolo più importante d’Europa: la Messe di Essen 2019.
La fiera, come già saprete, si tiene ogni anno a fine ottobre presso il centro fieristico della città tedesca di Essen. Ogni anno la fiera si allarga nei metri quadrati che mette a disposizione ed ogni anno aumentano i visitatori, a conferma dell’ottimo momento che sta vivendo il mondo dei giochi da tavolo. Anche questo 2019 non fa eccezioni ed i numeri ufficiali parlano di un salto dai 190.000 visitatori dell’anno scorso ai quasi 210.000 di questa edizione.
Devo dire di essere molto contento di questa continua crescita anche perché, a differenza di ciò che si potrebbe pensare, una maggiore affluenza non ha reso la fiera meno vivibile, anzi. Quest’anno gli organizzatori hanno avuto l’ottima idea di aprire anche l’entrata nord, cosa che ha reso possibile una migliore distribuzione delle persone, specialmente nei primi minuti delle aperture delle porte. La fiera negli anni sta cambiando, passando da una manifestazione per pochi appassionati ad una fiera di settore più classica.
Ormai il pubblico di riferimento è la grande massa di giocatori “familiari”. Si tendono a produrre giochi più semplici, alla portata di tutti, sia per regole che per prezzi e durata. I titoli “tosti”, quelli per giocatori appassionati, e non per famiglie che intavolano in un’oretta un titolo ogni tanto, sono ormai più rari e, quando vengono prodotti, il più delle volte vengono stampati in un numero limitato di copie che garantisca un guadagno minimo ma sicuro, a fronte di un esaurimento dei pezzi prodotti già alla fiera. Rischiando di vedere poi i negozi solo a fronte di una grande richiesta e per mezzo di una seconda tiratura da prodursi solo nel caso ci siano già con sufficienti prenotazioni dei vari distributori. La cura maggiore viene spostata verso la grafica, le copertine delle scatole, il tema di richiamo.
Tutto questo perché ormai il mercato fagocita una quantità impressionante di nuovi titoli ogni anno, che vengono consumati e dimenticati in modo sempre più bulimico. Si tratta, probabilmente, di una fase temporanea dovuta ad una crescita molto, troppo, rapida che verrà piano piano assorbita portando il mercato a stabilizzarsi in futuro su equilibri più solidi e sostenibili, sia dai consumatori che dai produttori.
Ma intanto noi ci siamo goduti anche questa Essen 2019, che ha visto un enorme successo di pubblico, una quantità di nuovi titoli davvero impressionante e tanto, tanto divertimento da parte mia, che sono ormai all’undicesima partecipazione consecutiva.
Ed ecco, in inglese, il comunicato ufficiale di chiusura di Essen Spiel 2019
Sunday, October 27th 2019 Essen Final report of the 37th Internationale Spieltage SPIEL ’19
World’s largest trade fair for board and card games SPIEL ’19 ends once more reporting record figures – Games industry starts Christmas trading in optimistic mood
The world’s largest fair for board games SPIEL ’19 ended today with record participation figures of 209,000 game fans, buyers and licensees from all over the world (previous year 190,000). With around 1,200 exhibitors (previous year: 1,150) and more than 1,500 new releases (previous year: 1,400), the trade fair had already broken its previous year’s record from the start. The significantly larger exhibition area, the new hall structure and the improved admission system ensured an even better games event experience.
The industry has experienced an unprecedented boom in recent years and reports record sales figures for 2019. The modern world of board and card games is fascinating more and more people: the world’s largest public event for board games attracted a record number of 209,000 game fans to the Essen exhibition halls over the last four days. Young adults in particular are becoming more and more enthusiastic about the hobby and are consciously opting for a form of analogue entertainment.
The EDUCATORS’ DAY, which was held for the first time as part of the SPIEL, also showed that playing is more than just entertainment. It gave educators, teachers and interested persons the opportunity to find out about the potential of board games in schools and in adult education. Several panel discussions dealt, among other things, with the situation of Iranian board game publishers and the question of the ecological footprint that board games leave behind.
Once again, the innoSPIEL award offered important consumer orientation. The family game AB DURCH DIE MAUER won the award for its particularly innovative concept: In AB DURCH DIE MAUER, 2-4 ghosts want to disguise themselves and are looking for the necessary accessories. But the wardrobes are suddenly no longer where they once were. AB DURCH DIE MAUER creates the illusion that game pieces can really walk through walls. This is done using the innovative combination of a rotating game board with three magnetic sliders, which are embedded under the playing surface. AB DURCH DIE MAUER by Jürgen Adams, Zoch Spiele, 2-4 players, from 7 years, 20 minutes, approx. 35,– EUR. Two big charity campaigns were also part of SPIEL ’19: The cake donation campaign “BrettSPIELcake” and the sale of games donated by publishers. This meant an attractive donation to the value of 10,770 EUR could be presented on Sunday to the association “Balu und Du”, which promotes extra-curricular activities for primary school children aged between 6 and 10 years. The latter will use the money for the start-up funding for a new location in Essen.
