LIPOGRAMMI
[Tredicesima puntata]
Una costrizione linguistica molto interessante consiste nello scrivere un brano, evitando di usare sistematicamente una o più lettere prestabilite.
Ad esempio, questo breve periodo è stato composto senza far figurare mai le lettere: «acca», «i lunga», «cappa», «ics», «ipsilon» e «vu doppia»….
Tale meccanismo è noto con il nome di lipogramma (dal greco: léipein = «mancare» e grámma = «lettera»). La sua invenzione è attribuita al poeta greco Laso di Ermione, il quale non amando il sibilo della lettera sigma, evitò di inserirla nel testo di alcune sue opere, come l’Ode ai Centauri e l’Inno a Demetra.
Nel III secolo d.C., il poeta greco Nestore di Laranda riscrisse l’Iliade, omettendo in ciascuno dei suoi 24 libri la lettera greca il cui numero d’ordine coincide con quello del libro stesso (la alfa nel primo, la beta nel secondo, e così via). Circa due secoli più tardi un altro poeta greco, nato ad Alessandria d’Egitto, Trifiodoro rielaborò, con lo stesso criterio, l’Odissea.
Caduta in disuso col passare del tempo, l’arte del lipogramma è stata rinverdita, negli ultimi decenni, dall’Oulipo (Ouvroir de Litterature Potentielle), il laboratorio letterario fondato, tra gli altri, da Raymond Queneau, Italo Calvino e Georges Perec.
Quest’ultimo, in particolare, ha composto il più lungo lipogramma conosciuto: La disparition, un romanzo di 313 pagine, in cui non compare mai la lettera «e» (la più frequente in francese).
Questo particolare virtuosismo linguistico possiede numerose varianti; una delle più comuni, è la biconsonantica, basata sull’esclusione di tutte le consonanti, tranne due. Un po’ più rara, per i maggiori vincoli che impone, è la monoconsonantica, che consente l’uso di un’unica consonante.
Alcuni significativi esempi a riguardo, sono costituiti dai seguenti epigrammi di Marco Ardemagni (in ciascun testo sono presenti solo le consonanti contenute nel relativo titolo).
ROSA – A sera arse e rise / ora, seria, / si è arresa.
ELENA – La luna, il Nilo, / le liane e lei. / Elena è la ninna-nanna al leone in noi.
ANTONIA – Ottenutati intatta / tentai tutta notte, attento. / Tentennai / e ottant’anni intatta io tenni te.
OLGA – L’alloggio giù al lago / e Giulio e lei / uguali e agili / e io laggiù… / Oggi eleggo il legale.
MIMMA – Mimò mia mamma / ma mai mi amò.
Un’altra interessante variante è la monovocalica, che consente l’uso di un’unica vocale. Un divertente esempio a riguardo, è costituito dal seguente sonetto di Beppe Varaldo, che riscrive i passi della Genesi dedicati al diluvio universale, senza utilizzare altre vocali, oltre la «a».
La gran bagnata allaga la vallata, / ma fra la malta, a galla, avanza l’arca, / la vasta cassa fatta dal navarca; / la salamandra, l’anatra palmata, / la magra talpa, la farfalla alata, / s’accalcan a carcar la sacra barca / da tal marasma, dall’amara Parca, / dal patatrac la razza va salvata! / Al caval la cavalla, al can la cagna: / da casa-stalla la tartana fa… / La masnada, passata la magagna, / all’Ararat attracca, starà là;/ alzata l’ara, arata la campagna, / mal farà Cam a maltrattar papà!
Per verificare quanto sia ardua la composizione di un lipogramma, provate a stilare una definizione della lettera «a», senza mai usare… la lettera «a» (una delle più ricorrenti in Italiano).
Confrontate, poi, il vostro risultato con quello fornito qui sotto.