On the occasion of SPIEL ’19, the Association of Games Publishers (Interessengemeinschaft Spieleverlage e.V.) reported growth of 4% for the year 2019. Over the past five years, the German board game industry has grown by over 40%. Among all toys, classic games and puzzles are the most important product group in the Christmas trading period.
The next Internationale Spieltage SPIEL ’20 will take place from 22.10. – 25.10.2020 at Messe Essen.
Scrivo questo articolo a valle della mia ennesima Essen (siamo oltre alla decima consecutiva) per tirare le somme della fiera e dei titoli usciti in questa edizione.
Sulla location c’è davvero poco da dire, la struttura è ottima, coperta, enorme e con i servizi sempre puliti e numericamente adeguati. Quest’anno, oltre ad un numero ancora maggiore di metri quadrati a disposizione, è stata anche aperta l’entrata Nord (mi pare), che ha fortemente decongestionato l’ingresso e le persone che, potendo entrare anche dal lato opposto a quello solito, sono defluite nei vari padiglioni in modo molto più tranquillo e decongestionato. Inoltre, l’ingresso, passando per alcuni padiglioni vuoti, ha permesso a tanta gente di mettersi al loro interno seduti per terra a provare le novità appena comprate, decongestionando ulteriormente la situazione. Anche a livello di demo i tavoli, pur non essendo molto diversi dagli anni passati, erano spesso prenotabili, evitando inutili attese. Per quanto riguarda la struttura, quindi, non c’è molto altro da dire.
Ma veniamo alla parte più interessante, le novità presentate alla fiera. I titoli presenti nel famigerato listone di BGG quest’anno hanno superato i 1.200! C’è subito da dire che i giochi di un certo peso, quelli che interessano gli hard-gamer come noi sono più o meno sempre gli stessi. Ad essere aumentati sono i filler, i family e i giochi da Kickstarter. Rispetto agli anni passati sono moltissimi i giochi presenti in fiera che erano stati o saranno oggetto di campagne su Kickstarter. Tantissimi i medio-leggeri basati sulle mode del momento, su tutti i Roll&Write ed i giochi della tipologia “escape”. Inoltre, si vede anche crescere la tipologia dei “narrativi”, un tempo molto meno numerosi. Per quanto mi riguarda i padiglioni 1 2 e 3, prima quelli di maggior interesse, ora sono stati quasi snobbati a favore delle hall 4 e 5 che contengono ormai il maggior numero di novità più di “nicchia”, non appartenenti alle grandi case produttrici. Ma ovviamente si tratta di gusti. Tornando al discorso nuove uscite devo anche dire che i prezzi sono mediamente saliti e ormai quasi tutti i produttori presentano i loro titoli a prezzi di listino, senza particolari offerte. Se, come me, si è nell’ambiente da diversi anni, non si farà fatica a trovare gli stessi giochi con sconti maggiori presso i propri rivenditori di fiducia. Senza contare che ora le localizzazioni sono aumentate moltissimo e, sempre a causa di un momento tanto positivo per il nostro hobby, il numero di titoli che non si fa fatica a trovare fuori dalla fiera è cresciuto enormemente. Se prima compravo molto per la difficoltà a reperire certi giochi dopo la fine della fiera, ora tutto è quasi sempre ordinabile anche dopo e la convenienza di comprare ad Essen è limitata a pochi casi o a vecchi giochi (che però ormai ho quasi tutti). Per tutti questi motivi in fiera quest’anno ho comprato pochissimo, ma vi ho detto tutto questo perché non voglio si pensi che la cosa sia dovuta al fatto che sono usciti pochi giochi validi. Tutt’altro, la media dei giochi belli mi pare più o meno quella di sempre per cui i vostri portafogli dovranno stare attenti come sempre in questo periodo!
Di giochi belli (almeno per me) ne sono usciti tantissimi e potrei farvi un nutrito elenco, ma non mi pare questa la sede, anche perché avete tutti i miei report e quelli degli altri Goblin per questo…..
Detto questo mi si potrebbe obbiettare che se non si va ad Essen per comprare ad ottimi prezzi, allora potrebbe non valere la pena, visto anche il costo non esiguo della trasferta… Ebbene la mia risposta è sempre la stessa da più di un decennio: ad Essen non si va certo per risparmiare! Si va per l’atmosfera, per vedere gli amici, per giocare con gente di ogni paese, per provare le cose in anteprima, per cenare e parlare e vivere i giochi per una settimana intera insomma! Per risparmiare non c’è dubbio che convenga starsene seduti sul divano di casa ordinando da uno store on-line.
Per me, negli anni, Essen è diventata una tappa obbligata, un luogo dove incontrare amici che ormai vivono all’estero, per scambiare opinioni a cena sui titoli provati, davanti ad una birra ed una bella schnitzel. Solo dopo anni, solo per farvi fare una risata, sono riuscito ad evitare l’errore di ordinare una bottiglia d’acqua al ristorante, salvo pentirmene per averla pagata il doppio di una media chiara! Insomma, Essen è un’esperienza, una mecca ludica, una settimana di paradiso in scatola dove non si vedono che persone con la nostra stessa passione, dall’anziano di 70 anni alla famigliola con bimbi al seguito che riempie le sporte di scatole! Essen per me dura almeno 5 mesi, se si conta tutta la preparazione fatta prima per selezionare i titoli di interesse e tutto il provare e giocare dopo l’evento le novità acquistate da me e dal gruppo di amici. Tutto questo è Essen!
[Mio articolo pubblicato anche su Tana dei Goblin, licenza CC]
Essen, Germania, dal 24 ottobre 2019, ore 10:00 del mattino. Si aprono le porte della più importante fiera in Europa sui giochi da Tavolo, e nell’arco dei successivi 4 giorni della manifestazione, si riverseranno al suo interno quasi 210.000 visitatori (con un incremento del 10% circa dall’anno precedente). Per migliaia di metri quadri le persone si aggireranno tra stand coloratissimi, tavoli affollati di giocatori di tutte le età, rastrelliere piene di scatole di cartone ammiccanti, che promettono ore di sfrenato divertimento una volta aperte e poste sul tavolo. La fiera quest’anno vede più di 1200 novità, presentate lungo ben sei padiglioni ed una galleria.
Ci sono giochi lunghi decine di ore, giochi per tutta la famiglia che durano pochi minuti, giochi di carte, giochi di destrezza in cui costruire improbabili strutture senza far crollare tutto. Centinai di titoli di carte, che vanno da varianti complesse della briscola o dei classici giochi a “prese” (uno di quelli in cima alle classifiche finali di questa fiera, Die Crew, è proprio una variante cooperativa dei classici giochi di prese), a eredi dell’ormai inossidabile ed irraggiungibile Magic.
La fantasia degli autori di giochi non ha limiti e si possono trovare titoli che vanno da un’ambientazione spaziale e fantascientifica a giochi sugli insetti nei prati o che trattano delle recenti fasi diplomatiche europee. Praticamente tutti presenti i produttori più importanti del settore, ma il bello della fiera è poter trovare anche piccoli stand di ditte poco più che familiari, come anche la sempre più numerosa “truppa” di produttori e autori asiatici, che ormai da anni ci stupiscono con titoli culturalmente e meccanicamente diversi, innovativi ed interessanti.
Decine gli stand per bambini sotto i 10 anni che potevano divertirsi con versioni giganti dei grandi classici a loro dedicati (ad esempio la “Torre degli animali”), centinaia di mattoncini, tappetoni elastici, gonfiabili, piste per le automobiline elettriche e tanto altro. Ma anche centinaia i giochi da tavolo prodotti specificatamente per questa fascia d’età che è tutt’altro che marginale nel settore dell’intrattenimento in scatola.
Decine gli stand dove poter mangiare, bere un caffè, comprare un panino da consumare al volo o sedersi al tavolo per un pasto più lungo ed appagante. Alcune aree esterne, visto il clima sempre più mite di questo periodo dell’anno, ospitavano tavoli, luoghi dove fumare, o semplici aree di sosta dove prendere un pochino di sole ed una boccata d’aria fresca. Anche i bagni sono numerosi e ben tenuti, continuamente puliti, offrono i loro servigi con file minime, cosa non scontata e di grande importanza.
Essen, insomma, è una fiera per tutti i gusti e tutte le età, che fa incontrare ai suoi tavoli da gioco famiglie con bambini, ragazzi e adulti, provenienti da tutti i paesi e accomunati solo dalla voglia di giocare e divertirsi insieme senza barriere linguistiche o culturali che li possano fermare. E forse questa, in definitiva, è una delle caratteristiche più belle del gioco in generale, e del gioco da tavolo in questo caso particolare.
Anche questa fiera è finita, con il suo carico di scoperte, conferme e delusioni. La domenica si gioca meno, si prova meno e la fiera chiude un’ora prima, con il giusto carico di saluti da fare con gente che sai di poter rivedere solo l’anno successivo. Di seguito i giochi provati:
Pipmats:
Vecchio giochino di carte dalla grafica bellissima e che potrebbe considerarsi un precursore del tanto acclamato Wingspam, anche se solo per il tema ornitologico. Si collezionano uccelli con un sistema di prese carino e cercando di formare le coppie maschio-femmina per aumentare i punti (no non è un gioco pornografico). Occorre stare attenti ad evitare corvi e scoiattoli che tolgono punti e a non apparecchiare mosse troppo remunerative per gli altri. Carino.
Voto per tipo di gioco: 6,5
Voto personale: 6
Maracaibo:
Tralasciando il vergognoso comportamento dei responsabili dello stand, dopo esserci dovuti leggere le regole da soli aver atteso inutilmente al tavolo più di un’ora, riusciamo a fare due turni di questo nuovo titolo di Pfister. Il gioco prende alcune cose da Great Western Train ma le sviluppa diversamente e vi aggiunge una modalità campagna che modifica via via il tabellone aggiungendo spazi azione e altre cose interessanti. Difficile darne un giudizio ponderato dopo meno di mezza partita ma il gioco promette benissimo e spero vivamente esca in italiano per farlo mio alla prima occasione. Promessa mantenuta.
Voto per tipo di gioco: 8
Voto personale: 8,5
Pangea:
Un’occasione persa. CI sono alcune idee buone, come il cataclisma finale che devi evitare ti tolga dalla mappa. Bellissimi grafica e materiali, ma alla prova al tavolo risulta un gioco freddo, che demanda troppo alle carte evoluzione e che non pare particolarmente divertente da giocare. Forse anche per le razze asimmetriche che guidano troppo la strategia al tavolo. Da capire dopo una partita intera come si sviluppa il tutto a lungo termine ma per ora ci ha lasciato con l’amaro in bocca.
Voto per tipo di gioco: 7
Voto personale: 6,5
Great Voyage:
Una meccanica del mancala che però lascia troppo spazio al caso e poco alla pianificazione. Materiali gradevoli e semplicità del flusso di gioco non bastano a rendere avvincente una partita che si lascia giocare da sola e che relega poco al giocatore e troppo alla fortuna nella pesca dei due token che rendono possibile scegliere da dove partire. Avevo forse aspettative troppo alte ma sono rimasto abbastanza deluso. Peccato.
Voto per tipo di gioco: 6,5
Voto personale: 6
Flipover Frog:
Un giochino di piazzamento tessere con due regole e l’idea carina del flip delle tessere. Una sorpresa del tutto inaspettata che può diventare un gradevolissimo filler riempitivo con la sua durata inferiore ai venti minuti. Simpatiche le ranocchie e carini e robusti i materiali per un titolo che entra a sorpresa nel novero dei filler molto gradevoli.
Voto per tipo di gioco: 7
Voto personale: 7
Sierra West:
Una pessima e lentissima spiegazione ci impedisce di fare più di un turno di gioco a questo titolo che sembra davvero molto carino e che offre quattro moduli diversi per una longevità sicuramente notevole. Tante possibili cose da incastrare in un gioco dalla durata contenuta e dal peso medio che ha una grafica molto carino, buoni materiali e qualche interessante trovata con l’utilizzo di tre carte a turno per costruire le azioni da fare lungo due percorsi paralleli da gestire con la giusta sequenza. Molto carino, almeno in una prima, parzialissima, impressione.
Voto per tipo di gioco: 7,5
Voto personale: 7
Alla fine di questa fiera mi ritrovo con pochi giochi comprati complice un mercato italiano sempre più esaustivo e pieno di localizzazioni che mi frena dal comprare all’estero in lingue diverse dalla nostra. Molti buoni giochi anche se nessuno mi ha fatto realmente gridare al miracolo. In qualche caso l’acquisto è stato frenato da prezzi molto alti ed in qualche altro da un repentino esaurimento delle copie in vendita. Alcuni ottimi giochi di quest’anno non fanno parte dei report della fiera perché li avevo già potuti giocare, ed apprezzare, prima della fiera (Barrage, Nemesis, Black Rose Wars, solo per citarne tre dei migliori in assoluto).
Con la fortuna di possedere una casa vicino Lucca non mancherò di passare almeno un giorno alla fiera di Comics & Games più importante d’Italia. E, come sempre, non mancherò di farvi un report dei titoli provati. Per ora è tutto dalla Germania, ci si risente il prossimo anno, se tutto va bene. Buona notte.
[Mio articolo pubblicato anche su Tana dei Goblin, licenza CC]